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Il resto vi verrà chiaro lungo il cammino – aggiunse in fretta il vecchio – Leon, ricordati che il Cuore ama, non condanna. Matt, la Mente sa fare giuste domande ma raramente trova buone risposte. Joshua, la Fantasia non deve mai dimenticare la realtà. E tu Sfaira, tu sarai l’unica in grado di comprendermi”.

Setalux
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Simona (del 13/07/2009 @ 11:49:53, in Laboratori e Incontri, letto 545 volte)
Non è bastata la pioggia, il vento e quella atmosfera da simil-uragano per mandare a monte la presentazione di venerdì 10 luglio a San Marino. Lungo la strada non c'era nessuno, i parcheggi del Titano erano praticamente vuoti, ma al Bar del Pattinaggio eravamo una dozzina, e - nonostante la veranda lasciasse passare qualcosa di più di qualche spiffero - è stato un incontro per me speciale.
La serata in realtà è cominciata molto prima dell'arrivo sul Titano, quando Massimo Rastelli - organizzatore della rassegna L'Albero delle foglie vive - mi ha chiamata per chiedermi se era il caso di rimandare la presentazione, perché a San Marino stava venendo giù il diluvio. A Rimini il cielo era nero ma ancora tranquillo e prendendo esempio da lui ero molto tranquilla anch'io: la serata si fa. Quando poi il cielo da nero è diventato scrosciante di pioggia, lampi e fulmini, ammetto di aver cominciato a vacillare. E quando anche il mio testimonial, Michele Marziani, mi ha consigliato di rimandarla ho cominciato ad avere seri dubbi. Ma non ho avuto tempo di pensare a cosa fare o non fare perché il telefono ha cominciato a squillare: erano le persone che si erano organizzate per assistere alla presentazione ma soprattutto per ascoltare l'incipit del nuovo libro, e non mi chiedevano di rimandare la serata, mi chiedevano solo se c'era posto al coperto.
Sì, mi hanno assicurato che non ci si bagna.
Ok, allora ci si vede su.
A quel punto niente più dubbi, né incertezze. Mi sono vestita un po' più pesante del previsto, ho lasciato libero Michele di rimanere a casa e sono salita in macchina con il mio nuovo testimonial, mio marito Loris Pironi, la lettrice ufficiale della serata Stefania Succitti e il nostro amico Gabriele Nanni, che ormai posso eleggere "mascotte" ufficiale di "Setalux" considerando tutte le presentazioni a cui ha assistito!
Lassù - sotto la pioggia e il vento, e con il nulla per la strada, il Titano sembrava davvero un monte da scalare - ci aspettavano Massimo Rastelli e tutti gli amici. Devo dire che ci sono stati dei momenti in cui la pioggia era così forte che la mia voce si sentiva appena con il microfono! Ma una volta dentro la veranda, seduti nelle nostre serie o nelle poltrone, avvolti dai plaid forniti dai ragazzi del bar, il maltempo non era più un nostro problema. Loris è stato un presentatore eccezionale: non a caso è il giornalista serio della famiglia! Stefania è stata bravissima nel reading. Delicata, attenta e quando ha letto l'antefatto del nuovo libro lo ha letto in un modo così scorrevole che per un momento ho dimenticato cosa stava per accadere. Per un momento ho pensato che il finale sarebbe stato diverso. E le persone che erano lì ad ascoltare sono state attentissime e mi hanno fatto un sacco di belle domande.
Insomma, dato che io prima di essere un'autrice, sono una sposa, confermo il detto "sposa bagnata sposa fortunata".
Lo so che ve l'ho già detto mille volte, però grazie a tutti.
La serata è stata speciale non perché c'ero io ma perché eravamo insieme.
PS per chi c’era, ditemi cosa ne pensate dell’antefatto!
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Di Simona (del 17/07/2009 @ 15:21:55, in Letture e spettacoli, letto 470 volte)
Questa è stata la colonna sonora della mia settimana...Sì, una settimana piuttosto movimentata... Ve la allego qui sotto, nel caso possa servirvi per il week end. Il video lo ha scovato il mio amico Muro!
Besos
clicca qui!
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Di Simona (del 23/07/2009 @ 16:31:29, in Laboratori e Incontri, letto 613 volte)
Proprio ieri hanno presentato una manifestazione a cui tengo particolarmente. Si chiama Moby Cult ed è la rassegna di incontri con l’autore che da 19 anni, ogni estate, anima il piazzale del Porto Canale di Rimini. Ci tengo perché è organizzata da una persona in gambissima, Manola Lazzarini. E poi per un motivo “sentimentale”: è lì che ho presentato per la prima volta Setalux, due anni fa. Così, un po’ per un debito di riconoscenza, un po’ per semplice simpatia, ogni anno mi trovo sul palco di Moby Cult nei panni di testimonial. Sarà così anche quest’anno, con tre belle presentazioni.
La prima giovedì 13 agosto, quando converserò con Michele Marziani, autore di “Umberto Dei. Biografia non autorizzata di una bicicletta” Cult Editore.
Nel secondo incontro domenica 23 agosto presenterò invece la psicologa Maria Rita Parsi: per Mondadori questa volta Maria Rita ha pubblicato un romanzo, “Alle spalle della luna”. Quindi chiuderemo col botto due sere dopo, martedì 25 agosto, udite udite con Roberto Vecchioni. Proprio lui, l’autore di Samarcanda, Luci a San Siro, Velasquez, Stranamore e mille altre canzoni, che questa volta sarà in veste di scrittore, a parlare del suo nuovo libro, “Scacco a Dio” (Einaudi).
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Di Simona (del 31/07/2009 @ 11:13:22, in I miei articoli su Fixing, letto 574 volte)
 
Un libro è un ottimo compagno di viaggio. Sempre presente ma non ingombrante. Rende meno monotono il volo ma soprattutto la sua attesa. Ti sta vicino quando non riesci a dormire perchè la vacanza non dura abbastanza da abituarti al letto dell’albergo.  Diventa tuo complice e nasconde il tuo sguardo quando vuoi scrutare qualcosa o qualcuno senza farti notare. E poi, ti fa ridere anche quando non c’è proprio niente da ridere, perché sei fermo immobile nell’autostrada di un week end a bollino rosso. Ti racconta il paese in cui ti trovi senza trattarti da turista. E se invece è una di quelle estati in cui resterai a casa, facendo con gusto tutto quello che non hai mai tempo di fare, anche in questo caso il libro non ti lascia solo: ti prende per mano e ti porta a fare un giro altrove, in altre storie, e vite, tra altri amori o guerre.
Qualsiasi tipo di viaggiatore voi siate, mentre fate le valigie non dimenticate di portarvi dietro un buon libro. Quello che volete, quello di cui avete voglia perché siete in vacanza e in vacanza uno deve dedicarsi a se stesso, magari partendo proprio dalla scelta del libro.
C’è un mondo di libri che raccontano il mondo. E lo raccontano con un’onestà e una profondità lontana da ogni fiction. Basta leggere un libro di Salvatore Niffoi – di cui è da poco uscito “Il pane di Abele” (Adelphi) – per scoprire una Sardegna che non finisce sulla costa, che va più dentro, nella Barbagia, nelle tradizioni, nelle sue bellezze, e nella crudezza, fino alla radice più incontaminata di questa terra: il suo idioma.
Chi invece non sopporta il caldo e la vera vacanza è solo al fresco, può portare con sé “Il concerto dei pesci” del Premio Nobel Halldòr Laxness (Iperborea), ambientato molto più su delle Alpi, ancora più in alto della Scandinavia: in Islanda. E se qualcuno andasse in vacanza proprio nel paese del Sole di Mezzanotte, potrebbe divertirsi a trovare somiglianze e differenze tra il paese di oggi e quello di inizio Novecento raccontato nel libro, perché se Reykjavik è una capitale europea così come ce la si aspetta, piena di vita e iniziative, hotel e commerci, il resto dell’Islanda è un incanto primitivo, nei luoghi e nella gente. Le fattorie con i tetti in torba di cui parla Laxness ci sono ancora e accolgono i turisti, e c’è anche l’antica ospitalità, semplice ma sentita. E ci sono ancora quei personaggi stravaganti e affascinanti, un po’ separati dal mondo e fieri di esserlo, perché la stranezza è una forza quando diventa peculiarità. La bellezza di viaggiare con i libri è anche che puoi passare dall’estremo nord all’estremo sud nel giro di un autore, basta lasciare Laxness per Luis Sepulveda e ci troviamo nella Terra del Fuoco. “Patagonia Express” (Guanda) ci porta in un mondo arido, brullo, frastagliato, con il mare che domina su tutto e individui legati alla terra in maniera quasi mistica. Basta cambiare un autore e ci si ritrova dalla capitale più a nord d’Europa, Reykjavik, con le case dai tetti colorati, a Ushuaia, la città più a sud della terra, con le sue case dai tetti in lamiera. “In Patagonia” è anche il titolo del libro di Bruce Chatwin che ha ispirato autori, scrittori e viaggiatori. Ed è sempre con Chatwin che si può decollare per l’Australia, per percorrere “Le vie dei canti”. Un sogno.
E a chi invece non parte, non deve fare valigie, code in auto o check in, non resta che consultare “101 cose da fare in Romagna” di Elisa Genghini (Newton Compton) perché c’è tanto da fare, vedere e scoprire anche a due passi da casa.

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Di Simona (del 31/07/2009 @ 15:15:51, in I miei articoli su Fixing, letto 490 volte)
“Oh! più felice, quanto più cammino
mi era d'innanzi; quanto più cimenti,
quanto più dubbi, quanto più destino!”
Alexandros, da Poemi conviviali, Giovanni Pascoli
...

 “In qualche punto lungo il tragitto sapevo che ci sarebbero state
ragazze, visioni, tutto; in qualche punto lungo il tragitto mi sarebbe stata donata la perla”.
 
 
Non basta attraversare l’oceano per staccarsi dal proprio pianerottolo. Bisogna andare al di là delle abitudini, dei pregiudizi e di tutto ciò che crediamo di sapere senza aver conosciuto mai. Tra tante cattedrali, ci sono piccole chiese nascoste in strade senza nome. Ragazzi in kilt che si girano verso di te e ti sorridono da sotto la cornamusa. Piazze in cui la gente canta, ti dedica una canzone e se ne va. Ci sono paesaggi che nelle foto sembravano proprio belli, che dal vivo ti tolgono il fiato e il sonno. Ci sono colori, odori e gusti che ci devi affondare gli occhi, il naso e la lingua per credere che esistano davvero. Persone che non avresti mai sperato di incontrare e ponti altissimi che non avresti mai sospettato di attraversare. Ci sono vertigini, umidità, cieli di fuliggine. E strade troppo piccole per le macchine, troppo in salita per i piedi, troppo dolci per pensare che il mondo sia solo cattivo. Basta non fare progetti, dedicarsi al presente, al “qui e ora” degli antichi. Perché non c’è nulla di più eterno del momento che stiamo vivendo.

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