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Il resto vi verrà chiaro lungo il cammino – aggiunse in fretta il vecchio – Leon, ricordati che il Cuore ama, non condanna. Matt, la Mente sa fare giuste domande ma raramente trova buone risposte. Joshua, la Fantasia non deve mai dimenticare la realtà. E tu Sfaira, tu sarai l’unica in grado di comprendermi”.

Setalux
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Simona (del 01/07/2009 @ 19:36:54, in Laboratori e Incontri, letto 438 volte)

Questa è la copertina di “Orange. Il mondo a colori” che i ragazzi hanno redatto al Laboratorio di Myriam, con il mio aiuto. A ognuno è stato assegnato un argomento, a seconda dei loro gusti e delle loro passioni, spaziando dalla cucina allo sport, dal cinema all’archeologia. Tutti insieme hanno scelto il titolo della rivista, curato una rubrica dedicata agli animali e compiuto una vera e propria intervista a un vignettista, per scoprire come nasce un fumetto.
Il risultato è stato un piccolo magazine “patinato” corredato di fotografie e dalla grafica divertente!
Un ringraziamento speciale a Loris Pironi, giornalista professionista e direttore del settimanale Fixing, che non solo è stato nominato direttore di Orange ma si è occupato anche dell’impaginazione.
Per maggiori informazioni simonalenic@libero.it

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Di Simona (del 01/07/2009 @ 19:43:32, in Laboratori e Incontri, letto 505 volte)
Al laboratorio “Parole e fantasia” che ho tenuto all’associazione culturale Laboratorio di Myriam di Rimini, io e i bambini ci siamo cimentati in un vero e proprio telegiornale.
Ogni bambino aveva un ruolo ben preciso: chi leggeva le notizie in studio, chi faceva l’inviato di sport o cronaca e anche chi leggeva le previsione del tempo.
Il titolo lo hanno scelto i ragazzi e dato che si trattava di un telegiornale di sole buone notizie hanno deciso di chiamarlo “Tg 6 Contento”.
Un grazie speciale a Loris Pironi, giornalista professionista e direttore del settimanale Fixing che ha svelato qualche trucco del mestiere ai bambini, e a Maurizio “Muro” Vettraino che si è occupato di riprese, montaggio e riversamento su dvd.
Per maggiori informazioni simonalenic@libero.it
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Di Simona (del 01/07/2009 @ 19:47:27, in Laboratori e Incontri, letto 539 volte)

Nello scorso anno accademico sono stata contatta dal Circolo Didattico di Cattolica per incontrare le classi di terza elementare, all’interno di un progetto dedicato alla loro città. Insieme ai ragazzi delle scuole di Carpignola e di Piazza della Repubblica, abbiamo così inventato quattro storie fantastiche: “Bettiluce ovvero come è nata la Fontana delle Sirene a Cattolica”, “La strada nascosta (un viaggio in una Cattolica primitiva)”, “Il segreto di Cattolica (una caccia al tesoro tra le vie della città)” e “La mia città sulle nuvole (una Cattolica da favola sospesa nel cielo).” Insieme alle proprie insegnanti, i bambini hanno poi riunito le loro leggende in un libricino intitolato “CATTOLImitiCA” che riporta questo commento delle maestre: “Simona è entrata nelle classi e ha lavorato con i ragazzi, facendo scaturire dalla loro creatività una Cattolica particolare, immaginata e immaginifica”.
Qui di seguito una delle storie



BETTILUCE ovvero COME È NATA LA FONTANA DELLE SIRENE
Progetto in collaborazione con Simona B. Lenic

Tanto tanto tempo fa, in un’epoca in cui ancora non esistevano il tempo e lo spazio, c’era un’antica città chiamata Bettiluce. A Bettiluce non esistevano palazzi e nemmeno le case, al loro posto c’erano tante conchiglie enormi del colore del sole e delle nuvole, ma anche delle perle. Queste splendide conchiglie erano a forma di “C” come se fossero delle poltrone un po’particolari, perché era lì che gli abitanti di Bettiluce erano soliti sedersi o dormire. Ma il posto più speciale del paese era una fantastica fontana a strisce d’oro e d’argento, che sorgeva al centro di una grande piazza fatta di zaffiri e rubini luccicanti. In questa grande piazza così splendente vivevano fate, maghi e principi. La loro vita era meravigliosa ma avevano un grande limite: non potevano uscire dalla piazza fatata altrimenti sarebbero diventati dei semplici esseri umani. E questo era proprio ciò che voleva la vecchissima Tartaruga tutta verde e rugosa che comandava su tutta la città ma non aveva potere sulle fate e sui maghi, ed era così invidiosa della loro felicità ed era così arrabbiata di non poter comandare su di loro, che un bel giorno si chiuse nel suo guscio un po’ magico e cominciò a roteare su se stessa, come una palla da bowling, contro fate, maghi e principi, tentando di spingerli fuori dalla loro piazza. Tutti scapparono e volarono, ma ahimè la Tartaruga riuscì nel suo crudele intento, spingendo fuori dal cerchio fatato proprio la più splendente delle creature, la Regina delle fate.
Una volta fuori dalla piazza, la Regina divenne una donna e senza più ali e magie camminò triste e sola per le strade di asfalto di Bettiluce, fino a raggiungere il mare dove sapeva vivevano i suoi amici pesci.
“Regina, non disperare! Tu credi che solo il tuo mondo incantato sia bellissimo ma è perché non conosci altro!” le spiegò un pesciolino piccolo piccolo.
“Noi per esempio siamo felicissimi di vivere nel mare, qui è uno spettacolo!” aggiunse un pesce un po’ più grosso. Allora la Regina guardò bene la distesa che aveva davanti a sé e vide che il mare aveva tutti i colori più belli – racchiudeva in sé il blu, il verde, ma anche l’oro dei raggi del sole, l’argento riflesso dalla luna - e brillava anche più della piazza di zaffiri e rubini.
“Vieni a vivere qui con noi!” la pregarono i suoi amici pesci e senza esitare la Regina si buttò nel mare. I pesci la portarono con loro nel regno più profondo della acque e innalzarono un canto per trasformarla da essere umano a sirena. Il canto dei pesci era così bello e potente che lo sentirono anche le fate, i maghi e i principi, e non riuscendo a resistere alla bella melodia e al desiderio di rivedere la loro Regina, uscirono tutti dalla piazza incantata e si gettarono nel mare per diventare sirene e tritoni e vivere felici in un mondo tutto blu.
La vecchissima Tartaruga tutta verde e rugosa non stava più nel guscio dalla gioia quando vide tutte quelle fate andarsene via: credeva che senza quelle creature magiche tra i piedi - pardon, tra le zampe - finalmente la bella piazza incantata sarebbe stata solo sua. Pensava quindi di poter comandare anche lì, su zaffiri e rubini, in mezzo all’oro e all’argento. Non sapeva quanto si sbagliava! Ben presto dovette accorgersi che tutte quelle gemme e quei metalli preziosi stavano pian piano sbiadendo, per trasformarsi in granito duro e grigio come la tristezza. La fantastica fontana e la città di Bettiluce sentivano così tanto la mancanza di fate e principi da diventare opache e senza colore. La vecchissima Tartaruga si stancò subito di comandare su un paese così grigio e se ne andò prima che la tristezza colpisse anche lei. Allora la Regina delle fate – che nel frattempo era diventata Regina delle Sirene - decise di donare un po’ di allegria al paese mandando ad abitare nella bella fontana quattro sirene di granito, così gli abitanti di Bettiluce vennero a sapere che le fate non erano sparite ma si erano solo trasformate, erano ancora vicino a loro ma stavano nel mare invece che nella piazza. Inoltre, la Regina fece scorrere nella fontana tanta tanta acqua salata in segno di amicizia e alleanza tra il popolo di Bettiluce e il popolo del mare. Ma non si dimenticò di sistemare accanto alla bellezza delle sirene e alla vivacità dell’acqua anche delle piccole tartarughe, per ricordare la vecchissima Tartaruga che voleva comandare su tutti e che non fece altro rafforzare l’amicizia tra Bettiluce e il mare.

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Di Loris (del 01/07/2009 @ 19:52:24, in Breve bio, letto 1598 volte)

Simona Bisacchi Lenic è nata a Rimini, dove vive con il marito .
Nel giugno del 2007 è uscito il suo primo libro “Setalux” (Barbera editore), romanzo di formazione – di genere fantastico più che fantasy –  rientrato nella rosa dei venti titoli selezionati alla cinquantunesima edizione del Premio Bancarellino.
Simona è laureata in Filosofia all’Università degli Studi di Bologna, allieva del professor Stefano Benassi, sia in Facoltà che ai laboratori di scrittura narrativa.
Giornalista pubblicista cura una rubrica dedicata a libri, letteratura e lettori sul settimanale sammarinese Fixing.
Da diversi anni tiene laboratori di scrittura creativa presso l'associazione culturale Laboratorio di Myriam e nelle scuole.
Insieme al giornalista professionista Loris Pironi ha inaugurato un laboratorio di giornalismo per ragazzi delle scuole medie e superiori, da cui è nato il magazine online Flying.
Nel 2009 ha scritto un testo teatrale rivisitando in chiave contemporanea la figura epica di Teti, madre di Achille, nella piece "Nato da donna", ideata e diretta da Stefania Succitti e portata in scena dalla compagnia ExtraQ.

Chi volesse ricevere news e aggiornamenti su incontri, articoli e laboratori può inviare una mail a simonalenic@libero.it e sarà inserito nella mailing list

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Di Simona (del 03/07/2009 @ 16:48:28, in I miei articoli su Fixing, letto 333 volte)

Ogni autore vive l’incontro con i lettori – possibili o affezionati – a modo suo. Per alcuni può essere un peso. Per altri un momento di gloria. O semplicemente di confronto. Ma che lo viva bene o male, la cosa certa è che un autore lo deve vivere: non può sottrarsi alle presentazioni del suo libro. Pure a un’autrice alle prima armi come me è capitato di girare un po’ l’Italia come ospite di rassegne e festival. Alla fiera delle Parole di Rovigo ad esempio ho presentato il mio libro davanti a 10 persone (fino a lì amici e parenti non arrivano) e in questo vasto pubblico comparivano: un uomo di mezza età vestito da mago, una donna avvolta in un mantello di tulle, e Andrea Vitali. Proprio lui, il grande scrittore, finalista allo Strega 2009 con “Almeno il cappello” (Garzanti) era lì davanti a me, probabilmente per riposare i piedi e stare in un luogo poco affollato prima della sua presentazione, ma intanto c’era! Personalmente mi colloco nella categoria di autori per cui parlare del proprio lavoro è uno spasso. Ma sono decisamente un pesce piccolissimo nell’immenso mare dell’editoria. Un mare in cui non mancano delle vere e proprie rock star. Licia Trosi - scrittrice fantasy italiana per eccellenza, autrice de “Le cronache del mondo emerso” (Mondadori), nonché astrofisica di successo - alla fine della sua presentazione è stata presa d’assalto dai lettori e salvata in extremis dal marito. Restando in tema di rock star della penna non si può non citare Niccolò Ammaniti. L’autore di “Io non ho paura” (Einaudi) e “Come Dio comanda” (Mondadori) nelle presentazioni è così allegro, che nella foga sbaglia pure i congiuntivi. Gli addetti ai lavori mi hanno assicurato che lo fa apposta e io mi sono sentita così rincuorata, da non aver avuto la prontezza di chiedere e perché? Comunque – congiuntivi e fiction a parte – Ammaniti conquista tutti, tranne forse quei due o tre giornalisti che da giorni avevano chiesto di intervistarlo dopo l’incontro ma a cui lo scrittore ha risposto picche perché aveva troppa fame. Ci sono invece degli scrittori che si aggirano per i festival come antieroi. Un esempio è Aidan Chambers – autore inglese amatissimo dai più giovani – che si muove per la città indossando una maglietta dello staff, salutando educatamente tutti quello che lo fissano estasiati o si danno gomitate chiedendosi se è proprio lui. Un autore così, che parla con te come se fosse un simpatico pensionato dedito a riempire il tempo dando una mano agli organizzatori, e non l’autore di libri crudi e poetici e potenti come “Questo è tutto” (Fabbri). C’è anche lo scrittore esperto e organizzato, sul modello di Marco Buticchi, il Wilbur Smith italiano, autore da un milione di copie, che arriva alle presentazioni con un borsone - stile “scusate esco ora dalla piscina e non sapevo proprio dove mettere l’accappatoio” - pieno in realtà di tutti i libri scritti nella sua carriera, dai primi autoprodotti a quelli venuti dopo il decisivo incontro con Mauri Spagnol (gruppo che racchiude la casa editrice Longanesi, con cui ha pubblicato tra gli altri “Il vento dei demoni”). E anche tra gli esordienti c’è chi sa il fatto suo. Come Christian Frascella, autore di “Mia sorella è una foca monaca” (Fazi) che presenta questo libro dall’accattivante titolo spaparanzato come fosse sulla poltrona di casa sua (o forse anche di più), parlando con un tono lento e strascicato che in quarta fila già non esiste più e strappando con questo suo modo di fare tante risate. Ai più. È possibile infine incontrare autori che somigliano ai loro libri. Come Elisabetta Gnone, creatrice del fatato mondo di “Fairy Oak” (Giunti), deliziosa e gentile proprio come i personaggi e le vite che racconta.
Fixing n.26-2009

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Di Simona (del 03/07/2009 @ 16:58:54, in I miei articoli su Fixing, letto 447 volte)

"Se anch’io sono un altro è perché i libri più degli anni e dei viaggi spostano gli uomini.
Dopo molte pagine si finisce per imparare una variante, una mossa diversa da quella commessa e creduta inevitabile.
Mi stacco da quello che sono quando imparo a trattare in altro modo la medesima vita. Metto il libro nella tasca di dentro la giacca… Nel vecchio posto dell’arma ora c’è il tutt’altro"

da Tre cavalli
di Erri De Luca (Feltrinelli)

Il vero incontro tra lettore e autore avviene nel libro. Ma forse nemmeno. Perché quello che lo scrittore mette nero su bianco è suo per sempre ma quello che il lettore coglie tra quei caratteri, in quelle storie, non appartiene più a chi scrive ma solo a chi legge. Il lettore è parte attiva dentro un libro: può ridere dove l’autore voleva essere drammatico e piangere in un momento di ilarità. E lo scrittore non può farci nulla, perché lui può scrivere ma non imporre la sua lettura. L’autore non lo sa – non lo sa fino in fondo – che con le sue storie può chiarire o nascondere. Può dare coraggio o deprimere. Ma non può salvare. Nemmeno il più attento e coinvolto dei lettori può essere salvato da una storia. La salvezza viene dall’azione, dal mettere dentro la giacca un libro invece di una pistola. Il libro può ispirare. Può farti vedere le cose diversamente. Può spiegarti che c’è un’alternativa, c’è sempre, anche quando sembra impossibile. Anche quando fa molto male. Ma l’ispirazione è aria, e decidere se respirarla a pieni polmoni o respingerla con un sonoro sbuffo dipende solo da chi respira.
Da Fixing n. 26-2009

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Di Loris (del 08/07/2009 @ 16:44:08, in Laboratori e Incontri, letto 569 volte)

Simona Bisacchi Lenic varca il confine di San Marino: sarà infatti ospite venerdì 10 luglio della rassegna di incontri con gli autori “L’albero delle foglie Vive”, curata da Massimo Rastelli.

La scrittrice riminese presenterà il suo romanzo Setalux (Barbera Editore), con il quale ha debuttato nel mondo della narrativa guadagnandosi subito la candidatura per il 51° Premio Bancarellino.

Per chi attende con ansia il nuovo libro di Simona B. Lenic ci sarà una piccola sorpresa: venerdì sera infatti verrà letto – per la prima volta in assoluto – il prologo del secondo romanzo.

Nell’occasione verrà anche presentato il nuovo blog di Simona B. Lenic, dedicato principalmente alla narrativa, alla letteratura e alla scrittura.

Venerdì sera Simona B. Lenic sarà presentata da Michele Marziani, scrittore e giornalista e Paolo Vachino, critico e poeta che leggerà alcuni brani del libro.

L’appuntamento è fissato per le ore 21.15 nel Centro Storico di San Marino, al Bar del Pattinaggio (fra i parcheggi 6 e 7). Seguirà un momento di musica dal vivo con il gruppo Anime Nude.

L'evento è organizzato dalla Giunta di Castello della Città di San Marino, Bar Pista di Pattinaggio, Libreria Ciquadro e Associazione Locomotiva.

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Di Loris (del 08/07/2009 @ 16:51:46, in Laboratori e Incontri, letto 506 volte)

Si trova nel punto più alto di San Marino raggiungibile in auto. Dallo Stradone, dove c’è la Porta del Paese manca poco più di un Km., proseguite per Viale Federico d’Urbino, ad un certo punto c’è una scultura in mezzo alla rotonda che raffigura un cavallo, dovete salire in Viale Pietro Franciosi, incontrate una piccola rotonda dove al centro c’è una antica colonna romana, salite ancora, prima Via Guglielmo Matteotti, poi percorrete tutto Viale Antonio Onofri, in fondo salite a destra in Via Francesco Maccioni, poi a sinistra in Via della Fratta, girate a destra al parcheggio N.6 o Cava Antica. Il bar del Pattinaggio è a destra rispetto all’ingresso del parcheggio.

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Di Simona (del 10/07/2009 @ 11:27:59, in Laboratori e Incontri, letto 742 volte)
Questa sera, all'incontro di San Marino, accanto a me - oltre a Michele Marziani, giornalista, scrittore e amico di sempre - ci sarà Stefania Succitti, attrice e regista che leggerà alcuni brani da Setalux. Stefania si occupa dei corsi di teatro al Laboratorio di Myriam e abbiamo collaborato per portare in scena "Non è un paese per tutti" spettacolo da lei ideato e diretto, interpretato dai suoi giovanissimi allievi e scritto dai bambini del mio corso "Parole, racconti e fantasia". Con tutte le cose che ha da fare non so proprio come abbia trovato il tempo di venire a leggere "Setalux" questa sera! Stefania infatti sta lavorando a un progetto teatrale da lei diretto e interpretato, intitolato "Nato da donna" che debutterà al Mulino di Amleto in autunno. Grazie Stefi!
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Di Simona (del 10/07/2009 @ 16:23:18, in Laboratori e Incontri, letto 493 volte)

Ho un altro grazie da dire oggi! La mia amica Natalia Calvagno ha fondato su facebook un fan club dedicato a me. Io non ho ancora capito molto bene come funziona facebook - ho una pagina ma la cura mio marito Loris - quindi intanto grazie a te Naty e agli amici che si sono iscritti. Siete troppo carini!!!
Per chi volesse curiosare, il link è questo qui. Però bisogna già essere iscritti a facebook...

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