Immagine
 copertina... di Admin
 
"
Il resto vi verrà chiaro lungo il cammino – aggiunse in fretta il vecchio – Leon, ricordati che il Cuore ama, non condanna. Matt, la Mente sa fare giuste domande ma raramente trova buone risposte. Joshua, la Fantasia non deve mai dimenticare la realtà. E tu Sfaira, tu sarai l’unica in grado di comprendermi”.

Setalux
"
 
\\ Home Page : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Simona (del 03/07/2009 @ 16:48:28, in I miei articoli su Fixing, letto 1047 volte)

Ogni autore vive l’incontro con i lettori – possibili o affezionati – a modo suo. Per alcuni può essere un peso. Per altri un momento di gloria. O semplicemente di confronto. Ma che lo viva bene o male, la cosa certa è che un autore lo deve vivere: non può sottrarsi alle presentazioni del suo libro. Pure a un’autrice alle prima armi come me è capitato di girare un po’ l’Italia come ospite di rassegne e festival. Alla fiera delle Parole di Rovigo ad esempio ho presentato il mio libro davanti a 10 persone (fino a lì amici e parenti non arrivano) e in questo vasto pubblico comparivano: un uomo di mezza età vestito da mago, una donna avvolta in un mantello di tulle, e Andrea Vitali. Proprio lui, il grande scrittore, finalista allo Strega 2009 con “Almeno il cappello” (Garzanti) era lì davanti a me, probabilmente per riposare i piedi e stare in un luogo poco affollato prima della sua presentazione, ma intanto c’era! Personalmente mi colloco nella categoria di autori per cui parlare del proprio lavoro è uno spasso. Ma sono decisamente un pesce piccolissimo nell’immenso mare dell’editoria. Un mare in cui non mancano delle vere e proprie rock star. Licia Trosi - scrittrice fantasy italiana per eccellenza, autrice de “Le cronache del mondo emerso” (Mondadori), nonché astrofisica di successo - alla fine della sua presentazione è stata presa d’assalto dai lettori e salvata in extremis dal marito. Restando in tema di rock star della penna non si può non citare Niccolò Ammaniti. L’autore di “Io non ho paura” (Einaudi) e “Come Dio comanda” (Mondadori) nelle presentazioni è così allegro, che nella foga sbaglia pure i congiuntivi. Gli addetti ai lavori mi hanno assicurato che lo fa apposta e io mi sono sentita così rincuorata, da non aver avuto la prontezza di chiedere e perché? Comunque – congiuntivi e fiction a parte – Ammaniti conquista tutti, tranne forse quei due o tre giornalisti che da giorni avevano chiesto di intervistarlo dopo l’incontro ma a cui lo scrittore ha risposto picche perché aveva troppa fame. Ci sono invece degli scrittori che si aggirano per i festival come antieroi. Un esempio è Aidan Chambers – autore inglese amatissimo dai più giovani – che si muove per la città indossando una maglietta dello staff, salutando educatamente tutti quello che lo fissano estasiati o si danno gomitate chiedendosi se è proprio lui. Un autore così, che parla con te come se fosse un simpatico pensionato dedito a riempire il tempo dando una mano agli organizzatori, e non l’autore di libri crudi e poetici e potenti come “Questo è tutto” (Fabbri). C’è anche lo scrittore esperto e organizzato, sul modello di Marco Buticchi, il Wilbur Smith italiano, autore da un milione di copie, che arriva alle presentazioni con un borsone - stile “scusate esco ora dalla piscina e non sapevo proprio dove mettere l’accappatoio” - pieno in realtà di tutti i libri scritti nella sua carriera, dai primi autoprodotti a quelli venuti dopo il decisivo incontro con Mauri Spagnol (gruppo che racchiude la casa editrice Longanesi, con cui ha pubblicato tra gli altri “Il vento dei demoni”). E anche tra gli esordienti c’è chi sa il fatto suo. Come Christian Frascella, autore di “Mia sorella è una foca monaca” (Fazi) che presenta questo libro dall’accattivante titolo spaparanzato come fosse sulla poltrona di casa sua (o forse anche di più), parlando con un tono lento e strascicato che in quarta fila già non esiste più e strappando con questo suo modo di fare tante risate. Ai più. È possibile infine incontrare autori che somigliano ai loro libri. Come Elisabetta Gnone, creatrice del fatato mondo di “Fairy Oak” (Giunti), deliziosa e gentile proprio come i personaggi e le vite che racconta.
Fixing n.26-2009

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loris (del 01/07/2009 @ 19:52:24, in Breve bio, letto 3407 volte)

Simona Bisacchi (alias Lenic) è nata a Rimini .
Giornalista pubblicista cura una rubrica dedicata a libri, letteratura e lettori sul settimanale sammarinese Fixing
Nel giugno del 2007 ha pubblicato “Setalux” (Barbera editore), romanzo di formazione – di genere fantastico più che fantasy –  rientrato nella rosa dei venti titoli selezionati alla cinquantunesima edizione del Premio Bancarellino.
Laureata in Filosofia all’Università degli Studi di Bologna, allieva del professor Stefano Benassi, sia in Facoltà che ai laboratori di scrittura narrativa, ha tenuto corsi di scrittura creativa per bambini e ragazzi nelle scuole e all'associazione Laboratorio di Myriam di cui è socia fondatrice.
Insieme al giornalista professionista Loris Pironi ha inaugurato un laboratorio di giornalismo per ragazzi delle scuole medie e superiori, da cui è nato il magazine online Flying.
Appassionata di danza e teatro, collabora con la compagnia teatrale ExtraQ, sia come interprete che come autrice di testi. Da questa collaborazione è nato un testo dedicato alla figura epica di Teti, madre di Achille, rivisitata in chiave contemporanea, nella piece "Nato da donna", ideata e diretta da Stefania Succitti.
Ha inoltre scritto i monologhi originali per lo spettacolo "E' Mer. Storie del nostro mare".
Attualmente insieme alla compagnia sta lavorando a un riadattamento de "Le avventure di Pinocchio" di Collodi.

Chi volesse ricevere news e aggiornamenti su incontri, articoli e laboratori può inviare una mail a simonalenic@libero.it e sarà inserito nella mailing list

Articolo (p)Link Commenti Commenti (7)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Simona (del 01/07/2009 @ 19:47:27, in Laboratori e Incontri, letto 1193 volte)

Nello scorso anno accademico sono stata contatta dal Circolo Didattico di Cattolica per incontrare le classi di terza elementare, all’interno di un progetto dedicato alla loro città. Insieme ai ragazzi delle scuole di Carpignola e di Piazza della Repubblica, abbiamo così inventato quattro storie fantastiche: “Bettiluce ovvero come è nata la Fontana delle Sirene a Cattolica”, “La strada nascosta (un viaggio in una Cattolica primitiva)”, “Il segreto di Cattolica (una caccia al tesoro tra le vie della città)” e “La mia città sulle nuvole (una Cattolica da favola sospesa nel cielo).” Insieme alle proprie insegnanti, i bambini hanno poi riunito le loro leggende in un libricino intitolato “CATTOLImitiCA” che riporta questo commento delle maestre: “Simona è entrata nelle classi e ha lavorato con i ragazzi, facendo scaturire dalla loro creatività una Cattolica particolare, immaginata e immaginifica”.
Qui di seguito una delle storie



BETTILUCE ovvero COME È NATA LA FONTANA DELLE SIRENE
Progetto in collaborazione con Simona B. Lenic

Tanto tanto tempo fa, in un’epoca in cui ancora non esistevano il tempo e lo spazio, c’era un’antica città chiamata Bettiluce. A Bettiluce non esistevano palazzi e nemmeno le case, al loro posto c’erano tante conchiglie enormi del colore del sole e delle nuvole, ma anche delle perle. Queste splendide conchiglie erano a forma di “C” come se fossero delle poltrone un po’particolari, perché era lì che gli abitanti di Bettiluce erano soliti sedersi o dormire. Ma il posto più speciale del paese era una fantastica fontana a strisce d’oro e d’argento, che sorgeva al centro di una grande piazza fatta di zaffiri e rubini luccicanti. In questa grande piazza così splendente vivevano fate, maghi e principi. La loro vita era meravigliosa ma avevano un grande limite: non potevano uscire dalla piazza fatata altrimenti sarebbero diventati dei semplici esseri umani. E questo era proprio ciò che voleva la vecchissima Tartaruga tutta verde e rugosa che comandava su tutta la città ma non aveva potere sulle fate e sui maghi, ed era così invidiosa della loro felicità ed era così arrabbiata di non poter comandare su di loro, che un bel giorno si chiuse nel suo guscio un po’ magico e cominciò a roteare su se stessa, come una palla da bowling, contro fate, maghi e principi, tentando di spingerli fuori dalla loro piazza. Tutti scapparono e volarono, ma ahimè la Tartaruga riuscì nel suo crudele intento, spingendo fuori dal cerchio fatato proprio la più splendente delle creature, la Regina delle fate.
Una volta fuori dalla piazza, la Regina divenne una donna e senza più ali e magie camminò triste e sola per le strade di asfalto di Bettiluce, fino a raggiungere il mare dove sapeva vivevano i suoi amici pesci.
“Regina, non disperare! Tu credi che solo il tuo mondo incantato sia bellissimo ma è perché non conosci altro!” le spiegò un pesciolino piccolo piccolo.
“Noi per esempio siamo felicissimi di vivere nel mare, qui è uno spettacolo!” aggiunse un pesce un po’ più grosso. Allora la Regina guardò bene la distesa che aveva davanti a sé e vide che il mare aveva tutti i colori più belli – racchiudeva in sé il blu, il verde, ma anche l’oro dei raggi del sole, l’argento riflesso dalla luna - e brillava anche più della piazza di zaffiri e rubini.
“Vieni a vivere qui con noi!” la pregarono i suoi amici pesci e senza esitare la Regina si buttò nel mare. I pesci la portarono con loro nel regno più profondo della acque e innalzarono un canto per trasformarla da essere umano a sirena. Il canto dei pesci era così bello e potente che lo sentirono anche le fate, i maghi e i principi, e non riuscendo a resistere alla bella melodia e al desiderio di rivedere la loro Regina, uscirono tutti dalla piazza incantata e si gettarono nel mare per diventare sirene e tritoni e vivere felici in un mondo tutto blu.
La vecchissima Tartaruga tutta verde e rugosa non stava più nel guscio dalla gioia quando vide tutte quelle fate andarsene via: credeva che senza quelle creature magiche tra i piedi - pardon, tra le zampe - finalmente la bella piazza incantata sarebbe stata solo sua. Pensava quindi di poter comandare anche lì, su zaffiri e rubini, in mezzo all’oro e all’argento. Non sapeva quanto si sbagliava! Ben presto dovette accorgersi che tutte quelle gemme e quei metalli preziosi stavano pian piano sbiadendo, per trasformarsi in granito duro e grigio come la tristezza. La fantastica fontana e la città di Bettiluce sentivano così tanto la mancanza di fate e principi da diventare opache e senza colore. La vecchissima Tartaruga si stancò subito di comandare su un paese così grigio e se ne andò prima che la tristezza colpisse anche lei. Allora la Regina delle fate – che nel frattempo era diventata Regina delle Sirene - decise di donare un po’ di allegria al paese mandando ad abitare nella bella fontana quattro sirene di granito, così gli abitanti di Bettiluce vennero a sapere che le fate non erano sparite ma si erano solo trasformate, erano ancora vicino a loro ma stavano nel mare invece che nella piazza. Inoltre, la Regina fece scorrere nella fontana tanta tanta acqua salata in segno di amicizia e alleanza tra il popolo di Bettiluce e il popolo del mare. Ma non si dimenticò di sistemare accanto alla bellezza delle sirene e alla vivacità dell’acqua anche delle piccole tartarughe, per ricordare la vecchissima Tartaruga che voleva comandare su tutti e che non fece altro rafforzare l’amicizia tra Bettiluce e il mare.

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Simona (del 01/07/2009 @ 19:43:32, in Laboratori e Incontri, letto 1141 volte)
Al laboratorio “Parole e fantasia” che ho tenuto all’associazione culturale Laboratorio di Myriam di Rimini, io e i bambini ci siamo cimentati in un vero e proprio telegiornale.
Ogni bambino aveva un ruolo ben preciso: chi leggeva le notizie in studio, chi faceva l’inviato di sport o cronaca e anche chi leggeva le previsione del tempo.
Il titolo lo hanno scelto i ragazzi e dato che si trattava di un telegiornale di sole buone notizie hanno deciso di chiamarlo “Tg 6 Contento”.
Un grazie speciale a Loris Pironi, giornalista professionista e direttore del settimanale Fixing che ha svelato qualche trucco del mestiere ai bambini, e a Maurizio “Muro” Vettraino che si è occupato di riprese, montaggio e riversamento su dvd.
Per maggiori informazioni simonalenic@libero.it
Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Simona (del 01/07/2009 @ 19:36:54, in Laboratori e Incontri, letto 1142 volte)

Questa è la copertina di “Orange. Il mondo a colori” che i ragazzi hanno redatto al Laboratorio di Myriam, con il mio aiuto. A ognuno è stato assegnato un argomento, a seconda dei loro gusti e delle loro passioni, spaziando dalla cucina allo sport, dal cinema all’archeologia. Tutti insieme hanno scelto il titolo della rivista, curato una rubrica dedicata agli animali e compiuto una vera e propria intervista a un vignettista, per scoprire come nasce un fumetto.
Il risultato è stato un piccolo magazine “patinato” corredato di fotografie e dalla grafica divertente!
Un ringraziamento speciale a Loris Pironi, giornalista professionista e direttore del settimanale Fixing, che non solo è stato nominato direttore di Orange ma si è occupato anche dell’impaginazione.
Per maggiori informazioni simonalenic@libero.it

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2

Ci sono 78 persone collegate

Bookmark and Share


< maggio 2020 >
L
M
M
G
V
S
D
    
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
             

Cerca per parola chiave
 

Titolo
Breve bio (1)
Diario (18)
Flying on line (13)
I miei articoli su Fixing (125)
Laboratori e Incontri (34)
Letture e spettacoli (20)
Progetti per le scuole (3)
Setalux e i suoi protagonisti (7)
un po' di rassegna stampa... (8)

Catalogati per mese:
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019
Ottobre 2019
Novembre 2019
Dicembre 2019
Gennaio 2020
Febbraio 2020
Marzo 2020
Aprile 2020
Maggio 2020

Gli interventi più letti

Ultimi commenti:
Qui può trovare, inv...
23/04/2019 @ 18:47:48
Di Simona
L'articolo che lei c...
23/04/2019 @ 18:34:52
Di Simona
In quale libro o art...
16/03/2019 @ 10:39:25
Di Pietro Sarzana

Simona B. Lenic
Simona B. Lenic
Crea il tuo badge

diventa fan di Simona Lenic

Titolo
copertina (1)

Le fotografie più cliccate

Titolo
Ti piace questo blog?

 Fantastico!
 Carino...
 Così e così
 Bleah!





27/05/2020 @ 00:50:37
script eseguito in 50 ms