Immagine
 copertina... di Admin
 
"
Il resto vi verrà chiaro lungo il cammino – aggiunse in fretta il vecchio – Leon, ricordati che il Cuore ama, non condanna. Matt, la Mente sa fare giuste domande ma raramente trova buone risposte. Joshua, la Fantasia non deve mai dimenticare la realtà. E tu Sfaira, tu sarai l’unica in grado di comprendermi”.

Setalux
"
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Simona (del 07/12/2009 @ 12:51:49, in I miei articoli su Fixing, letto 3569 volte)
“Il Natale non è un Natale che si rispetti, senza regali”. Inizia con questo inno al consumismo un libro non del secolo scorso ma di quello prima ancora. Era il 1867 quando Jo March  – la più irruenta delle “Piccole donne” tratteggiate da Louisa May Alcott – pronuncia questa frase così attuale. Il libro della Alcott poi prenderà tutta un’altra piega. Ma il mondo di oggi no. E Natale è fatto anche - si spera non “soltanto” - di regali.
Personalmente apprezzo i doni che richiedono un minimo di tempo e dedizione, in cui si vede che per dieci minuti o dieci giorni quella persona ha pensato a te. E tra tutti i regali che si possono fare, comprare e costruire, quello che quest’anno non dovrebbe mancare in nessuna casa è una bella risata! Ridere di gusto, con gli occhi appannati per le lacrime, con la bocca che lascia uscire quel rumore - poco attraente - di respiro che manca. Una risata che non risolve i problemi, la crisi e l’influenza, ma che almeno dà un’energia nuova per affrontare sempre le stesse cose. Una risata che non è voler far finta che tutto vada bene, è piuttosto un serbatoio a cui attingere per costruire un po’ di ordine nella tormenta quotidiana. Ma ridere non è così facile. Bisogna staccare il pensiero e niente è più difficile che smettere di pensare. Eppure, per riuscire a impacchettare una risata e metterla sotto l’albero il modo c’è. Ognuno deve trovare il suo, a seconda della persona che ha accanto, dei suoi gusti e del suo carattere. Considerati tutti questi aspetti, il mio personalissimo metodo è prendere una bella carta da pacchi colorata e avvolgerla intorno al libro giusto. Possibilmente un buon libro. Un libro d’autore.
Non c’è bisogno di buttarsi sui comici televisivi per ridere leggendo. Provate a dare un’occhiata a Stefano Benni: da poco è uscito “Pane e tempesta” ma se conoscete qualcuno che ancora non ha letto “Bar Sport” (Feltrinelli) metteteglielo sotto l’albero e gli basterà fare la conoscenza della Luisona - la pasta esposta nella vetrinetta trasparente da tempi immemorabili - per spacchettare una bella risata. Storie decisamente più femminili quelle raccontate da Stefania Bertola, che riesce a fare ciò in cui il cinema da anni fallisce, commedie romantiche che fanno ridere per davvero: da “Ne parliamo a cena” a “Biscotti e sospetti” fino al più recente “La soavissima discordia dell’amore” (Tea). Infine, c’è una risata che val la pena scatenare in ogni appassionato lettore: una bella risata con “Zia Mame” di Patrick Dennis (Adelphi). Un libro scritto (benissimo) negli anni Cinquanta ma per il quale non sembra essere passato un giorno. La storia è di un’attualità eterna, i personaggi non sono figli dell’età contemporanea, sono figli di domani, così alla moda, così aperti, così ironici che le pagine scorrono tra risate incontrollabili, un sorriso sbalordito davanti alla raffinatezza del narratore e un innato affetto verso zia Mame, eccentrica, esuberante, pazza, intellettuale, determinata. Candida e folle quel tanto da riuscire a fare di ogni piccolo o grande dramma un nuovo inizio. Dopo aver conosciuto una così, nulla vi sembrerà più tanto strano. Nemmeno un Natale con baci, brutte giacche e bigliettini al posto dei regali.

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Simona (del 01/12/2009 @ 12:17:34, in Letture e spettacoli, letto 955 volte)

"Practiced are my sins
Never gonna let me win...
Under everything, just another human being.
I don’t wanna hurt, there’s so much in this world to make me bleed..."
Pearl Jam, Just breathe

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Simona (del 18/11/2009 @ 12:07:10, in Letture e spettacoli, letto 1381 volte)
La follia è una costruzione culturale, sosteneva Foucault. Questo è il perno intorno cui ruota “Stravaganza” un testo teatrale di Dacia Maraini, scritto nel 1986 e oggi portato in scena nei teatri italiani da Claudio Misculin e dalla sua Accademia della Follia.  A raccontarci qualcosa in più di questo spettacolo è proprio la scrittrice Dacia Maraini.  
“Stravaganza” racconta la storia di cinque malati di mente, della loro esistenza, tra timori e relazioni personali, dentro e fuori dal manicomio. Qual è il confine tra follia e stravaganza?
“Lo spettacolo nasce da una serie di inchieste che feci prima della Legge Basaglia e dalla Legge Basaglia stessa, che portò alla chiusura dei manicomi. Spesso in questi posti i matti si costruivano: il più delle volte erano solo persone depresse ma quello che accadeva in quelle prigioni li segnava per tutta la vita. Come è accaduto ad Alda Merini, che ha conosciuto il manicomio più duro, quello con le sbarre alla finestra, ma alla fine ne è uscita e questa esperienza terribile non le ha impedito di scrivere cose meravigliose”.
Il ritorno dei protagonisti alle proprie case comporta l’esclusione, il rifiuto e anche la paura. Eppure nel finale c’è un riscatto dato dalla speranza di qualcosa di diverso.
“I protagonisti della storia, che non sono dei veri e propri pazzi ma delle persone stravaganti, dopo la Legge Basaglia devono tornare dalle rispettive famiglie dove si accorgono di essere stati ormai sostituiti, sono esclusi o addirittura temuti. E quando capiscono che quella non è più casa loro, decidono di unirsi, di andare a vivere insieme. La creazione di luoghi in cui stare insieme - in cui i malati psichiatrici vengano trattati come gli altri malati e non come dei prigionieri - era ciò che la Legge Basaglia si auspicava ma che in realtà è stato realizzato solo in pochissimi posti in Italia. I protagonisti vengano riscattati da loro stessi, dalla loro scelta di non restare con chi li tratta come delinquenti: se si controllano le statistiche emerge che il 99% dei delitti vengono compiuti da persone cosiddette ‘normali’, che non sono mai state in manicomio e che mai avresti considerato capaci di uccidere o fare stragi”.
Per la prima volta “Stravaganza” viene portato in scena da una compagnia composta per lo più da ex pazienti psichiatrici. Come è stato lavorare con l’Accademia della Follia?
“Sono ragazzi molto bravi. Ho lavorato in prima persona con loro e sono rimasta davvero colpita dalla loro straordinaria disciplina. Li distingue il fatto che sul corpo portano il segno di questa malattia e questo rende lo spettacolo molto credibile, toccante”.
Per respirare follia oggi non è necessario incontrare dei malati psichiatrici. Quali sono secondo lei i gesti folli che si possono vedere nel mondo cosiddetto “normale”?
“Considero follia l’aggressività verbale, la deriva linguistica. Il fatto che le persone comuni ma anche i politici si insultino apertamente indica un profondo squilibrio, qualcosa che non dovrebbe assolutamente essere considerato normale”.
È quindi folle privare la parola del suo valore …
“Purtroppo c’è una forte spinta culturale a svuotare di ogni significato la parola, che invece è un grande strumento di critica, di comunicazione e di cambiamento. Fortunatamente gli scrittori ancora tentano di salvare questo valore”.


Articolo (p)Link Commenti Commenti (1)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loris (del 13/11/2009 @ 17:24:35, in un po' di rassegna stampa..., letto 1307 volte)
di Carlotta Frenquellucci

Al via al Mulino di Amleto di Rimini la quarta, e probabilmente ultima, stagione de "La Nube di Oort - Transiti di nuovo teatro". La rassegna, nata per osservare il transito del "nuovo teatro", propone sette spettacoli caratterizzati dalla spiccata carica innovativa e dalla indubbia qualità, con alcune incursioni particolari nel mondo della musica.  Si parte il weekend del 7 e 8 novembre con "Cose dell'altro mondo - diario dal Congo", con Teodoro Bonci del Bene, attore riminese che ha studiato alla scuola di Mosca del celeberrimo maestro Stanislavskij. Sabato 14 novembre il Mulino ospiterà la compagnia Libero Fortebraccio Teatro in "Iago", concerto scenico di Roberto Latini e Gianluca Misiti. Il 21 novembre "Sul confine", di e con Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti e Alessandro Tedeschi: in equilibrio tra drammaturgia e coreografia l'incubo di due uomini proiettati oltre il ricordo. Sabato 28 novembre "Si l'ammore no", di e con Elvira Frosini e Daniele Timpano (Kataklisma - amnesiA vivacE), finalista al Premio Tuttoteatro.com 2008. Sabato 5 e domenica 6 dicembre si gioca in casa con "Mani in alto...!!!" (Banyan Teatro) per la regia di Gianluca Reggiani, l'Odissea di un uomo qualunque alle prese con il desiderio e l'ambizione di riuscire a realizzare se stesso nella società in cui vive. Domenica 13 dicembre va in scena Fever 103° di NicoNote, performance che prende il nome da una lirica di Sylvia Plath. Un "concerto per voce, cd, dischi e laptop" con musiche e testi di NicoNote ma anche di tante "guest star" da Elvis Presley a Robert Schumann per la musica, da Shakespeare a Yeats per la letteratura. La stagione si chiude sabato 19 (ore 21.1) e domenica 20 dicembre con la prima assoluta di "Nato da donna" (Compagnia Extra Q), spettacolo che trasporta gli archetipi di quattro eroine del mito ai nostri tempi. Ideato e diretto da Stefania Succitti che ne ha curato i testi, lo spettacolo vede in scena Julia Alimasi, Lara Balducci, Simona Bisacchi, Emanuela Neri e Stefania Succitti. La scrittrice riminese Simona B. Lenic per l'occasione ha scritto un testo originale dedicato a Teti. A gennaio (8,9 e 10), infine, un fuori programma con la compagnia Banyanteatro-Lab in "I Lunatici" ideato da Marco Bianchini e Roberto Peruzzini. Lo spettacolo, tratto dal romanzo di Ermanno Cavazzoni "Il poema dei lunatici", racconta la storia tra sogno e realtà di Ivo Savini che ispirò Federico Fellini per "La voce della luna".
Gli spettacoli hanno inizio alle ore 21.15. Info e prenotazioni tel. 0541.752056 - info@banyanteatro.com

da Chiamami Città 624 RIMINI - Notizie cultura - mer 04 nov 2009

 

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 

I libri hanno un loro fascino nascosto tra le pagine. Ma hanno anche un fascino esteriore, un loro modo di apparire che può catturare l’attenzione o incuriosire. A volte è un titolo che ci colpisce subito. L’immagine di copertina che ci rimane impressa. O un formato particolare. E se passeggiando per la libreria vi è capitato di adocchiare dei libri dall’aspetto snello, quasi slanciato da quanto stretto e lungo, allora avete avuto il piacere di incontrare i frutti della casa editrice Iperborea. Questi libri dall’aspetto particolarissimo contengono un tesoro prezioso e spesso ancora da scoprire: la letteratura del Nord Europa,  un mondo scandito da un ritmo tutto suo, un’umanità possente e tenera, autori e storie che prima del 1987 – anno di nascita della casa editrice Iperborea – in Italia erano quasi totalmente sconosciuti. Come mi ha raccontato la fondatrice Emilia Lodigiani.
Come è nata l’idea di creare una casa editrice “dedicata” alla letteratura del Nord Europa?
“L’idea è nata 23 anni fa da una passione personale. Ho avuto un primo approccio con la letteratura medievale del nord Europa, attraverso lo studio di Tolkien su cui avevo scritto un saggio ("Invito alla lettura di Tolkien" Mursia, nda). Poi ho avuto un vero e proprio colpo di fulmine per Karen Blixen, che pur essendo danese scriveva in inglese e riuscivo quindi a leggerla. In quegli anni vivevo a Parigi e ho cominciato a cercare autori nordici nelle librerie, fino a scoprire la Bibliothèque Nordique di Saint-Geneviève specializzata in questa letteratura. Quando sono tornata in Italia ho però scoperto con dispiacere che gli autori nordici contemporanei non erano pubblicati e i classici erano quasi introvabili. Così nel 1987 ho partecipato alla Fiera di Francoforte con un progetto che prevedeva la pubblicazione di dieci dei più grandi autori nordici: non solo me li hanno concessi ma sono stati felici che qualcuno finalmente si interessasse a loro seriamente”.
Quali sono le peculiarità della narrativa proveniente da questi paesi?
“Ogni libro e ogni autore ha una sua storia. È però possibile cogliere alcune caratteristiche tipiche della letteratura del Nord Europea. Innanzitutto una grande fiducia nella narrazione, che ha una doppia origine: le saghe, ancora oggi vive e conosciute nei paesi scandinavi, tanto che in Islanda bambini giocano a Eric il Rosso; e la Bibbia, che in molti paesi è stato il primo esempio di narrativa. È spesso presente anche il tema ecologico: in nord Europa le persone vivono in mezzo a una natura forte e violenta, a cui si deve rispetto ma verso cui si prova anche un profondo senso di appartenenza. Ritroviamo inoltre l’importanza della storia, come ricerca delle proprie radici. E anche l’aspetto sociale, perché non dimentichiamoci che si tratta di paesi che hanno realizzato l’eguaglianza sociale e hanno raggiunto la parità uomo-donna un secolo prima di noi”.
Nei vostri libri non mancano nemmeno personaggi paradossali.
“Questo ha una triplice causa. Primo, uno dei difetti della società nordica è il pericolo di grande conformismo, non è un caso che gli intellettuali si oppongano alla società proprio per fuggire all’uniformità diventando spesso esseri estremi, capaci di creare a loro volta personaggi un po’ fuori. Il secondo motivo è da ricercare nell’alcool che è una frequente valvola di sfogo alla cappa di controllo personale, sociale e religioso che vige in questi paesi. Infine, influiscono anche i miei gusti personali, in quanto a me piacciono molto questi personaggi un po’ folli”.
Quali sono i libri adatti per iniziare un viaggio nella narrativa nord europea?
“Consiglierei i libri che hanno ottenuto un seguito di pubblico più vasto. L’anno della lepre di Arto Paasilinna, che racconta un viaggio attraverso la Finlandia in cui si incontrano tutti i gruppi sociali scandinavi. Un altro libro è La vera storia del pirata Long John Silver di Bjorn Larsson, in cui nonostante la trama avventurosa è forte l’approccio etico. Qui la libertà viene descritta come una conquista che ha dei costi e questo nella letteratura nordica è un passaggio molto importante: la realizzazione dei sogni è un lavoro faticoso, che comporta anche negoziazioni, ma che alza il livello umano dell’essere”.
Quali sono i capolavori che un lettore non dovrebbe perdersi?
“I libri che amo sono davvero tantissimi. “L’oratorio di Natale” di Goran Tunstrom, “Scrittura cuneiforme” e “La casa della moschea” di Kader Abdolah e “Il medico di corte” di Per Olov Enquist. Ci sono però anche giovani davvero molto interessanti come Johan Arstad, autore di “Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?” un libro che è piaciuto moltissimo a Paolo Giordano (Premio Strega per “La solitudine dei numeri primi” nda). Inoltre da quest’anno abbiamo inaugurato una collana dedicata ai gialli, a cui oggi si dedicano tantissimi autori per descrivere le difficoltà del nostro tempo ”.
Le lingue del nord Europa sembrano particolarmente difficili e poco diffuse, come viene affrontato il problema della traduzione?
“In una casa editrice che pubblica solo libri tradotti da altre lingue deve esserci una cura spasmodica per la traduzione. In alcune lingue, come lo svedese, ci sono tanti e bravi traduttori, mentre per il finlandese e l’islandese non ce ne sono più di due o tre e questo comporta che ci siano pochi libri tradotti da queste lingue. Però in realtà, fatta eccezione per il finlandese, le lingue scandinave non sono così difficili: per chi conosce bene inglese e tedesco sono piuttosto facili da imparare. È però importante sottolineare che sono lingue piuttosto povere di vocaboli quindi la traduzione in italiano comporta un lavoro di ampliamento del vocabolario, anche perché mentre la letteratura scandinava non ha paura della ripetizione, da noi non è ammessa”.

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Simona (del 03/11/2009 @ 21:02:27, in Diario, letto 1293 volte)

Non so cosa sia l’ispirazione. Non so come fa un personaggio a prendere quell’aspetto, quel nome, quelle movenze strane che hanno gli esseri umani nei libri. L’ispirazione è un attimo. Una specie di pensiero che prende forma di parola o immagine e per venire alla luce, per essere comunicato anche agli altri, si serve di uno strumento – sempre imperfetto – che è l’artista, lo scrittore, l’inventore… Sì, lo strumento è imperfetto, perché gli esseri umani sono imperfetti. Ma ci sono strumenti che il destino ha affinato con tanta cura da farli diventare parole vive. Alda Merini non prendeva ispirazione da qualcosa o da qualcuno, Alda Merini era ispirazione. Le parole erano dentro di lei, ammassate in strati di voci, le partivano da dentro e uscivano dalla sua penna o ancora più spesso dalla sua bocca. Nell’introduzione del “Magnificat. Un incontro con Maria” – un libro che definire meraviglioso non basta - Arnoldo Mondadori racconta che la Merini lo chiamava e gli dettava i versi che hanno composto questo piccolo capolavoro. Lui poteva essere in riunione, a cena, su un taxi, nella notte, all’alba, appena la sentiva prendeva carta e penna e scriveva quello che lei dettava. Versi di una precisione sconcertante che non correggeva mai. Alda Merini è un mondo. Lo è ancora, lo è anche adesso che ha lasciato la terra. Perché quello che ha scritto lo ha scritto ieri, ma quello che è scritto da lei è anche oggi, ed è domani. Deve essere un processo lento e inesorabile quello che mette il poeta a contatto diretto con la Poesia. Deve essere come farsi sbucciare. Strato dopo strato. Fino alla polpa. E accogliere.

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loris (del 28/10/2009 @ 09:45:53, in Laboratori e Incontri, letto 1319 volte)

"Giornalisti in erba" è un laboratorio pomeridiano - dedicato ai ragazzi delle medie - che si svolgerà a Rimini. Ma partiamo dicendo cosa non è questo corso: non è un “corso professionale”, una introduzione prematura al “mestiere” di scrivere sui giornali. Per entrare nel mondo del lavoro infatti non c’è fretta, ma il fascino del giornalismo non ha età. E con le notizie ci si può anche divertire, imparando anche a difendersi da esse  Difendersi? Proprio così. Il fatto è che con i giornali e con l’informazione, in genere, si devono fare i conti tutti i giorni: le notizie ci bombardano, arrivano da ogni parte, dalle più impensate. E così forse è il caso di capirci qualcosa in più, da subito: cos’è una notizia, perché una cosa è una notizia e un’altra invece no, perché dobbiamo stare attenti alle “bufale”...

I nostri ragazzi sono al centro di un bombardamento mediatico del quale magari non ci rendiamo conto: non ci sono soltanto i quotidiani (che a volte entrano anche in classe) infatti, ma anche i “giornalini”, la televisione, i radiogiornali, e poi internet… Forse un filtro potrebbe essere di qualche utilità.

Questo corso per “giornalisti in erba” parte dall’idea che si debba avere un approccio chiaro sin da subito con la “notizia”. E poi, beh, scrivere è uno dei piaceri della vita, e raccontare in chiave giornalistica le cose che succedono o il mondo che ci circonda permette di avere una prospettiva personale molto diversa da quella a cui siamo abituati. Senza dimenticare l’aspetto collaterale non trascurabile che aiuta ad acquisire uno stile di scrittura più logico ed essenziale, chiaro e preciso.

Ma “Giornalisti in erba” è soprattutto un momento di gioco e di divertimento. Sfogliando i giornali, sottoponendosi a test e prove di abilità, realizzando vere e proprie interviste e piccole “inchieste”, fino ad arrivare, nel corso delle otto “lezioni”, alla realizzazione di un vero e proprio giornalino, dall’invenzione della testata agli argomenti, dalla scelta delle fotografie alla stesura dei testi. Un giornalino cartaceo che sarà anche pubblicato, sfogliabile on line, sul sito internet dei corsi del Laboratorio.

Che cosa si farà al corso “Giornalisti in erba”? Sempre in maniera giocosa, innanzitutto si familiarizzerà con il giornale cartaceo in tutte le sue parti: gli articoli e le rubriche, le interviste e i commenti… Si scopriranno i vari elementi che compongono una pagina (il titolo dell’articolo, le fotografie, le didascalie, ecc.). E poi si arriverà, gradualmente, a capire come “entrare” nella notizia, a rispondere senza perdersi per strada alle cinque fatidiche domande (Chi? Come? Dove? Quando? Perché?) che fanno di una persona qualsiasi un vero giornalista. Altro che gioco da ragazzi!

Chi cura il corso “Giornalisti in erba”? Il corso è tenuto da Loris Pironi, giornalista professionista, direttore responsabile del settimanale di economia “Fixing” e di due diversi siti internet, e da Simona Bisacchi Lenic, giornalista pubblicista, responsabile del Settore Cultura del periodico riminese Chiamami Città, e scrittrice. Loris Pironi in vent’anni di attività ha collaborato a lungo con Il Resto del Carlino, quindi è stato per quasi dieci anni redattore del quotidiano La Voce di Romagna. “In tutto questo tempo – racconta – ho accompagnato decine di ragazzi nei loro primi passi nel mondo del giornalismo”. Simona Bisacchi Lenic all’attività giornalistica affianca quella di scrittrice, il suo primo romanzo “Setalux” (Barbera editore, Siena) è stato candidato al 51° Premio Bancarellino. Da tre anni tiene laboratori di scrittura creativa – o meglio di tutto ciò che di bello si può fare con le parole, dalle favole alle canzoni - rivolti a ragazzi delle scuole elementari e medie, inoltre collabora a progetti legati alla scrittura, al mestiere di scrivere e alla promozione della lettura.

Il laboratorio si svolgerà nella sede dell’associazione culturale Laboratorio di Myriam di Rimini (vicolo Gioia 8, in centro storico, dietro alla Coin) ogni giovedì, dal 29 ottobre al 17 dicembre, dalle 17.15 alle 18.30.

Per informazioni e iscrizioni Laboratorio di Myriam tel. 0541.24138 (dal lunedì al sabato ore 10-12.30 e 17-19.30. Martedì solo mattina) - – http://parolefantasia.wordpress.com/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Simona (del 26/10/2009 @ 09:59:23, in Letture e spettacoli, letto 2212 volte)

Ho finito da poco l'ultimo libro di Christiane Singer, un'autrice straordinaria. Tra riflessioni, cronache personali e racconti d'altri tempi, c'è un passo che mi ha colpito particolarmente. Un passo in cui Christiane descrive così il potere della parola: "Fino a oggi nelle notti più cupe della mia vita sono sempre state le parole  che mi uscivano senza sosta dalla bocca a tessere per ore una sorta di luce che mi impediva di cadere nell'abisso della morte. Sono le centinaia di versi e tutte le pagine di prosa imparati a memoria che abitano in me ad avermi resa una scrittrice. Spesso scrivendo non faccio altro che seguire la scia luminosa della lingua che cattura da sé ciò che oso appena pensare e dire. Seguire questa lingua ha nobilitato la mia esistenza"

da "Ultimi frammenti di un lungo viaggio" di Christiane Singer (Sonzogno editore)

Articolo (p)Link Commenti Commenti (1)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Simona (del 23/10/2009 @ 12:18:26, in Diario, letto 982 volte)

Autori che ci ricordano che la libertà è una conquista che ha dei costi... Libri che ci dicono sognate ma non dimenticatevi di "agire" per realizzare i vostri sogni... Questa è la letteratura scandinava. Ed è così che me l'ha raccontata in un'intervista Emilia Lodigiani, fondatrice della casa editrice Iperborea  che si dedica in maniera straordinaria a questa narrativa. L'intervista completa uscirà a novembre nella rubrica dedicata a libri, letture e lettori che tengo su Fixing.

Articolo (p)Link Commenti Commenti (2)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loris (del 16/10/2009 @ 16:47:14, in Laboratori e Incontri, letto 1006 volte)
Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23

Ci sono 79 persone collegate

Bookmark and Share


< dicembre 2018 >
L
M
M
G
V
S
D
     
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
           

Cerca per parola chiave
 

Titolo
Breve bio (1)
Diario (18)
Flying on line (13)
I miei articoli su Fixing (120)
Laboratori e Incontri (34)
Letture e spettacoli (20)
Progetti per le scuole (3)
Setalux e i suoi protagonisti (7)
un po' di rassegna stampa... (8)

Catalogati per mese:
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018

Gli interventi più letti

Ultimi commenti:
Bellissimo!!!!!!
23/11/2018 @ 04:19:40
Di MARIA CRISTINA STEFANELLI
Quasi poetico! La se...
14/11/2018 @ 18:22:12
Di Anonimo
Meraviglia Simo!Graz...
30/06/2017 @ 17:38:53
Di Loretta

Simona B. Lenic
Simona B. Lenic
Crea il tuo badge

diventa fan di Simona Lenic

Titolo
copertina (1)

Le fotografie più cliccate

Titolo
Ti piace questo blog?

 Fantastico!
 Carino...
 Così e così
 Bleah!





15/12/2018 @ 08:28:53
script eseguito in 69 ms