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Il resto vi verrà chiaro lungo il cammino – aggiunse in fretta il vecchio – Leon, ricordati che il Cuore ama, non condanna. Matt, la Mente sa fare giuste domande ma raramente trova buone risposte. Joshua, la Fantasia non deve mai dimenticare la realtà. E tu Sfaira, tu sarai l’unica in grado di comprendermi”.

Setalux
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Simona (del 12/06/2012 @ 18:06:38, in Diario, letto 966 volte)

Per tutta l’estate dovrò fare a meno del mio amico Gabri, che se ne è andato a Martha’s Vineyard, l’isola dove hanno girato Lo Squalo, dove Obama va a riposarsi e dove le star hollywoodiane girano indisturbate - e irriconoscibili – senza trucco e tacchi.
Cosa è andato a fare là? A insegnare il dialetto romagnolo, naturalmente! Ma anche, spero, a esportare – e scrivere - le storie sconosciute della sua Barafonda. E poi guardare l’orizzonte e scorgere l’isola di Nantucket, e sentirsi un po’ Achab, perché tutti siamo un po’ Achab e tutti abbiamo la nostra balena bianca… Solo una se siamo fortunati…
Non vedo l’ora che torni, e mi racconti come appare il mondo quando passi un’estate con i piedi a bagno nell’Oceano. A me la prospettiva cambia anche solo quando li bagno in una pozzanghera…
In attesa del ritorno leggo cosa gli succede sul suo blog, “Un jeans e una maglietta. Cronache dall’isola di Martha’s Vineyard”.
Lacio drom, Gabri!

 
Di Simona (del 28/04/2012 @ 17:50:35, in Diario, letto 511 volte)

Ho ascoltato Guccini raccontare il suo Dizionario delle cose perdute in mezzo a circa 200 persone, seduta sul davanzale (interno, fortunatamente) di una finestra, ridendo davanti all’espressione di uno che stava decisamente pensando che “Non c’è niente da ridere in un mondo sobrio”.
Sono andata verso Venezia per incontrare Guido Ceronetti. E per raggiungere un toccante mondo di poesia, io e il consorte ci siamo persi totalmente, così tanto che a un certo punto il navigatore satellitare non ci rivolgeva più la parola e la freccia – che noi candidamente ignoravamo - diventava sempre più grande. Ci siamo persi così tanto che Loris si è chiesto “come è possibile che due persone così prive del senso dell'orientamento come noi si siano potute incontrare”. Il fato, mi amor, il fato!
Ho scoperto che c’è un modo di fare fotografie che è un po’ come scolpire: non immortali la realtà ma il suo significato. Complesso ma, nella mostra che ho visto a Pesaro, Roberto Kusterle ci è riuscito.
Tutte cose che mi piacciono. Ascoltare chi ha cose interessanti da dire, intervistare personaggi incredibili, ridere, ridere in generale ma anche di se stessi. E poi la poesia, le foto, la strada, la stanchezza e una canzone… Almeno una canzone. E oggi ne scelgo una dei Nomadi perché ieri sera sono andata al loro concerto: per la prima volta in (quasi) cinquant’anni di carriera (loro) e in (quasi) 36 anni di vita (miei) ho ascoltato le loro canzoni dal vivo. E allora scelgo Dio è morto, che unisce i Nomadi a Guccini e fa diventare questo post un cerchio.

 
Di Simona (del 24/10/2011 @ 17:23:26, in Diario, letto 880 volte)

"Quello che si prova non si può spiegare qui
hai una sorpresa che neanche te lo immagini
Dietro non si torna, non si può tornare giù
quando ormai si vola non si può cadere più"

Gli angeli, Vasco

 

 

Qui, un pezzo di Loris Pironi su Marco Simoncelli.
La lettera di un giornalista a un campione. Stupenda

 
Di Simona (del 25/06/2011 @ 15:30:10, in Diario, letto 1018 volte)

Che questo fine settimana sia per tutti speciale.
Se c’è un raggio di sole – ne basta anche uno soltanto – vale qualsiasi cosa, purché fatta all’aria aperta.
Rotolatevi nell’erba con un pallone. Leggetevi un libro su uno scoglio. Camminate sulla spiaggia, dentro l’acqua o su un prato (possibilmente a piedi nudi, grazie). Arrampicatevi su un ciliegio, mettete una piantina nei vasi, imparate a usare una canoa o fissate immobili un tramonto, e respirate! Respirate aria che non sia contenuta tra quattro mura.
Se l’autostrada non si è ancora trasformata da ponte tra mondi a fila di sudore e rassegnazione, prendete la macchina e via. Partite per il lago, il mare o l’Appennino. Cantate a squarciagola Vasco e i Pearl Jam mentre raggiungete la meta. Assaporatevi Keith Jarrett e i Sigur Ros mentre i fanali scivolano sulla notte.
E se non c’è sole. Se il vento rende sabbia un pomeriggio al mare. Se la pioggia ha reso buio il vostro giorno libero. Rifugiatevi sotto un portico con gli amici e raccontatevi quelle cose stupide che vi hanno sempre fatto ridere.
Se non lo avete mai fatto, fatevi un bagno in mare con la pioggia che vi picchetta sulla faccia.
Se non lo avete mai fatto, correte e saltate nelle pozzanghere mentre il cielo vi bagna.
Dedicatevi una sera a lume di candela. Oppure chiamate gli amici, e tirate fuori pictionary, tabu o la Wii. Se avete bisogno di solitudine, fatevi un bagno caldo con le luci soffuse, un whisky per gli intenditori, un iPod per gli astemi.
E tutti, proprio tutti, non fatevi influenzare dal tempo ma usatelo.
Godetevi il freddo sotto le coperte.
Godetevi il caldo sotto le stelle.

 
Di Simona (del 13/05/2011 @ 15:45:30, in Diario, letto 1015 volte)
Questo post contiene – assolutamente e senza alcuna vergogna – messaggi promozionali.
Il fatto è che la golosità è il vizio più dolce in cui si può cadere. E tra tutte le cose golose a disposizione su questa terra, io scelgo pizza e gelato (e piada naturalmente, o mi tolgono la cittadinanza riminese).
Ora, si dà il caso che due miei amici si sono armati di coraggio, latte e farina, per aprire un panificio e una gelateria bio. Considerando la simpatia degli imprenditori, considerando che venderanno le mie golosità preferite, io non posso non fare pubblicità. Quindi, prendete penna e taccuino, l’iPhone o il palmare, e segnate bene: domenica 15 maggio, alle 18, al Borgo Sangiuliano di Rimini ci sarà una bella festa con buffet e gelato per l’inaugurazione di Crosta e Muliga e di Dolceneve Bio. Se avete voglia di una merenda ci vediamo lì, così potete provare delle cose buone, scoprire (se già non lo sapete) che salute e golosità non sono nemici, e conoscerete pure dei ragazzi che si danno davvero da fare.
Quante cose in una sola domenica…
 
Di Simona (del 01/01/2011 @ 01:01:01, in Diario, letto 567 volte)

"Tutto quello che era successo apparteneva ormai al passato.

Il nuovo anno era iniziato e non avevano più tempo da perdere.

La missione avrebbe richiesto impegno, attenzione, dedizione.

E dopo, qualcosa non sarebbe stato più lo stesso.

Nel bene o nel male. Nella missione. Come nell'amicizia"

da 'Setalux'

 
Di Simona (del 20/12/2010 @ 15:24:08, in Diario, letto 625 volte)

“Allora gli uomini erano come oggi, solo più luminosi.
Erano come avvolti da una luce che faceva brillare i loro occhi, 
i loro capelli, la pelle…
E quella luce faceva anche brillare le idee, i sentimenti.
Questo s’intende per vivere veramente:
avere pensieri luminosi che permettono di riconoscere le cose per ciò che sono,
senza averne paura
ma anche senza far dipendere da loro la nostra gioia…”.

“Setalux” Sbl

 
Di Simona (del 03/09/2010 @ 09:44:29, in Diario, letto 575 volte)

Settembre. Ultimi sgoccioli di mesi un tantino intensi.
Se dovessi riassumere la mia estate lo farei così:
1. Gli amici sono una gran invenzione. Le lacrime agli occhi dal ridere pure
2. La piadina dell’Ilde è sempre la più buona di Rimini
3. Certe chiacchierate sono una flebo per l’anima
4. Il gelato quando è buono non fa ingrassare (e se fa ingrassare chi se ne frega)
5. Quando non sai come comportarti, comportati come se una persona che ami ti stesse osservando
6. Libri e taccuini sono compagni di viaggio indimenticabili
7. Basta una cinta e un abito cambia faccia. Ma anche il tacco 12 aiuta…
8. Non sempre è questione di guardare le cose da un altro punto di vista. A volte la si pensa diversamente e basta
9. Esprimi un desiderio… Ma non sentirti in colpa se non si realizza
10. La normalità non esiste. E se anche esistesse non saprei che farmene

 
Di Simona (del 13/06/2010 @ 08:45:12, in Diario, letto 730 volte)

Uno spettacolo epico. E divertente. Uno spettacolo che s'ispira al testo di un poeta, Tonino Guerra, che a sua volta si è ispirato a Omero. Ulisse così non lo avevo mai visto. Ulisse raccontato dall'Allegra Compagnia del Laboratorio di Myriam rimane un eroe ma diventa un po' più uomo. Forse perché a portarlo in scena sono ragazzi delle elementari e delle medie. Forse perché parla bene in italiano ma anche un po' in dialetto. Fatto sta che questa Odisèa- liberamente ispirata all'omonimo libro del già citato Tonino Guerra - è racconto, letteratura ma anche tanto divertimento, sia per chi è sul palco che per chi sta in platea.
Oggi, domenica 13 giugno, alle 16, il Mulino di Amleto di Rimini ospiterà questo spettacolo, saggio finale del corso di teatro tenuto dall'attrice e regista Stefania Succitti.
L'anno scorso l'Allegra Compagnia aveva raccolto davanti a sè un pubblico di ben 120 persone.
Spero che quest'anno si ripeta il pienone. Ma soprattutto spero che insegnanti e presidi di scuole - elementari e medie - si interessino a un progetto che vede sul palco ragazzi che raccontano ad altri ragazzi una delle più belle storie della letteratura di tutti i tempi, resa più attuale da un linguaggio semplice e simpatico, che riprende anche la tradizione.
In scena Anna Bettini, Liliana Cogliandro, Lorenzo Della Rosa, Elisa Poggiali, Federica Ripa, Elena e Serena Rossi, e Filippo Selva, con la partecipazione di Stefania Succitti e Stefano Della Rosa. Le scenografie sono di Sonia De Angelis, il supporto tecnico di Niccolò Montini e Maurizio Muro Vettraino.

 
Di Simona (del 05/06/2010 @ 21:07:41, in Diario, letto 681 volte)

Puoi avere talento. Tecnica. Stile. Ore e ore di allenamento alle spalle. Ma se non hai carattere, come fai a vincere?
Se non credi in te quando hai di fronte un avversario potente. Se non rimani concentrata, quando l’arbitro decide contro di te e sei convinta che stia sbagliando. Se non mantieni alta la grinta, quando stai perdendo. Se non dai il massimo, anche quando sono in pochissimi a credere in te. Se non fai fino in fondo quello che sai fare, anche se sembra sempre meno di quello che sanno fare gli altri. Se non sai capire quanto vale il tuo avversario, senza sottovalutare te stesso. Se non sai rimanere con i piedi per terra, anche quando sei in vantaggio. Se non hai carattere, puoi essere bravo, preparato, fortunato ma non un campione. Se non hai carattere puoi riuscire in qualche gara ma non compiere l’impresa. E quella di oggi è un’impresa che entra nella storia e porta la firma di Francesca Schiavone, diventata la prima tennista italiana a vincere il Roland Garros – un torneo del Grande Slam - nel singolo femminile.
Il 5 giugno 2010 la numero 17 del mondo sconfigge la strafavorita numero 7 (l’australiana Samantha Stosur). Si rotola per terra, bacia la terra rossa, forse ne mangia anche un po’, come aveva annunciato in caso di vittoria. Si arrampica sulla tribuna e va ad abbracciare il suo staff. Poi sale sul palco della premiazione. Non sa cosa dire. Fa i complimenti all’avversaria. Saluta tutti, tecnici, parenti, amici, e – naturalmente – mamma e papà. Si dimentica di ringraziare l’ex campionessa franco-canadese Mary Pierce, che le ha consegnato il premio. Ma rimedia subito. Scesa dal palco annuncia in un’intervista una serata di festeggiamenti a base di champagne. Ricorda tutto quello che di straordinario c’è nel tennis. E con noncuranza butta lì una frase: “Amo rispettare il mio avversario. È un modo per rispettare me stessa”.
Questa frase mi ha fatto venir voglia di scrivere di lei.
Se lo sport fosse un libro, queste parole sarebbero letteratura.

 
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