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Il resto vi verrà chiaro lungo il cammino – aggiunse in fretta il vecchio – Leon, ricordati che il Cuore ama, non condanna. Matt, la Mente sa fare giuste domande ma raramente trova buone risposte. Joshua, la Fantasia non deve mai dimenticare la realtà. E tu Sfaira, tu sarai l’unica in grado di comprendermi”.

Setalux
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Simona (del 25/09/2012 @ 18:03:35, in Flying on line, letto 1179 volte)

Riparte il laboratorio di giornalismo vietato ai maggiorenni!

Il corso - che terrò con Loris Pironi e che ha portato alla creazione di Flying, un magazine on line scritto da e per i ragazzi - partirà giovedì 18 ottobre e terminerà il 13 dicembre.

Saranno 8 incontri, ogni giovedì, dalle 17.15 alle 18.30, all’associazione culturale Laboratorio di Myriam, di Rimini.

I ragazzi della redazione di Flying hanno tra i 13 e i 16 anni.

Se volete entrare in questa redazione fuori dal comune e un po’ folle, potete chiamare la segreteria dell’associazione o scrivere direttamente a me: simonalenic@libero.it

 

 

 

Per info: Laboratorio di Myriam, vicolo Gioia 8, tel. 0541.24138 – simonalenic@libero.it

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Di Simona (del 24/09/2012 @ 18:47:47, in I miei articoli su Fixing, letto 1850 volte)

La parola libraio porta in sé qualcosa d’altri tempi, un’aura leggendaria, sfumature romantiche.
Si dice libraio e si pensa a qualcuno rinchiuso tra quattro mura stipate di volumi, con scaffali al posto delle pareti e un amore così smisurato per i libri da conoscere i nomi di tutti, uno per uno, come fossero figli.
Una figura quasi mitica, che però non si è estinta nel corso degli anni.
Nell’epoca degli e-book e delle librerie on line, i librai fatti di carne e ossa ancora esistono e si muovono dentro librerie fatte di mura e carta, al servizio di lettori che gironzolano tra gli scaffali, sfogliano i volumi, e si fanno un’idea del libro leggendo qualche pagina, oltre al retro di copertina o all’incipit scaricabili da internet.
In un’epoca in cui se acquisti on line ti fanno pure lo sconto, e in cui sembra che si legga pochissimo, i librai non solo esistono ma fanno un mestiere in cui competenza e preparazione contano anche più della simpatia.
Che sia la piccola bottega in cui i libri sfiorano il soffitto, che sia un ambiente ampio e pratico, la libreria di fiducia è il luogo in cui sai che puoi trovare ciò che cerchi, ma anche che puoi contare su un essere umano in grado di indirizzarti o darti un consiglio.
Avere una libreria di fiducia vuol dire poter girare liberamente, per tutto il tempo che si ritiene necessario, senza che nessuno ti osservi diffidente: il lettore vaga tra gli scaffali come un palombaro in fondo al mare, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, consapevole che non può conoscere tutto ma può almeno farsi un’idea.
Avere una libreria di fiducia significa mettersi nell’angolo dei classici, sprofondare su una sedia e leggere qualche pagina, per poi comprare tutt’altro, o anche niente.
I librai, quelli in gamba, sanno esattamente dove si trova il libro che stai cercando anche se arrivi con il titolo sbagliato. A loro non serve l’autore o la casa editrice, puoi andare da loro anche solo con un’idea, un’ambientazione, un argomento, e loro ti metteranno davanti una rosa di possibilità.
Non è facile essere librai preparati, appassionati lettori, e rimanere anche commercianti. Si corre il pericolo di trovare un buon commerciante senza passione per i libri, o ritrovarsi davanti a una libreria chiusa perché il proprietario era un gran lettore ma un pessimo commerciante.
Parlando di librerie, Antonio Castronuovo afferma che “le cose migliori le trovi negli scantinati” (Se mi guardo fuori, La mandragora editrice, 2008). Ma quando le due anime si sposano e troviamo un libraio competente, che organizza eventi per avvicinare lettori e autori, e che spende energie per un mercato che tanti danno per morto, allora – come dice Jean-Luc Nancy, in Del libro e della libreria (Cortina Raffaello, 2006) – “La libreria è una profumeria, una rosticceria, una pasticceria: un’officina di sentori e di sapori attraverso i quali si lascia indovinare, supporre, presentire qualcosa come una fragranza o come un aroma del libro”.

Da Fixing n.34

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Di Simona (del 07/08/2012 @ 09:42:39, in I miei articoli su Fixing, letto 1133 volte)

Cosa spinge un ex prete a trasferirsi dalla natia Rimini alla fredda Milano, per diventare custode di un palazzo? E cosa spinge questo stesso custode a proteggere un uomo, un dottore, che non ha mai incontrato prima ma che improvvisamente diventa per lui così importante?
Inizia come un noir l’ultimo romanzo dello scrittore riminese Marco Missiroli, che a soli trent’anni è entrato nella cinquina dei finalisti del Premio Campiello con Il senso dell’elefante (Guanda). Ed è proprio l’autore a raccontarci – con grande gentilezza e precisione - questo libro intenso, che racchiude temi esistenziali in una struttura thrilling.
Come è stato affrontare argomenti così complessi come la paternità, l’eutanasia? Quale sforzo ha comportato non solo come scrittore, ma anche come uomo?
“Come scrittore non scrivo mai storie che non sento come uomo. Scrivere questo libro è stata dura, perché sono tutte storie vere, che ho visto o che mi hanno raccontato, e che io ho messo insieme. Il difetto di questo romanzo è che c’è tanto nero, e a un certo punto ci si chiede come sia possibile tanta sfiga tutta insieme, ma a volte la realtà supera la finzione. In realtà, però, nel libro non si parla di eutanasia, ma di non accanimento terapeutico”.
Un altro tema centrale del libro è la solitudine.
“Esiste una legge dell’anima, per cui due persone sole possono trovare nel loro incontro una soluzione a questa solitudine, possono trovare l’uno nell’altro una famiglia. Ma se una persona sola incontra qualcuno che non conosce la solitudine, questa condivisione non può avvenire”.
L’idea di paternità che ha il protagonista Pietro - questo senso dell’elefante di proteggere i cuccioli anche se non sono i suoi - è un’idea che tu condividi?
“Quando ho cominciato a scrivere il libro ero appena uscito da una storia importante, e ho cominciato a riflettere sul fatto che ci sono relazioni forti anche se invisibili, anche se non convenzionali. Esiste una protezione invisibile. Un padre separato può proteggere suo figlio anche più di chi è sempre presente ma tende a dare tutto per scontato”.
Senza coda, Il buio addosso, Bianco e ora Il senso dell’elefante. Come è cambiato il tuo approccio alla scrittura nel corso dei libri?
“Ogni volta che inizio un libro penso che non riuscirò mai a finirlo, e ogni volta che lo finisco penso che sarà l’ultimo. In ogni storia cambio la gestione dei personaggi. Ne Il senso dell’elefante, per esempio, i personaggi secondari sono in realtà fondamentali, sono dei veri e propri protagonisti, anche se inizialmente sembra che i protagonisti siano Pietro, il custode del palazzo, e Luca, il dottore. In questo libro gioco anche sui segreti a cipolla: il lettore non fa in tempo a scoprire un segreto, che ce n’è subito un altro che lo aspetta”.
Tu hai frequentato un corso alla Holden, la scuola di scrittura di Torino diretta da Alessandro Baricco: a distanza di tempo, nella tua scrittura cosa ti porti dentro di questa esperienza e dei suoi insegnamenti?
“Ne sono uscito con le ossa rotte. Scopri che molti vogliono scrivere e sono tutti più bravi di te. Tu magari sei uno che scrive decentemente e ti ritrovi a lezione con dei fenomeni. Mi ha fatto benissimo, perché capisci cosa vuoi fare veramente, se sei un lettore o se puoi diventare davvero uno scrittore. La Holden serve per capirsi, non per imparare a scrivere”.
Sei uno scrittore abituato ai premi. Hai vinto il campiello Opera Prima, hai vinto il premio Tondelli, solo per citarne alcuni. Ma come ti senti a essere nella cinquina del Campiello?
“Mi sento molto bene! Ma non ho aspettative, andare oltre sarebbe malefico sia per me che per la mia scrittura. Non bisogna credere agli scrittori che dicono che i premi non contano. I premi danno coraggio, anche per azzardare nella scrittura”.

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Di Simona (del 03/08/2012 @ 17:36:10, in Laboratori e Incontri, letto 1272 volte)

Moby Cult è una rassegna di incontri con l’autore che si svolge a Rimini e a cui sono particolarmente affezionata, sia per motivi professionali che motivi personali.

Domani, sabato 4 agosto, alle 21.30, nella Vecchia Pescheria, in Piazza Cavour, Moby Cult avrà inizio, e ci sarò anch’io.

Per una volta non sarò l'intervistatrice dell'autore ospite, ma avrò il piacere di fare gli onori di casa, al posto della vera padrona di casa, fondatrice e direttrice artistica della manifestazione, Manola Lazzarini.

Ospite della prima serata di questa ventiduesima edizione sarà il simpaticissimo John Peter Sloan, con il suo “Lost in Italy. Impara l’inglese ridendo” (Mondadori), che verrà intervistato dalla giornalista Lorella Barlaam.

Tornerò a Moby Cult martedì 7 agosto, accanto ad Alessandro Goldoni, autore di 2029” (Mursia) e alla giornalista Francesca Fabbri Fellini.

Mentre sabato 25 agosto avrò il piacere di intervistare Marco Missiroli, lo scrittore riminese candidato al Campiello con “Il senso dell’elefante” (Guanda).

Se siete in giro a fare una passeggiata, passate da quelle parti così ci vediamo!

Qui la rassegna completa.

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Di Simona (del 08/07/2012 @ 15:20:57, in I miei articoli su Fixing, letto 1426 volte)

 Chi ama il mare ha qualcosa di speciale che scorre all’altezza degli occhi. Ha un modo diverso di sorridere. Come l’autore svedese Bjorn Larsson, sbarcato a Rimini per partecipare al festival Mare di libri, dove ha presentato La vera storia del pirata Long John Silver (Iperborea), uno dei suoi romanzi più amati in Italia. E in un pomeriggio di sole e brezza – da vera città di mare – abbiamo parlato di pirati, mare, scrittura e gialli.
Long John Silver è un emblema della letteratura, il pirata de L’isola del tesoro di Stevenson, come è riuscito a ricostruire la vita di un mito?
“Ho dovuto rispettare il carattere e approfondire il personaggio con lealtà verso Stevenson. Ho unito gli indizi che avevo a disposizione, mettendolo però in una realtà storica, e in certi casi inventando un po’ la filologia (sorride, ndr). Stevenson ha letto Storie di pirati di Daniel Defoe per scrivere L’isola del tesoro ma in quel libro nessuno dei personaggi somiglia a Silver. È diventato il simbolo del pirata per eccellenza anche se lo stesso Stevenson diceva che era un pirata atipico”.
A cosa è legato il fascino imperituro dei pirati?
“La letteratura e il cinema hanno costruito il mito dei pirati. In realtà non erano molto affascinanti: non avevano ideali da difendere, scopi da raggiungere, e non è vero che scavavano a terra per nascondere il tesoro perché spendevano tutto e al più presto”.
C’è un punto di contatto tra lei e Long John Silver?
“La libertà. Ho cercato di scoprire perché Silver piacesse tanto nonostante fosse così cattivo. E credo che il suo successo sia legato proprio alla sua libertà. Però Silver non vede l’amicizia, l’amore, e uno così non lo vorrei nella mia ciurma”.
Che cos’è per lei la libertà?
“Per me la libertà è una barca pagata, un po’ di soldi in banca per navigare due o tre anni, nessuno che mi aspetti all’orizzonte e nessuno che mi rimpianga quando parto. Quando ho detto questo a Roma, un uomo alla fine dell’incontro mi ha detto che è bellissimo che nessuno mi aspetti all’orizzonte ma che nessuno mi rimpianga è inaccettabile! E questo è un problema dell’Italia: c’è desiderio di libertà, ma poi si è legati al cibo, alla mamma, e non si parte più”.
Quanti libri serviranno ancora per raccontare il suo rapporto con il mare?
“Per me il mare è indispensabile. Passo metà della vita in barca, ma non voglio scrivere solo romanzi dedicati al mare. Mare significa essenzialità, vivere vicino alla natura, concentrarsi, ma non ha nulla a che fare con il romanticismo di certi film o pubblicità: per raccontare il mare bisogna rompere gli stereotipi. La poesia può parlare bene del mare, ma il nocciolo della letteratura sono i personaggi e i personaggi devono scendere a terra. Per scrivere inoltre non basta l’esperienza: non sempre scrivere di ciò che hai vissuto risulta più autentico. È necessario saper scrivere.”.
Il suo ultimo romanzo I poeti morti non scrivono gialli è finalista al premio Bancarella. Non si tratta però dell’ennesimo giallo svedese…
“È un falso giallo, una critica al genere. Il giallo racconta la vita attraverso la criminalità ma la vita è anche altro: la moda del giallo svedese è destinata a scemare”.
E alla domanda se preferisce scrivere o navigare, Bjorn Larsson risponde senza esitazioni.
“Scrivere un romanzo è un’avventura frustrante perché non puoi prevedere come reagiranno i lettori, a volte è noioso e paga poco. Bisogna farlo per passione, per vocazione. Navigare, invece, è un piacere. E il piacere che dà il navigare, lo scrivere non lo dà praticamente mai”.

Foto di Roberto Grassilli

Da Fixing n. 27

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Di Simona (del 07/07/2012 @ 19:36:01, in Flying on line, letto 1076 volte)

Quando arriva l’estate i ragazzi di Flying vanno al mare, suonano all’aperto, giocano a baseball, fanno vacanze studio, fanno stage di cucina, forse un pochino leggono, ma soprattutto si godono ogni singolo giorno senza scuola.
Prima di buttarsi appieno nelle loro vacanze, però, i ragazzi di Flying hanno preparato il nono numero della rivista.
Tra sport, videogiochi, cucina e libri, la nostra redazione Under 16 ci spiega cosa c’è di bello nella matematica, qual è la moda dell’estate, come nascono i miti e perché ancora oggi bambini – e adulti – di tutto il mondo si appassionano alle figurine.
Sul blog di Flying anche il resoconto dell'incontro che li ha visti protagonisti a Mare di Libri.
Buona lettura, magari sotto l’ombrellone!

 

Flying nasce dal corso di giornalismo dedicato a ragazzi delle medie e superiori che io e Loris Pironi teniamo presso l'associazione culturale Laboratorio di Myriam di Rimini.
Per informazioni
simonalenic@libero.it

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Di Simona (del 16/06/2012 @ 09:17:56, in Letture e spettacoli, letto 1374 volte)
Un laboratorio all’insegna dell’allegria, dedicato a tutti “quelli che amano sorridere di se stessi e ridere con gli altri”.
L’associazione culturale Laboratorio di Myriam di Rimini ospita nei suoi spazi un corso teatrale di base rivolto agli adulti, condotto dall’attrice e regista Stefania Succitti. A darle una mano ci sarò anch’io!
Il corso avrà inizio martedì 19 giugno, e proseguirà ogni martedì, dalle 20.30 alle 22, per un totale di 10 incontri.
Costo dell’intero corso 80 euro.
Per informazione Stefania: 335.8351487 o stefania-succitti@alice.it
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Di Simona (del 15/06/2012 @ 22:45:03, in I miei articoli su Fixing, letto 1278 volte)

 

Prima del solstizio d’estate si potrà viaggiare nello spazio, guardare la terra da lontano e scoprire se davvero è come la fanno vedere nei film. Si potrà anche essere corsari, solcare i mari con una benda sull’occhio, conoscere pirati e filibustieri, e chissà quali tesori si troveranno alla fine del viaggio. Si potrà anche conoscere una redazione di ragazzi giovanissimi, che hanno in mano il destino dell’informazione, in un mondo corrotto dove ormai le notizie sono pilotate e appositamente impacchettate. Prima del solstizio d’estate a Rimini ci sarà la quinta edizione Mare di libri, il festival dei ragazzi che leggono (e degli adulti che ancora amano le storie). Dal 15 al 17 giugno adolescenti di tutta Italia, da Udine a Catanzaro, si daranno appuntamento nel centro storico di Rimini. Li vedrete tutti presi a discutere di un libro sulle scalinate di piazza Cavour. Li vedrete spostarsi in bicicletta da un incontro all’altro lungo le stradine del centro. Vedrete gruppi di ragazzi accompagnati da una manciata di adulti per andare a conoscere i loro autori più amati. Alcuni si posizioneranno ordinatamente in fila indiana per rivolgere domande a Umberto Guidoni, il primo astronauta italiano (venerdì 15 giugno, ore 18, teatro degli Atti). Altri si aggiusteranno bene sulla sedia per ascoltare “La vera storia del pirata Long John Silver” raccontata da Björn Larsson (domenica 17 giugno, ore 11.30, Sala del Giudizio, Museo della Città). Altri ancora faranno la fila per avere l’autografo di Pierdomenico Baccalario, ideatore e scrittore della collana Typos: romanzi rivolti ai più giovani e dedicati al mondo dell’informazione (domenica 17 giugno, ore 15, Sala del Giudizio, Museo della Città). E poi chi correrà ad ascoltare Lorenza Ghinelli, per scoprire una Rimini nascosta e a tratti inquietante (venerdì 15 giugno, ore 16.30, Cortile della Biblioteca Gambalunga, con la partecipazione di Marco Missiroli, altro importante scrittore riminese). Chi si sdraierà sull’erba del Parco Marecchia per un pic-nic letterario. Chi si siederà per terra pur di assistere all’incontro di Aidan Chambers, lo “scrittore per giovani adulti” per eccellenza (venerdì 15 giugno, ore 14.30, Sala del Giudizio, Museo della Città). C’è chi non andrà a dormire pur di essere al mare alle 5 del mattino, per un’Alba d’inchiostro che vede protagonista la scrittrice Angela Nanetti (sabato 16 giugno, Bagno Tiki 26). E c’è chi pur non essendo più un ragazzo da un bel pezzo non si perderà l’incontro con il giallista Marco Malvaldi (sabato 16 giugno, ore 11.30, Sala dell’Arengo). E poi ancora incontri, teatro, aperitivi e colazioni con l’autore, cacce al tesoro e maratone di letture.

Come fare un festival in tempo di crisi
“In questi anni il Festival è cresciuto molto – spiega a Fixing Alice Bigli, presidente dell’associazione culturale Mare di Libri – Il pubblico è aumentato e anche il numero di eventi. Ma la soddisfazione più grande sta nella crescita della qualità del programma, che ogni anno ospita autori sempre più importanti. Inoltre è cresciuta anche la risposta delle collaborazioni sul territorio: sia da parte del pubblico che del privato c’è un’attenzione e una partecipazione che va anche al di là del festival”. Traguardi non facili per un festival inaugurato proprio quando la crisi è iniziata. Una crisi che sembra ancora più profonda in campo editoriale. “È un mercato che arranca ma il settore che tiene di più è proprio il settore ragazzi - sottolinea Alice - Una recente indagine ha sottolineato come il modello di lettore forte in Italia sia una ragazza di 13/14 anni: prestare attenzione ai lettori adolescenti è quindi fondamentale, soprattutto contando che l’incontro fatale con il libro avviene proprio a questa età”.
Ma quali sono i costi di un festival che ha in programma più di trenta eventi e ospiti internazionali?
“Con circa 35 mila euro di budget Mare di Libri è uno dei festival più economici d’Italia - precisa l’organizzatrice - Nel nostro piccolo facciamo grande attenzione alle risorse: è un modo di lavorare che viene apprezzato, tanto che nonostante la crisi in questi anni i nostri sponsor sono aumentati invece di diminuire. Il fatto è che ci sono tanti tagli alla cultura ma anche tanti sprechi che infastidiscono cittadini e investitori: i tagli sono inutili, mentre con maggior attenzione alle risorse si potrebbe fare tanto”. Da Mare di Libri parte così una proposta per affrontare la crisi: “Accogli la sfida, fai attenzione alle risorse, e quando uscirai dalla crisi avrai qualcosa in mano”.

Il programma completo su www.maredilibri.it.
Mare di Libri è organizzato dalla libreria Viale dei Ciliegi 17, in collaborazione con Rizzoli.

Da Fixing n.23


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Di Simona (del 12/06/2012 @ 18:06:38, in Diario, letto 1750 volte)

Per tutta l’estate dovrò fare a meno del mio amico Gabri, che se ne è andato a Martha’s Vineyard, l’isola dove hanno girato Lo Squalo, dove Obama va a riposarsi e dove le star hollywoodiane girano indisturbate - e irriconoscibili – senza trucco e tacchi.
Cosa è andato a fare là? A insegnare il dialetto romagnolo, naturalmente! Ma anche, spero, a esportare – e scrivere - le storie sconosciute della sua Barafonda. E poi guardare l’orizzonte e scorgere l’isola di Nantucket, e sentirsi un po’ Achab, perché tutti siamo un po’ Achab e tutti abbiamo la nostra balena bianca… Solo una se siamo fortunati…
Non vedo l’ora che torni, e mi racconti come appare il mondo quando passi un’estate con i piedi a bagno nell’Oceano. A me la prospettiva cambia anche solo quando li bagno in una pozzanghera…
In attesa del ritorno leggo cosa gli succede sul suo blog, “Un jeans e una maglietta. Cronache dall’isola di Martha’s Vineyard”.
Lacio drom, Gabri!

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Di Simona (del 11/06/2012 @ 11:32:00, in Flying on line, letto 1092 volte)

I ragazzi di Flying non si fermano mai.
 Hanno scelto i loro argomenti, hanno scritto i loro articoli e ora si preparano a presentare gli scrittori Pierdomenico Baccalario e Guido Sgardoli, ospiti a Mare di Libri – festival dei ragazzi che leggono - domenica 17 giugno alle 15, alla Sala del Giudizio del Museo della Città di Rimini.
In attesa dell’uscita del nono numero della loro rivista, la redazione Under 16 del magazine “che esce solo quando ne ha voglia” sta lavorando sulla collana “Typos”, una serie di romanzi per ragazzi che hanno come tema centrale l’informazione e sono ambientati in un futuro non troppo lontano. In un mondo dove l’informazione è controllata e pilotata, i ragazzi che fanno parte dei Typos cercano di raccontare come stanno davvero le cose, indagando, sfidando il potere dei più forti e non preoccupandosi troppo di mettersi nei guai…
I ragazzi di Flying apriranno l’incontro di domenica presentando il proprio giornale e il blog correlato, e introdurranno poi gli autori che saranno intervistati dal giornalista e autore Federico Taddia.
Del primo volume della collana Typos si parlerà anche su Flying n.9, nella rubrica dedicata ai libri.


Flying nasce dal corso di giornalismo rivolto a ragazzi delle medie e delle superiori, che ogni anno io e Loris Pironi teniamo all’associazione culturale Laboratorio di Myriam di Rimini.

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