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Il resto vi verrà chiaro lungo il cammino – aggiunse in fretta il vecchio – Leon, ricordati che il Cuore ama, non condanna. Matt, la Mente sa fare giuste domande ma raramente trova buone risposte. Joshua, la Fantasia non deve mai dimenticare la realtà. E tu Sfaira, tu sarai l’unica in grado di comprendermi”.

Setalux
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

I libri hanno un loro fascino nascosto tra le pagine. Ma hanno anche un fascino esteriore, un loro modo di apparire che può catturare l’attenzione o incuriosire. A volte è un titolo che ci colpisce subito. L’immagine di copertina che ci rimane impressa. O un formato particolare. E se passeggiando per la libreria vi è capitato di adocchiare dei libri dall’aspetto snello, quasi slanciato da quanto stretto e lungo, allora avete avuto il piacere di incontrare i frutti della casa editrice Iperborea. Questi libri dall’aspetto particolarissimo contengono un tesoro prezioso e spesso ancora da scoprire: la letteratura del Nord Europa,  un mondo scandito da un ritmo tutto suo, un’umanità possente e tenera, autori e storie che prima del 1987 – anno di nascita della casa editrice Iperborea – in Italia erano quasi totalmente sconosciuti. Come mi ha raccontato la fondatrice Emilia Lodigiani.
Come è nata l’idea di creare una casa editrice “dedicata” alla letteratura del Nord Europa?
“L’idea è nata 23 anni fa da una passione personale. Ho avuto un primo approccio con la letteratura medievale del nord Europa, attraverso lo studio di Tolkien su cui avevo scritto un saggio ("Invito alla lettura di Tolkien" Mursia, nda). Poi ho avuto un vero e proprio colpo di fulmine per Karen Blixen, che pur essendo danese scriveva in inglese e riuscivo quindi a leggerla. In quegli anni vivevo a Parigi e ho cominciato a cercare autori nordici nelle librerie, fino a scoprire la Bibliothèque Nordique di Saint-Geneviève specializzata in questa letteratura. Quando sono tornata in Italia ho però scoperto con dispiacere che gli autori nordici contemporanei non erano pubblicati e i classici erano quasi introvabili. Così nel 1987 ho partecipato alla Fiera di Francoforte con un progetto che prevedeva la pubblicazione di dieci dei più grandi autori nordici: non solo me li hanno concessi ma sono stati felici che qualcuno finalmente si interessasse a loro seriamente”.
Quali sono le peculiarità della narrativa proveniente da questi paesi?
“Ogni libro e ogni autore ha una sua storia. È però possibile cogliere alcune caratteristiche tipiche della letteratura del Nord Europea. Innanzitutto una grande fiducia nella narrazione, che ha una doppia origine: le saghe, ancora oggi vive e conosciute nei paesi scandinavi, tanto che in Islanda bambini giocano a Eric il Rosso; e la Bibbia, che in molti paesi è stato il primo esempio di narrativa. È spesso presente anche il tema ecologico: in nord Europa le persone vivono in mezzo a una natura forte e violenta, a cui si deve rispetto ma verso cui si prova anche un profondo senso di appartenenza. Ritroviamo inoltre l’importanza della storia, come ricerca delle proprie radici. E anche l’aspetto sociale, perché non dimentichiamoci che si tratta di paesi che hanno realizzato l’eguaglianza sociale e hanno raggiunto la parità uomo-donna un secolo prima di noi”.
Nei vostri libri non mancano nemmeno personaggi paradossali.
“Questo ha una triplice causa. Primo, uno dei difetti della società nordica è il pericolo di grande conformismo, non è un caso che gli intellettuali si oppongano alla società proprio per fuggire all’uniformità diventando spesso esseri estremi, capaci di creare a loro volta personaggi un po’ fuori. Il secondo motivo è da ricercare nell’alcool che è una frequente valvola di sfogo alla cappa di controllo personale, sociale e religioso che vige in questi paesi. Infine, influiscono anche i miei gusti personali, in quanto a me piacciono molto questi personaggi un po’ folli”.
Quali sono i libri adatti per iniziare un viaggio nella narrativa nord europea?
“Consiglierei i libri che hanno ottenuto un seguito di pubblico più vasto. L’anno della lepre di Arto Paasilinna, che racconta un viaggio attraverso la Finlandia in cui si incontrano tutti i gruppi sociali scandinavi. Un altro libro è La vera storia del pirata Long John Silver di Bjorn Larsson, in cui nonostante la trama avventurosa è forte l’approccio etico. Qui la libertà viene descritta come una conquista che ha dei costi e questo nella letteratura nordica è un passaggio molto importante: la realizzazione dei sogni è un lavoro faticoso, che comporta anche negoziazioni, ma che alza il livello umano dell’essere”.
Quali sono i capolavori che un lettore non dovrebbe perdersi?
“I libri che amo sono davvero tantissimi. “L’oratorio di Natale” di Goran Tunstrom, “Scrittura cuneiforme” e “La casa della moschea” di Kader Abdolah e “Il medico di corte” di Per Olov Enquist. Ci sono però anche giovani davvero molto interessanti come Johan Arstad, autore di “Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?” un libro che è piaciuto moltissimo a Paolo Giordano (Premio Strega per “La solitudine dei numeri primi” nda). Inoltre da quest’anno abbiamo inaugurato una collana dedicata ai gialli, a cui oggi si dedicano tantissimi autori per descrivere le difficoltà del nostro tempo ”.
Le lingue del nord Europa sembrano particolarmente difficili e poco diffuse, come viene affrontato il problema della traduzione?
“In una casa editrice che pubblica solo libri tradotti da altre lingue deve esserci una cura spasmodica per la traduzione. In alcune lingue, come lo svedese, ci sono tanti e bravi traduttori, mentre per il finlandese e l’islandese non ce ne sono più di due o tre e questo comporta che ci siano pochi libri tradotti da queste lingue. Però in realtà, fatta eccezione per il finlandese, le lingue scandinave non sono così difficili: per chi conosce bene inglese e tedesco sono piuttosto facili da imparare. È però importante sottolineare che sono lingue piuttosto povere di vocaboli quindi la traduzione in italiano comporta un lavoro di ampliamento del vocabolario, anche perché mentre la letteratura scandinava non ha paura della ripetizione, da noi non è ammessa”.

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Di Simona (del 03/11/2009 @ 21:02:27, in Diario, letto 1393 volte)

Non so cosa sia l’ispirazione. Non so come fa un personaggio a prendere quell’aspetto, quel nome, quelle movenze strane che hanno gli esseri umani nei libri. L’ispirazione è un attimo. Una specie di pensiero che prende forma di parola o immagine e per venire alla luce, per essere comunicato anche agli altri, si serve di uno strumento – sempre imperfetto – che è l’artista, lo scrittore, l’inventore… Sì, lo strumento è imperfetto, perché gli esseri umani sono imperfetti. Ma ci sono strumenti che il destino ha affinato con tanta cura da farli diventare parole vive. Alda Merini non prendeva ispirazione da qualcosa o da qualcuno, Alda Merini era ispirazione. Le parole erano dentro di lei, ammassate in strati di voci, le partivano da dentro e uscivano dalla sua penna o ancora più spesso dalla sua bocca. Nell’introduzione del “Magnificat. Un incontro con Maria” – un libro che definire meraviglioso non basta - Arnoldo Mondadori racconta che la Merini lo chiamava e gli dettava i versi che hanno composto questo piccolo capolavoro. Lui poteva essere in riunione, a cena, su un taxi, nella notte, all’alba, appena la sentiva prendeva carta e penna e scriveva quello che lei dettava. Versi di una precisione sconcertante che non correggeva mai. Alda Merini è un mondo. Lo è ancora, lo è anche adesso che ha lasciato la terra. Perché quello che ha scritto lo ha scritto ieri, ma quello che è scritto da lei è anche oggi, ed è domani. Deve essere un processo lento e inesorabile quello che mette il poeta a contatto diretto con la Poesia. Deve essere come farsi sbucciare. Strato dopo strato. Fino alla polpa. E accogliere.

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Di Loris (del 28/10/2009 @ 09:45:53, in Laboratori e Incontri, letto 1417 volte)

"Giornalisti in erba" è un laboratorio pomeridiano - dedicato ai ragazzi delle medie - che si svolgerà a Rimini. Ma partiamo dicendo cosa non è questo corso: non è un “corso professionale”, una introduzione prematura al “mestiere” di scrivere sui giornali. Per entrare nel mondo del lavoro infatti non c’è fretta, ma il fascino del giornalismo non ha età. E con le notizie ci si può anche divertire, imparando anche a difendersi da esse  Difendersi? Proprio così. Il fatto è che con i giornali e con l’informazione, in genere, si devono fare i conti tutti i giorni: le notizie ci bombardano, arrivano da ogni parte, dalle più impensate. E così forse è il caso di capirci qualcosa in più, da subito: cos’è una notizia, perché una cosa è una notizia e un’altra invece no, perché dobbiamo stare attenti alle “bufale”...

I nostri ragazzi sono al centro di un bombardamento mediatico del quale magari non ci rendiamo conto: non ci sono soltanto i quotidiani (che a volte entrano anche in classe) infatti, ma anche i “giornalini”, la televisione, i radiogiornali, e poi internet… Forse un filtro potrebbe essere di qualche utilità.

Questo corso per “giornalisti in erba” parte dall’idea che si debba avere un approccio chiaro sin da subito con la “notizia”. E poi, beh, scrivere è uno dei piaceri della vita, e raccontare in chiave giornalistica le cose che succedono o il mondo che ci circonda permette di avere una prospettiva personale molto diversa da quella a cui siamo abituati. Senza dimenticare l’aspetto collaterale non trascurabile che aiuta ad acquisire uno stile di scrittura più logico ed essenziale, chiaro e preciso.

Ma “Giornalisti in erba” è soprattutto un momento di gioco e di divertimento. Sfogliando i giornali, sottoponendosi a test e prove di abilità, realizzando vere e proprie interviste e piccole “inchieste”, fino ad arrivare, nel corso delle otto “lezioni”, alla realizzazione di un vero e proprio giornalino, dall’invenzione della testata agli argomenti, dalla scelta delle fotografie alla stesura dei testi. Un giornalino cartaceo che sarà anche pubblicato, sfogliabile on line, sul sito internet dei corsi del Laboratorio.

Che cosa si farà al corso “Giornalisti in erba”? Sempre in maniera giocosa, innanzitutto si familiarizzerà con il giornale cartaceo in tutte le sue parti: gli articoli e le rubriche, le interviste e i commenti… Si scopriranno i vari elementi che compongono una pagina (il titolo dell’articolo, le fotografie, le didascalie, ecc.). E poi si arriverà, gradualmente, a capire come “entrare” nella notizia, a rispondere senza perdersi per strada alle cinque fatidiche domande (Chi? Come? Dove? Quando? Perché?) che fanno di una persona qualsiasi un vero giornalista. Altro che gioco da ragazzi!

Chi cura il corso “Giornalisti in erba”? Il corso è tenuto da Loris Pironi, giornalista professionista, direttore responsabile del settimanale di economia “Fixing” e di due diversi siti internet, e da Simona Bisacchi Lenic, giornalista pubblicista, responsabile del Settore Cultura del periodico riminese Chiamami Città, e scrittrice. Loris Pironi in vent’anni di attività ha collaborato a lungo con Il Resto del Carlino, quindi è stato per quasi dieci anni redattore del quotidiano La Voce di Romagna. “In tutto questo tempo – racconta – ho accompagnato decine di ragazzi nei loro primi passi nel mondo del giornalismo”. Simona Bisacchi Lenic all’attività giornalistica affianca quella di scrittrice, il suo primo romanzo “Setalux” (Barbera editore, Siena) è stato candidato al 51° Premio Bancarellino. Da tre anni tiene laboratori di scrittura creativa – o meglio di tutto ciò che di bello si può fare con le parole, dalle favole alle canzoni - rivolti a ragazzi delle scuole elementari e medie, inoltre collabora a progetti legati alla scrittura, al mestiere di scrivere e alla promozione della lettura.

Il laboratorio si svolgerà nella sede dell’associazione culturale Laboratorio di Myriam di Rimini (vicolo Gioia 8, in centro storico, dietro alla Coin) ogni giovedì, dal 29 ottobre al 17 dicembre, dalle 17.15 alle 18.30.

Per informazioni e iscrizioni Laboratorio di Myriam tel. 0541.24138 (dal lunedì al sabato ore 10-12.30 e 17-19.30. Martedì solo mattina) - – http://parolefantasia.wordpress.com/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Di Simona (del 26/10/2009 @ 09:59:23, in Letture e spettacoli, letto 2526 volte)

Ho finito da poco l'ultimo libro di Christiane Singer, un'autrice straordinaria. Tra riflessioni, cronache personali e racconti d'altri tempi, c'è un passo che mi ha colpito particolarmente. Un passo in cui Christiane descrive così il potere della parola: "Fino a oggi nelle notti più cupe della mia vita sono sempre state le parole  che mi uscivano senza sosta dalla bocca a tessere per ore una sorta di luce che mi impediva di cadere nell'abisso della morte. Sono le centinaia di versi e tutte le pagine di prosa imparati a memoria che abitano in me ad avermi resa una scrittrice. Spesso scrivendo non faccio altro che seguire la scia luminosa della lingua che cattura da sé ciò che oso appena pensare e dire. Seguire questa lingua ha nobilitato la mia esistenza"

da "Ultimi frammenti di un lungo viaggio" di Christiane Singer (Sonzogno editore)

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Di Simona (del 23/10/2009 @ 12:18:26, in Diario, letto 1059 volte)

Autori che ci ricordano che la libertà è una conquista che ha dei costi... Libri che ci dicono sognate ma non dimenticatevi di "agire" per realizzare i vostri sogni... Questa è la letteratura scandinava. Ed è così che me l'ha raccontata in un'intervista Emilia Lodigiani, fondatrice della casa editrice Iperborea  che si dedica in maniera straordinaria a questa narrativa. L'intervista completa uscirà a novembre nella rubrica dedicata a libri, letture e lettori che tengo su Fixing.

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Di Loris (del 16/10/2009 @ 16:47:14, in Laboratori e Incontri, letto 1144 volte)
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Di Simona (del 15/10/2009 @ 19:53:25, in I miei articoli su Fixing, letto 1221 volte)
È innegabile che il mondo sia pieno di storie. Di fatti eccentrici. Di persone esuberanti. Nonostante i problemi e la devastazione di certe giornate, c’è ancora qualcosa di gaio e genuino che si aggira per le strade. C’è ancora qualcuno capace di un’esistenza semplice - nel senso più positivo del termine - e di una bella risata, alla faccia di tutto e tutti. La stravaganza della realtà è ovunque intorno a noi, a volte manca solo lo sguardo giusto per coglierla. Ma c’è chi ci riesce, come Andrea Vitali. E ci riesce così bene da riuscire pure a raccontarla, a percepire così attentamente l’ironia e i meccanismi un po’ matti della quotidianità da racchiuderli in libri di successo come Olive comprese (Garzanti, 2006), Il segreto di Ortelia (Garzanti, 2007) e il recente Almeno il cappello (Garzanti, 2009). Ma il dottor Vitali - medico di base del comune di Bellano - non si ferma qui. Reinventa la vita quotidiana, rendendo le storie che incontra un momento della memoria. “Le mie storie partono spesso da cose che mi raccontano o sento in giro - spiega lo scrittore - In ambulatorio incontro tante persone, parlo con loro e molti personaggi nascono così”. Andrea Vitali è un fiume in piena di aneddoti, soprattutto riguardanti il personaggio di Graziella Vastità: “Esiste veramente! Ha un altro nome ma è davvero una mia paziente. L’ho ribattezzata così per la vastità dei suoi glutei: non ha curve, ha veri e propri tornanti e quando viene da me unisce due sedie per sedersi più comodamente. L’ho incontrata 20 anni fa e ho capito subito che mi avrebbe dato grandi soddisfazioni perché quando le chiesi se suo figlio fosse nato a termine, lei mi rispose di no, che era nato in ospedale. Io non la corressi, né le spiegai cosa volevo dire così lei continuò a parlare liberamente modificando le parole e il loro senso a suo piacimento. Fino a parlarmi della tintura d’odio o di vacanze sul mar Tirrenico”. Altra particolarità di Vitali sono i nomi dei personaggi. Tra le sue pagine s’incontrano Eufrasia, Idreno, Vereconda... “Il calendario di frate Indovino è stata la mia prima lettura e fonte inesauribile di nomi. Poi mi diverto a dare ai personaggi nomi che li raccontino, che racchiudano le loro caratteristiche: in Almeno il cappello nel parlare di una madre di 7 figli mi è venuto spontaneo chiamarla Estenuata!”. E proprio in Almeno il cappello racconta la storia di una sgangherata banda di paese che tenta di trasformarsi nel corpo musicale Bellanese, negli anni del fascismo. Qual è il suo rapporto con la musica? “Quando ero giovane ho fatto parte della banda del mio paese. Mi era stato assegnato il trombone ed ero negato, però volevo rimanere nella banda perché era l’unico modo per uscire di sera, allora un amico mi ha consigliato di far finta di suonare. E così ho fatto finché ci riuscii”.
da Fixing n. 36 - 2009
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Di Loris (del 09/10/2009 @ 18:17:18, in un po' di rassegna stampa..., letto 1262 volte)
Da La Voce di Romagna di giovedì 8 ottobre 2009

RIMINI – (ac) La scuola è iniziata da un po’ e anche l’associazione culturale Laboratorio di Myriam (nel centro storico di Rimini) ha riaperto già da un mese le accoglienti porte del suo giardino d’infanzia, dove i bambini dai 3 anni insieme alle maestre giocano, suonano, impastano il pane, disegnano, fanno teatro, preparano l’orto e accudiscono i loro simpatici animaletti (un coniglietto nano, i pesciolini rossi, le cocorite e un inseparabile).
Ma se la mattina è dedicata ai più piccolini, nel pomeriggio il Laboratorio di Myriam ospita corsi rivolti ai bambini dai 6 anni.

Parte mercoledì 21 ottobre “Parole e fantasia” laboratorio dedicato a “tutto ciò che di bello si può fare con le parole” tenuto da Simona B. Lenic, scrittrice e giornalista. Un laboratorio che l’anno scorso ha portato alla creazione di una vera e propria rivista patinata, spettacoli per burattini, un telegiornale - di sole buone notizie! – e alla composizione di una canzone. E siccome il laboratorio di Myriam ha anche un corso di teatro per ragazzi, basandosi sulle loro improvvisazioni i bambini hanno scritto un soggetto e girato un video per lo spettacolo, portato poi in scena dai loro coetanei. Il laboratorio si svolge ogni mercoledì dal 21 ottobre al 23 dicembre dalle 17.15 alle 18.30.

Venerdì 23 ottobre partirà anche il “Il teatro dei ragazzi” laboratorio rivolto a ragazzi delle scuole elementari e medie tenuto dall’attrice e regista Stefania Succitti. Dopo lo spettacolo “L’isola di Ness-Uno” che ha segnato il loro divertente esordio, lo scorso giugno l’allegra compagnia si è cimentata in “Non è un paese per tutti” andato in scena in un teatro vero - al Mulino di Amleto di Rimini – davanti a un pubblico di 120 persone.
Il laboratorio si svolgerà a partire dal 23 ottobre ogni venerdì dalle 17 alle 18.30

Infine, partirà giovedì 28 ottobre la novità di quest’anno: il laboratorio “Giornalisti in erba” tenuto da Loris Pironi, giornalista professionista direttore del settimanale “Fixing”, e da Simona Bisacchi Lenic, scrittrice e giornalista. Attraverso la realizzazione di una rivista, il corso - rivolto ai ragazzi delle scuole medie - ha l’obiettivo di far capire come nasce e come va trattata una notizia, ma anche come va letta nella giusta maniera.
Il laboratorio si svolgerà ogni giovedì, dal 29 ottobre al 17 dicembre, dalle 17.15 alle 18.30. Info 0541.24138.
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Di Simona (del 02/10/2009 @ 13:11:30, in Laboratori e Incontri, letto 1070 volte)
Ricomincio con "Parole e fantasia"! Il laboratorio in cui io e i bambini - o i ragazzi, perché dagli 11 anni tanto bambini non sono più - ci incontriamo per dar libero sfogo alla fantasia, ricordandoci però che anche la fantasia ha le sue regole... Soprattutto quando deve essere condivisa con gli altri e quindi comprensibile, "fruibile" diremmo noi adulti. Insomma, un laboratorio dove immaginazione e creatività sono protagoniste e noi ci divertiamo a inventare e raccontare. Ma né a me né ai bambini piacciono granché le storie senza capo né coda. Così anch'io servo a qualcosa perché devo stare attenta che non si perdano!
Il corso inizierà mercoledì 21 ottobre (dalle 17.15 alle 18.30 al Laboratorio di Myriam di Rimini) e non vedo l'ora di ricominciare! Anche perché i ragazzi dell'anno scorso mi hanno lasciato un gran bel ricordo.
Abbiamo inventato favole insieme, mi hanno fatto ridere mettendo su dei veri e propri spettacoli di marionette e ancora di più raccontando i momenti più divertenti delle loro giovanissime - ma comunque intense! - esistenze (cosa non sono capaci di combinare dei bambini in un maneggio...).
Abbiamo redatto Orange!: non un semplice giornalino ma una rivista patinata a tutti gli effetti con articoli dedicati a cucina, storia, natura e tempo libero. Abbiamo montato il Tg 6 Contento, un telegiornale completo fatto di sole buone notizie ripreso e riversato su dvd. E abbiamo anche inciso una canzone scritta dai ragazzi! Abbiamo passato un pomeriggio a comporre il testo. Anzi, ci tengo a precisare che sono stati i bambini a decidere cosa dire e a chi dedicarla (credetemi, io avevo proposto la mamma o il compagno di banco, non certo me stessa!). Chiaramente per rispettare la rima - e per un animo gentile di cui certi bimbi sono dotati - mi hanno fatto tutti i complimenti possibili... Il tutto anche grazie alla collaborazione di Loris Pironi, direttore del settimanale Fixing, e al contributo tecnico – e chitarristico – di Maurizio “Muro” Vettraino. Infine, dato che il gruppo di teatro per bambini del Laboratorio di Myriam - tenuto dall'attrice e regista Stefania Succitti - aveva bisogno di una storia da portare in scena, abbiamo pensato di mettere la nostra penna a loro disposizione, così basandoci sulle loro improvvisazioni abbiamo buttato giù un soggetto da rappresentare e un video di accompagnamento allo spettacolo “Non è un paese per tutti” (andato in scena alla presenza di oltre 120 persone al Mulino di Amleto di Rimini, un teatro vero!).
Insomma, tra collaboratori importanti e impegno dei bambini io ho fatto ben poco. Ho dovuto giusto ricordare l'educazione ogni tanto (la fantasia non prescinde dal rispetto verso gli altri!). E svelare qualche "segreto" da narratore in erba quando la fantasia non veniva fuori perché era rimasta impigliata tra le immagini della play station. Un lavoro che invece non ho fatto da sola - ci siamo dovuti dar da fare insieme, io e i bambini - è stato quello di sciogliere la timidezza, la paura che quello che pensiamo possa essere così sciocco o banale da non valer la pena di essere raccontato. Insegnanti, genitori, zii e baby sitter, ditelo ai vostro ragazzi che niente di quello che abbiamo dentro è banale, o scontato, solo che a volte non sappiamo esprimerlo e usiamo sempre quelle stesse quattro parole perché sono le uniche che sappiamo, le uniche che non ci vergogniamo di dire. A presto!
Il laboratorio si svolgerà ogni mercoledì dal 21 ottobre – per un totale di 10 incontri - dalle 17.15 alle 18.30.
Info e iscrizioni Laboratorio di Myriam vicolo Gioia 8 Rimini tel. 0541.24138 (dal lunedì al sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 17 alle 19. Martedì solo mattina).

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Di Simona (del 17/09/2009 @ 16:38:33, in Letture e spettacoli, letto 1317 volte)

Tiempo y silencio, gritos y cantos, cielos y besos, voz y quebranto

Tiempo y silencio, Cesaria Evora

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