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Il resto vi verrà chiaro lungo il cammino – aggiunse in fretta il vecchio – Leon, ricordati che il Cuore ama, non condanna. Matt, la Mente sa fare giuste domande ma raramente trova buone risposte. Joshua, la Fantasia non deve mai dimenticare la realtà. E tu Sfaira, tu sarai l’unica in grado di comprendermi”.

Setalux
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\\ Home Page : Storico : un po' di rassegna stampa... (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Loris (del 21/12/2009 @ 09:37:42, in un po' di rassegna stampa..., letto 1272 volte)

di Leonardo Agolanti

L’acqua è il filo conduttore dello spettacolo teatrale “Nato da donna” che farà il debutto assoluto sabato 19 dicembre al Mulino di Amleto di Rimini (ore 21, con replica domenica 20 dicembre ore 16 e ore 21), all’interno della rassegna “La nube di Oort”. L’acqua come principio femminile, che sgorga dal mito, che scorre e non si lascia afferrare, che non oppone resistenza ma può essere irresistibile. Uno spettacolo che è il culmine di un lungo lavoro sulla simbologia e sulla poesia. Che proietta ai giorni nostri quattro archetipi di donna dell’antichità.
“Nato da donna” è ideato e diretto da Stefania Succitti.
“Lo spettacolo parte dal presupposto di raccontare quattro personaggi femminili dell’antica Grecia – racconta la regista – Se queste donne antiche vivessero ai giorni nostri , ci siamo chieste, come vivrebbero? Cosa sentirebbero? Penelope aspetterebbe comunque il suo sposo, Cassandra avrebbe ancora le sue crisi esistenziali nell’anelito di modificare se stessa e il suo destino? E Polissena sarebbe ancora una seduttrice a cui interessa solo avere in pugno l’uomo? E poi Teti: quali tentativi, quali errori, compirebbe per far emergere le potenzialità, la divinità, di suo figlio Achille?”.
Il messaggio che c’è dietro “Nato da donna” è profondo. Da dove nascono i testi?
“C’è stata una ricerca approfondita sui libri dietro questi personaggi, e il testo di Teti in particolare è stato creato dal nulla dalla scrittrice Simona B. Lenic. Mi piace pensare che il cambiamento, il nuovo pensiero, siano rappresentati dal parto, quindi da un principio femminile. E questo spettacolo è un vero e proprio parto che nasce da una lunga gestazione, durata due anni, durante i quali tutti i personaggi sono cambiati radicalmente. Hanno collaborato tante persone, ciascuna ha dato qualcosa e poi ha preso la sua strada. Quindi si è formato un gruppo che ha finito per dar voce ai rispettivi archetipi”.
Cosa possiamo ritrovare oggi di Penelope, Polissena, Cassandra, Teti?
“Le sfaccettature di queste donne del mito ci sono ancora tutte. C’è la donna in carriera, la seduttrice, la madre, c’è la donna che attende l’uomo della sua vita. Ciò che mi piace è che tutte le nostre donne non subiscono il proprio destino: per esse c’è una svolta dietro l’angolo, e riescono a prendere in mano la loro esistenza. Confrontandosi con i propri mostri, i propri limiti, con tutto quello in cui la società le vorrebbe trasformare”.
Lo spettacolo s’intitola “Nato da donna”, regista e attrici sono tutte donne. Ma c’è spazio per l’uomo, almeno in platea?
“A parte il fatto che dietro le quinte c’è un lavoro preziosissimo svolto dagli uomini, a partire dal nostro tecnico audio e video Maurizio ‘Muro’ Vettraino, il fatto che voglio sottolineare è che dove ci sono tutte donne, gli uomini sono assolutamente essenziali. Noi vogliamo platee maschili. Perché i cambiamenti innescati dalle donne mettono in movimento cambiamenti ancora più significativi nell’uomo. E questo rappresenta la crescita”.
In scena un cast interamente al femminile: ci saranno la stessa Stefania Succitti (a reinterpretare Penelope), Julia Alimasi (Polissena), Emanuela Neri (Cassandra) e Simona Bisacchi (Teti) con il contraltare di Lara Balducci a simboleggiare la società

Dal free press Chiamami Città
http://www.chiamamicitta.net/1000/1904/notizie/RIMINI/Agolanti_Leonardo/articolo/Nato_da_donna_dall’acqua_dal_mito.html

 
Di Loris (del 13/11/2009 @ 17:24:35, in un po' di rassegna stampa..., letto 1242 volte)
di Carlotta Frenquellucci

Al via al Mulino di Amleto di Rimini la quarta, e probabilmente ultima, stagione de "La Nube di Oort - Transiti di nuovo teatro". La rassegna, nata per osservare il transito del "nuovo teatro", propone sette spettacoli caratterizzati dalla spiccata carica innovativa e dalla indubbia qualità, con alcune incursioni particolari nel mondo della musica.  Si parte il weekend del 7 e 8 novembre con "Cose dell'altro mondo - diario dal Congo", con Teodoro Bonci del Bene, attore riminese che ha studiato alla scuola di Mosca del celeberrimo maestro Stanislavskij. Sabato 14 novembre il Mulino ospiterà la compagnia Libero Fortebraccio Teatro in "Iago", concerto scenico di Roberto Latini e Gianluca Misiti. Il 21 novembre "Sul confine", di e con Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti e Alessandro Tedeschi: in equilibrio tra drammaturgia e coreografia l'incubo di due uomini proiettati oltre il ricordo. Sabato 28 novembre "Si l'ammore no", di e con Elvira Frosini e Daniele Timpano (Kataklisma - amnesiA vivacE), finalista al Premio Tuttoteatro.com 2008. Sabato 5 e domenica 6 dicembre si gioca in casa con "Mani in alto...!!!" (Banyan Teatro) per la regia di Gianluca Reggiani, l'Odissea di un uomo qualunque alle prese con il desiderio e l'ambizione di riuscire a realizzare se stesso nella società in cui vive. Domenica 13 dicembre va in scena Fever 103° di NicoNote, performance che prende il nome da una lirica di Sylvia Plath. Un "concerto per voce, cd, dischi e laptop" con musiche e testi di NicoNote ma anche di tante "guest star" da Elvis Presley a Robert Schumann per la musica, da Shakespeare a Yeats per la letteratura. La stagione si chiude sabato 19 (ore 21.1) e domenica 20 dicembre con la prima assoluta di "Nato da donna" (Compagnia Extra Q), spettacolo che trasporta gli archetipi di quattro eroine del mito ai nostri tempi. Ideato e diretto da Stefania Succitti che ne ha curato i testi, lo spettacolo vede in scena Julia Alimasi, Lara Balducci, Simona Bisacchi, Emanuela Neri e Stefania Succitti. La scrittrice riminese Simona B. Lenic per l'occasione ha scritto un testo originale dedicato a Teti. A gennaio (8,9 e 10), infine, un fuori programma con la compagnia Banyanteatro-Lab in "I Lunatici" ideato da Marco Bianchini e Roberto Peruzzini. Lo spettacolo, tratto dal romanzo di Ermanno Cavazzoni "Il poema dei lunatici", racconta la storia tra sogno e realtà di Ivo Savini che ispirò Federico Fellini per "La voce della luna".
Gli spettacoli hanno inizio alle ore 21.15. Info e prenotazioni tel. 0541.752056 - info@banyanteatro.com

da Chiamami Città 624 RIMINI - Notizie cultura - mer 04 nov 2009

 

 
Di Loris (del 09/10/2009 @ 18:17:18, in un po' di rassegna stampa..., letto 1002 volte)
Da La Voce di Romagna di giovedì 8 ottobre 2009

RIMINI – (ac) La scuola è iniziata da un po’ e anche l’associazione culturale Laboratorio di Myriam (nel centro storico di Rimini) ha riaperto già da un mese le accoglienti porte del suo giardino d’infanzia, dove i bambini dai 3 anni insieme alle maestre giocano, suonano, impastano il pane, disegnano, fanno teatro, preparano l’orto e accudiscono i loro simpatici animaletti (un coniglietto nano, i pesciolini rossi, le cocorite e un inseparabile).
Ma se la mattina è dedicata ai più piccolini, nel pomeriggio il Laboratorio di Myriam ospita corsi rivolti ai bambini dai 6 anni.

Parte mercoledì 21 ottobre “Parole e fantasia” laboratorio dedicato a “tutto ciò che di bello si può fare con le parole” tenuto da Simona B. Lenic, scrittrice e giornalista. Un laboratorio che l’anno scorso ha portato alla creazione di una vera e propria rivista patinata, spettacoli per burattini, un telegiornale - di sole buone notizie! – e alla composizione di una canzone. E siccome il laboratorio di Myriam ha anche un corso di teatro per ragazzi, basandosi sulle loro improvvisazioni i bambini hanno scritto un soggetto e girato un video per lo spettacolo, portato poi in scena dai loro coetanei. Il laboratorio si svolge ogni mercoledì dal 21 ottobre al 23 dicembre dalle 17.15 alle 18.30.

Venerdì 23 ottobre partirà anche il “Il teatro dei ragazzi” laboratorio rivolto a ragazzi delle scuole elementari e medie tenuto dall’attrice e regista Stefania Succitti. Dopo lo spettacolo “L’isola di Ness-Uno” che ha segnato il loro divertente esordio, lo scorso giugno l’allegra compagnia si è cimentata in “Non è un paese per tutti” andato in scena in un teatro vero - al Mulino di Amleto di Rimini – davanti a un pubblico di 120 persone.
Il laboratorio si svolgerà a partire dal 23 ottobre ogni venerdì dalle 17 alle 18.30

Infine, partirà giovedì 28 ottobre la novità di quest’anno: il laboratorio “Giornalisti in erba” tenuto da Loris Pironi, giornalista professionista direttore del settimanale “Fixing”, e da Simona Bisacchi Lenic, scrittrice e giornalista. Attraverso la realizzazione di una rivista, il corso - rivolto ai ragazzi delle scuole medie - ha l’obiettivo di far capire come nasce e come va trattata una notizia, ma anche come va letta nella giusta maniera.
Il laboratorio si svolgerà ogni giovedì, dal 29 ottobre al 17 dicembre, dalle 17.15 alle 18.30. Info 0541.24138.
 
Una compagnia teatrale di otto bambini. Una vera compagnia teatrale, capace di mettere in scena veri spettacoli – non il classico saggio di fine anno, per intendersi – e di riempire un vero teatro. Il teatro in questione è il Mulino di Amleto, spazio provvidenziale per tante persone a Rimini, lo spettacolo che ha riscosso questo successo è “Non è un paese per tutti”, che domenica scorsa ha fatto registrare il tutto esaurito (oltre 120 persone, ben oltre la classica media dei due genitori e un fratellino per ogni bambino sul palco…). Uno spettacolo portato in scena dai bambini de Il Laboratorio di Myriam e addirittura scritto da altri bambini, che al Laboratorio – associazione culturale con una scuola d’infanzia e con corsi pomeridiani – seguono il corso ‘Parole e Fantasia’ tenuto dalla scrittrice Simona B. Lenic.
“Lo spettacolo – spiega la regista Stefania Succitti – è stato costruito sul totale rispetto dei bambini, che hanno lavorato in piena autonomia, naturalmente con l’assistenza degli adulti. Dall’ideazione alla realizzazione del testo fino alla scelta dei costumi. Hanno lavorato come una vera compagnia teatrale, e infatti ne è uscito uno spettacolo vero e proprio, non certo un’esibizione da fine corso”.
Dopo lo spettacolo “L’isola di Ness-uno” che ha sancito il loro divertente esordio lo scorso anno, questi attori in erba si sono appunto trasformati nella Allegra Compagnia.
“I nostri bambini sono cambiati tantissimo rispetto allo scorso anno – prosegue Stefania Succitti - Sono maturati, sanno stare in scena, è proprio bello vederli crescere così. E comunque vorrei specificare che lo spettacolo finale è forse il momento più entusiasmante, ma di fatto è quasi marginale rispetto al lavoro portato avanti durante i laboratori, un lavoro che vuole sviluppare sempre più la fantasia, l’immaginazione, la creatività dei bambini, puntando sull’improvvisazione e sulle tecniche teatrali”.
È giusto a questo punto citare tutti i baby attori saliti sul palcoscenico: Anna Bettini, Liliana Cogliandro, Lorenzo Dellarosa, Viola Emiliani, Federica Ripa, Elisa Poggiali, Elena e Serena Rossi (a cui si è aggiunto in un fugace caotico momento il “grande” Stefano Dellarosa). I bambini del corso Parole e Fantasia di Simona B. Lenic che hanno realizzato il testo sono invece Elia Di Benedetti, Gabriel Giannini, Arianna e Alessia Pesaresi e Vittoria Volanti. Maurizio “Muro” Vettraino ha curato il video iniziale e la parte tecnica, Antonio Vanzolini le luci, i costumi e le scene sono di Sonia De Angelis. Per informazioni sui corsi: Laboratorio di Myriam, tel. 0541.24138.
8 giugno 2009 - La Voce - articolo
 
Di Admin (del 23/06/2009 @ 18:59:45, in un po' di rassegna stampa..., letto 1114 volte)
RIMINI - Per la prima uscita ufficiale da scrittrice, la notte di San Lorenzo al Porto di Rimini, non si è fatta mancare niente. Neppure la pioggia e folate di vento gelido, a ricordare che tra poco sarà già autunno. Eppure per Simona B. Lenic, 30enne riminese, giornalista e scrittrice, autrice del romanzo fantasy Setalux (Barbera Editore), è stata calda come un lungo applauso. Quello che l’ha accompagnata sul palco della rassegna Moby Cult, dove ha mosso i primi passi di una carriera che - sono già in molti a scommetterci - sarà ricca di soddisfazioni. Intanto stasera Simona B. Lenic sarà l’ospite d’onore di una serata di gala a Praiano, piccola perla incastonata nella Costa Amalfitana: in quest’occasione per la prima volta presenterà Setalux ad un pubblico che non annovera amici e conoscenti. Un piccolo ’trauma’, ma soprattutto un importante successo. Oltrepassare la soglia di casa per mostrare la propria ’creatura’, per uno scrittore è un momento di svolta.
Che effetto fa per un’esordiente varcare questo confine?
“Per me è davvero un onore, oltre che una bella opportunità. Non nascondo che mi fa sempre un certo effetto quando qualcuno fuori da Rimini e circondario dice di aver letto il mio romanzo e magari mi cerca per invitarmi ad un incontro con l’autore o per intervistarmi. A Rimini vedo il mio libro in vetrina, le persone mi chiedono come sta andando, c’è un rapporto molto diretto, e mi piace davvero. Pensare di poter costruire un rapporto simile ’fuori casa’ mi sembra incredibile”.
Si dice che nessuno è profeta in patria. Eppure a Rimini hai un gran numero di appassionati lettori.
“Beh, il mio segreto è che ho molti parenti e amici... ”.
Il romanzo, in libreria da poco più di due mesi, ha già avuto un discreto successo di critica e anche di vendite. Perché tra le migliaia di volumi pubblicati in Italia ogni anno un lettore dovrebbe comprare proprio Setalux?
“A me piacerebbe che le persone leggessero il mio romanzo perché credo sia un buon compagno di viaggio sia per i ragazzi che per gli adulti, perché la fantasia è solo un modo diverso per guardare la realtà e con la realtà tutti dobbiamo farci i conti, meglio se con un sorriso e una speranza in più, no?”
Ma che cos’è esattamente il Setalux? Che importanza ha l’amicizia in questo romanzo?
“Setalux è una leggenda, è la possibilità che anticamente avevano gli uomini di vivere veramente, al di là delle paure e dei pregiudizi. È qualcosa di cui avremmo molto bisogno oggi. Proprio come abbiamo bisogno dell’amicizia vera, di rapporti che non si basino sulla convenienza ma sul confronto, sullo scambio reciproco. Da soli non si cresce. I protagonisti di questa storia sono dei ragazzi ma riescono ad instaurare tra loro un rapporto maturo: non annullano se stessi per diventare un branco ma sviluppano la propria individualità, i propri talenti accettando e condividendo le diversità proprie e degli altri ”.
In molti hanno provato a raccontare Rimini e il suo mare, con più o meno fortuna, senza mai riuscire ad avvicinarsi a cogliere quello che è il suo vero spirito. In Setalux l’avventura dei quattro protagonisti e di tutti i personaggi che li attorniano si svolge in una città di mare, Inimbis. Che pare lo specchio di Rimini.
“Inimbis non è Rimini però è una città di mare e per me Rimini è la città di mare per eccellenza, non perché sia la più bella o la più meritevole, semplicemente perché è la mia città. Avrei potuto prendere spunto da Malibù o da Jesolo, documentandomi bene e magari facendo un viaggetto, ma temo che nel racconto sarebbero rimaste città viste, visitate, solo di carta. Mentre Rimini io la vivo e quando scrivo mi piace pescare più dentro che fuori di me”.                  
                                                                      
RIMINI - Setalux, romanzo d’esordio di Simona B. Lenic, in quattro parole è la storia del mondo. Il bene in lotta contro il male. Ed è anche la storia di un’amicizia, l’amicizia tra quattro ragazzi un po’ speciali, speciali soprattutto perché sono riusciti a grattare sotto la crosta dell’indifferenza, dell’uniformità. Parliamo di un romanzo che va archiviato nello scaffale del genere fantasy perché è ambientato in luoghi che non sono i nostri, perché ci sono personaggi con caratteristiche decisamente fuori dal comune. E poi anche perché i ragazzi, a Inimbis - la città dove si svolge la vicenda - non usano telefoni cellulari o il computer. Già. Si fa in fretta anche a dire cosa non c’è in Setalux. Non ci sono orchi, gnomi e folletti che affollano - purtroppo - i romanzi fantasy. Non ci sono scope volanti, pozioni magiche e intrugli vari tanto di moda nell’era di Harry Potter. E soprattutto non c’è quella trascuratezza nel linguaggio, quell’impoverimento lessicale che oggi affiora dai luoghi più impensati, anche in romanzi in cui ci si aspetterebbe che i protagonisti, ancorché giovani, siano capaci di usare un verbo al congiuntivo. Setalux, pubblicato da Barbera Editore, è un libro ben scritto, con passaggi da sottolineare per poi rileggere. Un romanzo che non ha assolutamente nulla da invidiare ai classici di questo genere.
22 agosto 2007 - La Voce di Romagna - Terza Pagina
 
Di Admin (del 23/06/2009 @ 18:50:39, in un po' di rassegna stampa..., letto 898 volte)
Simona B. Lenic, riminese, giornalista. Ma soprattutto scrittrice. Il suo primo romanzo, Setalux (Barbera Editore), è piaciuto molto al pubblico e ha riscosso un notevole successo di critica, tanto da essere addirittura candidato al Bancarellino, che è una specie di piccolo Premio Oscar della letteratura per ragazzi in Italia. Simona, in sostanza, può essere considerata una sorta di promessa della narrativa.
E’ un’etichetta che ti pesa? Sappiamo che stai ultimando il tuo secondo romanzo.
“Sono solo una che ha avuto una buona occasione, perché per un esordiente pubblicare non è così semplice. Amo scrivere e condividere le storie e i personaggi che mi girano per la testa, così mentre scrivo il secondo romanzo, tengo i piedi per terra, la testa tra le nuvole quel tanto che basta per prendere qualche pensiero, e un taccuino sempre vicino perché l’idea quando arriva arriva”.
Il tuo sguardo, in Setalux, si è soffermato sul mondo dei più giovani. Ci parli un po’ del tuo libro?
“Parto dai miei compagni di viaggio in questa avventura, i quattro giovani protagonisti: Sfaira, una ballerina con un bel caratterino; Matt, bello e misterioso, quindi terribilmente affascinante; Leon, avventuroso, esuberante e anche lui niente male; e Joshua, che ha la capacità di trasformare il mondo in fumetto. Questi ragazzi, uniti da un’amicizia profonda – e anche da un amore non dichiarato - capiscono che intorno a loro c’è qualcosa di meraviglioso e si danno da fare per scovarlo, tentando e rischiando come si fa solo quando si è davvero convinti. O folli”.
Setalux è un fantasy in senso tradizionale?
“La fantasia è solo un modo diverso per guardare la realtà. Non è così utopico un mondo in cui l’invidia prende le sembianze di rabbia e rancore, e in cui dei ragazzi hanno così bisogno di una guida da essere disposti a seguire il Male in persona. Fortunatamente non sono utopia neanche l’amicizia, la famiglia spesso costituita da persone che non sono parenti, e degli adulti così forti e stravaganti, da non far rimpiangere il fatto che prima o poi bisogna crescere”.
Quali sono i tuoi autori preferiti? Ci consigli un libro da leggere assolutamente?
“Leggo di tutto, da autori impegnati come Marquez, a libri spassosi come quelli della Kinsella o di Stefania Bertola, passando per favole e fumetti. Ho però sempre a portata di mano ‘Il piccolo principe’ di Saint Exupery. Quello non è un libro, è un mondo che si apre piano piano, di lettura in lettura”.
L’ultima domanda non è particolarmente fantasiosa, ma non possiamo non farla. Come si diventa scrittori?
“Fondamentalmente leggendo e scrivendo. Per me scrivere è sempre stato qualcosa di spontaneo, non potevo farne a meno. Ma quando scrivere diventa qualcosa da condividere, allora la scrittura diventa comunicazione e per comunicare sono necessarie una chiarezza e una semplicità che prima devi crearti dentro, poi tentare di trasferire sul foglio, spesso a forza di storie mal riuscite e scritti cestinati”.
Chiudiamo con due “informazioni” che possono essere utili per inquadrare meglio Simona, o possono essere utili punto e basta. Innanzitutto tra le sue molteplici attività, l’autrice di Setalux tiene corsi di scrittura per giovani e giovanissimi (“Spaziamo dalla scrittura di fiabe alla realizzazione di canzoni - racconta - Abbiamo realizzato anche un piccolo Tg di buone notizie”). E poi concludiamo dicendo che Setalux, grazie alla preziosa collaborazione con la Stamperia Toscana, è stato anche tradotto in braille, il linguaggio scritto per non vedenti (Info 055.4382800).
Aprile 2009 - Generazione Y - Intervista
 
Di Admin (del 23/06/2009 @ 18:34:24, in un po' di rassegna stampa..., letto 1113 volte)
C’è una città che si chiama Inimbis, in un luogo e in un tempo imprecisati del nostro mondo. Un posto abitato da esseri umani fatti di sentimenti e pensieri, proprio come noi. Ma le loro anime ormai sono deserte. Invidia e risentimento la fanno da padroni, le persone hanno dimenticato libertà e bellezza e vivono di apparenze, inseguendo senza scrupoli i loro obiettivi. Per fortuna aleggia una speranza sulla bella città in riva al mare. La incarnano alcuni adolescenti buoni e pieni di talento, destinati a salvare il mondo con una caccia al tesoro dalla posta molto alta. Sono quattro come gli elementi i protagonisti di “Setalux”, romanzo d’esordio di Simona B. Lenic (Barbera Editore, pp. 288, euro 16,5) autrice di favole e racconti dalla fervida fantasia. Sfaira, il cuore della vicenda, una ballerina leggera come una piuma che con la sua danza dà il ritmo alla storia, e i suoi amici prediletti, Joshua, il disegnatore, egli stesso tanto simile a un fumetto; Leon, il coraggioso figlio di Gec e Layla Flumeni, esploratori dei mondi sospesi; infine Matt, l’intellettuale del gruppo, nelle cui vene scorre inchiostro al posto del sangue. Il destino affida loro il compito di ritrovare le sorgenti del setalux, sottilissimi fili di seta e luce da cui, in tempi remoti, erano percorse le fibre di tutti gli uomini. Il setalux scorreva nel corpo sin dall’infanzia e per il suo tramite le persone ricevevano il dono della conoscenza, grazie al quale sapevano discernere tra il bene e il male. Era un antidoto al conformismo, alla superficialità e al pregiudizio: una sorta di elisir di eterna giovinezza per l’anima. Ma un giorno è scomparso, lasciando la terra intera in balia degli umbrusis, esseri malvagi, e dei mortivì, uomini vivi solo all’apparenza perché, da bambini, non hanno attivato il setalux attingendo alle sue immense fonti fatte di luce pura. Così queste si sono prosciugate e l’umanità, quella vera, forse è perduta per sempre. Finché un bel giorno compare un vecchio saggio che parla una lingua sconosciuta, comprensibile solo a Sfaira e ai suoi amici, e consegna loro la chiave di antichi segreti. Si aprono così le mirabolanti avventure di una ricerca piena di mistero. I piccoli eroi sono combattuti da nemici privi senza pietà capitanati da Serparatur, il principe del male a forma di pantera, adorato dai suoi giovanissimi e crudeli seguaci. Scamperanno a mostri nascosti nel bosco, formiche giganti, incantesimi e tranelli, nel crescendo di una storia ravvivata da qualche colpo di scena e dal primo amore della dolce ballerina. Se possiamo chiamarla favola moderna è perché nasconde una orale, dietro i giochi di parole e gli scenari fantastici. Suggerisce che l’adolescenza è la stagione più piena e chi non la vive a briglie sciolte perde il sale della vita. Perciò i ragazzi cattivi, scimmiottando il cinismo dei grandi, hanno perduto il gusto per la libertà. Di far galoppare la fantasia, di essere creativi e coccolare i propri sogni conservando il cuore puro. Il segreto da ritrovare e custodire gelosamente è nascosto in un ciondolo appartenuto alla famiglia di Sfaira per intere generazioni, un oggetto che indica tre simboli che lei conserva ignara nel comodino della sua camera da letto. Il setalux è vicino: per trovarlo basta squarciare il velo dell’ipocrisia, per imparare a vedere le cose per quello che sono.
Claudia Gualdana 
27 luglio 2007 – Libero - Recensione
 
Di Admin (del 23/06/2009 @ 18:32:25, in un po' di rassegna stampa..., letto 956 volte)
RIMINI – Romanzo d’esordio, centro al primo colpo, e anche una copertina con una firma che in pochi si possono vantare di avere, quella del maestro dell’illustrazione Gianni De Conno.
Ma cos’ha di speciale Setalux da costringere la Barbera a pubblicare un genere, il fantasy, che non aveva mai pubblicato prima, da consegnare la copertina a Gianni De Conno e da presentarlo come “l’Harry Potter italiano”? Ha quello che hanno le belle opere, cattura subito e ti costringe a non andare a dormire se prima non hai letto un’altra pagina (un po’ come le ciliegie, una tira l’altra) per scoprire come va a finire l’avventura alla quale vengono chiamati i protagonisti del libro, i quindicenni Sfaira, Matt, Leon e Joshua. Perché se un inevitabile archetipo fantasy c’è nel libro, è proprio quello del “Richiamo all’Avventura” e della presenza del “Mentore”, il saggio Prometero, che svela ai quattro amici il potere del Setalux e li indirizza verso la loro missione speciale. Inserito nella collana Radio Londra (la raccolta di maggior spicco della casa editrice Barbera), Setalux è catalogato come fantasy; un tempo forse quando la parola fantasy andava per la minore sarebbe stato inserito sotto il genere avventura, noi sottoscriviamo chi lo inserisce sotto il catalogo di romanzo di formazione, perché dentro le 288 pagine piene zeppe di colpi di scena, Sfaira, Matt, Leon e Joshua affrontano un’avventura persino più grande e decisiva per il loro cammino, quella dell’adolescenza, dove tutto muta in fretta e dove si costruiscono parti fondamentali del carattere e della crescita di una persona. Nemico giurato dei quattro amici è il perfido Serparatur, l’Uomo-Non-Più-Uomo, attorniato da una cerchia di soggetti poco raccomandabili, gli Umbrusis e i Mortivì. No, non ci sono elfi, folletti, draghi e mostri tipici dei romanzi fantasy, perché chi ha “poteri speciali” per vedere sa da sempre che il fantastico si trova anche nella vita reale.
Gabriele Nanni
10 agosto 2007 - La Voce di Romagna - recensione
 
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20/10/2017 @ 08:52:04
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