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Il resto vi verrà chiaro lungo il cammino – aggiunse in fretta il vecchio – Leon, ricordati che il Cuore ama, non condanna. Matt, la Mente sa fare giuste domande ma raramente trova buone risposte. Joshua, la Fantasia non deve mai dimenticare la realtà. E tu Sfaira, tu sarai l’unica in grado di comprendermi”.

Setalux
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loris (del 23/06/2009 @ 18:54:04, in Laboratori e Incontri, letto 919 volte)

Uno spettacolo teatrale scritto da bambini e messo in scena da bambini. Perché il teatro, si sa, è una cosa seria, e anche se vuole strappare un sorriso può offrire qualche spunto di riflessione. Domenica 7 giugno alle ore 16 al Mulino di Amleto “L’Allegra Compagnia” de Il Laboratorio di Miryam che, dopo il successo dell’anno passato, presenta lo spettacolo “Non è un paese per tutti”, frutto del lavoro di una stagione degli attori in erba che hanno preso parte al laboratorio di teatro tenuto da Stefania Succitti e, per il testo e la sceneggiatura, merito della fantasia dei bambini che hanno preso parte ai corsi del laboratorio Parole e Fantasia (appunto) tenuto da Simona B. Lenic, sempre all’interno del Laboratorio di Miryam.

La storia, brevissimamente, è quella di un paese dove l’antica pace è andata perduta e gli abitanti sono in lite tra loro, fino a quando un grosso incendio li costringe a cooperare.

In scena ci saranno: Anna Bettini, Liliana Cogliandro, Lorenzo Dellarosa, Viola Emiliani, Federica Ripa, Elisa Poggiali, Elena e Serena Rossi e, per un fugace caotico momento, Stefano Dellarosa.

La sceneggiatura è stata scritta dai piccoli Elia Di Benedetti, Gabriel Giannini, Arianna e Alessia Pesaresi e Vittoria Volanti.

Lo spettacolo è a cura di Stefania Succitti, Simona B. Lenic e Maurizio “Muro” Vettraino. Costumi e scene sono di Sonia De Angelis.

Comunicato stampa

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Di Admin (del 23/06/2009 @ 18:50:39, in un po' di rassegna stampa..., letto 956 volte)
Simona B. Lenic, riminese, giornalista. Ma soprattutto scrittrice. Il suo primo romanzo, Setalux (Barbera Editore), è piaciuto molto al pubblico e ha riscosso un notevole successo di critica, tanto da essere addirittura candidato al Bancarellino, che è una specie di piccolo Premio Oscar della letteratura per ragazzi in Italia. Simona, in sostanza, può essere considerata una sorta di promessa della narrativa.
E’ un’etichetta che ti pesa? Sappiamo che stai ultimando il tuo secondo romanzo.
“Sono solo una che ha avuto una buona occasione, perché per un esordiente pubblicare non è così semplice. Amo scrivere e condividere le storie e i personaggi che mi girano per la testa, così mentre scrivo il secondo romanzo, tengo i piedi per terra, la testa tra le nuvole quel tanto che basta per prendere qualche pensiero, e un taccuino sempre vicino perché l’idea quando arriva arriva”.
Il tuo sguardo, in Setalux, si è soffermato sul mondo dei più giovani. Ci parli un po’ del tuo libro?
“Parto dai miei compagni di viaggio in questa avventura, i quattro giovani protagonisti: Sfaira, una ballerina con un bel caratterino; Matt, bello e misterioso, quindi terribilmente affascinante; Leon, avventuroso, esuberante e anche lui niente male; e Joshua, che ha la capacità di trasformare il mondo in fumetto. Questi ragazzi, uniti da un’amicizia profonda – e anche da un amore non dichiarato - capiscono che intorno a loro c’è qualcosa di meraviglioso e si danno da fare per scovarlo, tentando e rischiando come si fa solo quando si è davvero convinti. O folli”.
Setalux è un fantasy in senso tradizionale?
“La fantasia è solo un modo diverso per guardare la realtà. Non è così utopico un mondo in cui l’invidia prende le sembianze di rabbia e rancore, e in cui dei ragazzi hanno così bisogno di una guida da essere disposti a seguire il Male in persona. Fortunatamente non sono utopia neanche l’amicizia, la famiglia spesso costituita da persone che non sono parenti, e degli adulti così forti e stravaganti, da non far rimpiangere il fatto che prima o poi bisogna crescere”.
Quali sono i tuoi autori preferiti? Ci consigli un libro da leggere assolutamente?
“Leggo di tutto, da autori impegnati come Marquez, a libri spassosi come quelli della Kinsella o di Stefania Bertola, passando per favole e fumetti. Ho però sempre a portata di mano ‘Il piccolo principe’ di Saint Exupery. Quello non è un libro, è un mondo che si apre piano piano, di lettura in lettura”.
L’ultima domanda non è particolarmente fantasiosa, ma non possiamo non farla. Come si diventa scrittori?
“Fondamentalmente leggendo e scrivendo. Per me scrivere è sempre stato qualcosa di spontaneo, non potevo farne a meno. Ma quando scrivere diventa qualcosa da condividere, allora la scrittura diventa comunicazione e per comunicare sono necessarie una chiarezza e una semplicità che prima devi crearti dentro, poi tentare di trasferire sul foglio, spesso a forza di storie mal riuscite e scritti cestinati”.
Chiudiamo con due “informazioni” che possono essere utili per inquadrare meglio Simona, o possono essere utili punto e basta. Innanzitutto tra le sue molteplici attività, l’autrice di Setalux tiene corsi di scrittura per giovani e giovanissimi (“Spaziamo dalla scrittura di fiabe alla realizzazione di canzoni - racconta - Abbiamo realizzato anche un piccolo Tg di buone notizie”). E poi concludiamo dicendo che Setalux, grazie alla preziosa collaborazione con la Stamperia Toscana, è stato anche tradotto in braille, il linguaggio scritto per non vedenti (Info 055.4382800).
Aprile 2009 - Generazione Y - Intervista
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Di Admin (del 23/06/2009 @ 18:34:24, in un po' di rassegna stampa..., letto 1208 volte)
C’è una città che si chiama Inimbis, in un luogo e in un tempo imprecisati del nostro mondo. Un posto abitato da esseri umani fatti di sentimenti e pensieri, proprio come noi. Ma le loro anime ormai sono deserte. Invidia e risentimento la fanno da padroni, le persone hanno dimenticato libertà e bellezza e vivono di apparenze, inseguendo senza scrupoli i loro obiettivi. Per fortuna aleggia una speranza sulla bella città in riva al mare. La incarnano alcuni adolescenti buoni e pieni di talento, destinati a salvare il mondo con una caccia al tesoro dalla posta molto alta. Sono quattro come gli elementi i protagonisti di “Setalux”, romanzo d’esordio di Simona B. Lenic (Barbera Editore, pp. 288, euro 16,5) autrice di favole e racconti dalla fervida fantasia. Sfaira, il cuore della vicenda, una ballerina leggera come una piuma che con la sua danza dà il ritmo alla storia, e i suoi amici prediletti, Joshua, il disegnatore, egli stesso tanto simile a un fumetto; Leon, il coraggioso figlio di Gec e Layla Flumeni, esploratori dei mondi sospesi; infine Matt, l’intellettuale del gruppo, nelle cui vene scorre inchiostro al posto del sangue. Il destino affida loro il compito di ritrovare le sorgenti del setalux, sottilissimi fili di seta e luce da cui, in tempi remoti, erano percorse le fibre di tutti gli uomini. Il setalux scorreva nel corpo sin dall’infanzia e per il suo tramite le persone ricevevano il dono della conoscenza, grazie al quale sapevano discernere tra il bene e il male. Era un antidoto al conformismo, alla superficialità e al pregiudizio: una sorta di elisir di eterna giovinezza per l’anima. Ma un giorno è scomparso, lasciando la terra intera in balia degli umbrusis, esseri malvagi, e dei mortivì, uomini vivi solo all’apparenza perché, da bambini, non hanno attivato il setalux attingendo alle sue immense fonti fatte di luce pura. Così queste si sono prosciugate e l’umanità, quella vera, forse è perduta per sempre. Finché un bel giorno compare un vecchio saggio che parla una lingua sconosciuta, comprensibile solo a Sfaira e ai suoi amici, e consegna loro la chiave di antichi segreti. Si aprono così le mirabolanti avventure di una ricerca piena di mistero. I piccoli eroi sono combattuti da nemici privi senza pietà capitanati da Serparatur, il principe del male a forma di pantera, adorato dai suoi giovanissimi e crudeli seguaci. Scamperanno a mostri nascosti nel bosco, formiche giganti, incantesimi e tranelli, nel crescendo di una storia ravvivata da qualche colpo di scena e dal primo amore della dolce ballerina. Se possiamo chiamarla favola moderna è perché nasconde una orale, dietro i giochi di parole e gli scenari fantastici. Suggerisce che l’adolescenza è la stagione più piena e chi non la vive a briglie sciolte perde il sale della vita. Perciò i ragazzi cattivi, scimmiottando il cinismo dei grandi, hanno perduto il gusto per la libertà. Di far galoppare la fantasia, di essere creativi e coccolare i propri sogni conservando il cuore puro. Il segreto da ritrovare e custodire gelosamente è nascosto in un ciondolo appartenuto alla famiglia di Sfaira per intere generazioni, un oggetto che indica tre simboli che lei conserva ignara nel comodino della sua camera da letto. Il setalux è vicino: per trovarlo basta squarciare il velo dell’ipocrisia, per imparare a vedere le cose per quello che sono.
Claudia Gualdana 
27 luglio 2007 – Libero - Recensione
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Di Admin (del 23/06/2009 @ 18:32:25, in un po' di rassegna stampa..., letto 1022 volte)
RIMINI – Romanzo d’esordio, centro al primo colpo, e anche una copertina con una firma che in pochi si possono vantare di avere, quella del maestro dell’illustrazione Gianni De Conno.
Ma cos’ha di speciale Setalux da costringere la Barbera a pubblicare un genere, il fantasy, che non aveva mai pubblicato prima, da consegnare la copertina a Gianni De Conno e da presentarlo come “l’Harry Potter italiano”? Ha quello che hanno le belle opere, cattura subito e ti costringe a non andare a dormire se prima non hai letto un’altra pagina (un po’ come le ciliegie, una tira l’altra) per scoprire come va a finire l’avventura alla quale vengono chiamati i protagonisti del libro, i quindicenni Sfaira, Matt, Leon e Joshua. Perché se un inevitabile archetipo fantasy c’è nel libro, è proprio quello del “Richiamo all’Avventura” e della presenza del “Mentore”, il saggio Prometero, che svela ai quattro amici il potere del Setalux e li indirizza verso la loro missione speciale. Inserito nella collana Radio Londra (la raccolta di maggior spicco della casa editrice Barbera), Setalux è catalogato come fantasy; un tempo forse quando la parola fantasy andava per la minore sarebbe stato inserito sotto il genere avventura, noi sottoscriviamo chi lo inserisce sotto il catalogo di romanzo di formazione, perché dentro le 288 pagine piene zeppe di colpi di scena, Sfaira, Matt, Leon e Joshua affrontano un’avventura persino più grande e decisiva per il loro cammino, quella dell’adolescenza, dove tutto muta in fretta e dove si costruiscono parti fondamentali del carattere e della crescita di una persona. Nemico giurato dei quattro amici è il perfido Serparatur, l’Uomo-Non-Più-Uomo, attorniato da una cerchia di soggetti poco raccomandabili, gli Umbrusis e i Mortivì. No, non ci sono elfi, folletti, draghi e mostri tipici dei romanzi fantasy, perché chi ha “poteri speciali” per vedere sa da sempre che il fantastico si trova anche nella vita reale.
Gabriele Nanni
10 agosto 2007 - La Voce di Romagna - recensione
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