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Il resto vi verrà chiaro lungo il cammino – aggiunse in fretta il vecchio – Leon, ricordati che il Cuore ama, non condanna. Matt, la Mente sa fare giuste domande ma raramente trova buone risposte. Joshua, la Fantasia non deve mai dimenticare la realtà. E tu Sfaira, tu sarai l’unica in grado di comprendermi”.

Setalux
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Simona (del 25/06/2011 @ 15:30:10, in Diario, letto 1586 volte)

Che questo fine settimana sia per tutti speciale.
Se c’è un raggio di sole – ne basta anche uno soltanto – vale qualsiasi cosa, purché fatta all’aria aperta.
Rotolatevi nell’erba con un pallone. Leggetevi un libro su uno scoglio. Camminate sulla spiaggia, dentro l’acqua o su un prato (possibilmente a piedi nudi, grazie). Arrampicatevi su un ciliegio, mettete una piantina nei vasi, imparate a usare una canoa o fissate immobili un tramonto, e respirate! Respirate aria che non sia contenuta tra quattro mura.
Se l’autostrada non si è ancora trasformata da ponte tra mondi a fila di sudore e rassegnazione, prendete la macchina e via. Partite per il lago, il mare o l’Appennino. Cantate a squarciagola Vasco e i Pearl Jam mentre raggiungete la meta. Assaporatevi Keith Jarrett e i Sigur Ros mentre i fanali scivolano sulla notte.
E se non c’è sole. Se il vento rende sabbia un pomeriggio al mare. Se la pioggia ha reso buio il vostro giorno libero. Rifugiatevi sotto un portico con gli amici e raccontatevi quelle cose stupide che vi hanno sempre fatto ridere.
Se non lo avete mai fatto, fatevi un bagno in mare con la pioggia che vi picchetta sulla faccia.
Se non lo avete mai fatto, correte e saltate nelle pozzanghere mentre il cielo vi bagna.
Dedicatevi una sera a lume di candela. Oppure chiamate gli amici, e tirate fuori pictionary, tabu o la Wii. Se avete bisogno di solitudine, fatevi un bagno caldo con le luci soffuse, un whisky per gli intenditori, un iPod per gli astemi.
E tutti, proprio tutti, non fatevi influenzare dal tempo ma usatelo.
Godetevi il freddo sotto le coperte.
Godetevi il caldo sotto le stelle.

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Di Simona (del 19/06/2011 @ 08:00:47, in I miei articoli su Fixing, letto 1290 volte)

 

Domenica 19 giugno. Ultimo giorno di Mare di Libri. Qualcuno potrebbe immaginare stand che cominciano a essere sbaraccati. Tanti ospiti e amici già con un piede sul treno. Ma se avete l’idea di un ultimo giorno fiacco e sottotono, dovrete ricredervi guardando il programma di oggi.
La domenica mattina del Festival riserva subito una vera e proprio chicca: l’incontro con Anna Fine, scrittrice inglese conosciuta in tutto il mondo, nonché autrice di “Mrs. Doubtfire” che al cinema aveva il volto di Robin Williams (Sala dell’Arengo, 11.30). E se Anna Fine parlerà di famiglia, l’autrice scandinava Seita Parkkola affronterà il tema dellascuola (Castelsismondo ore 10), Giuseppe Brillante quello dell’ecologia (Sala degli Archi, ore 10) e Telmo Piovani con Federico Taddia quello dell’evoluzione (Sala del Giudizio del Museo, ore 11.30).
Atmosfera decisamente anni Settanta quella che si respirerà con Sofia Gallo, che racconterà ai ragazzi di oggi le passioni, i contrasti e i viaggi di un adolescente di allora (Sala del Giudizio del Museo, ore 16.30).
Due debutti importanti quelli che verranno presentati alla Sala degli Archi, alle 18, protagoniste saranno Barbara De Gregorio e Gaya Rayneri,autrici rispettivamente di “Le giostre sono per gli scemi” e “Pulce non c’è”.
Una “Smisurata preghiera” concluderà la quarta edizione di Mare di Libri. Uno spettacolo, un libro, un concerto tutto in un solo evento tributo a Fabrizio De Andrè, con Massimiliano Lepratti, musicista e autore del libro “De André in classe” accompagnato da Marco Belcastro e Roberto Benatti (Teatro degli Atti, ore 21).

Da San Marino Fixing

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Di Simona (del 18/06/2011 @ 08:00:08, in I miei articoli su Fixing, letto 1362 volte)

L’unità d’Italia, lo stato di salute del fantasy e tante tematiche contemporanee non lasceranno tempo per la noia a chi accorrerà a Mare di Libri sabato 18 giugno, la difficoltà sarà semmai scegliere tra i tanti incontri.
Ne segnaliamo soltanto alcuni, di questo intenso programma.
Lia Levi e Bruno Tobia parleranno di Giuseppe Garibaldi, prendendo spunto dai loro libri, per raccontare il fascino e il coraggio di questo uomo e delle sue imprese ai ragazzi dagli 11 anni. Ma non sarebbe male vedere anche qualche adulto in platea perché di eroi così non se ne sa mai abbastanza (Sala dell’Arengo, ore 10). Stessa ora, ma luogo e tematica diversa quella che verrà affrontata alla Sala del Giudizio del Museo, dove Fabio Geda e Antonio Ferrara racconteranno le storie difficili di ragazzi che hanno conosciuto la realtà del carcere minorile ma che anche grazie ai loro istruttori non hanno perso la voglia di sperare, ricominciare r riparare.
“E non finisce mica il fantasy” è il titolo dell’evento che attraverserà questo genere letterario che racchiude in sé mille mondi, tra modelli immortali, idee di oggi e aspettative future, di cui parleranno Luca Tarenzi, Maurizio Temporin e Luca Crovi (Sala degli Archi, ore 15).
L’etica della scienza è il grande tema affrontato in “The frozen boy”di Guido Sgardoli, che leggerà alcuni stralci del suo libro accompagnato dal pianoforte all’Istituto Musicale Lettimi (ore 18). L’Europa dell’Est al tempo dei regimi comunisti accomuna Vanna Vannuccini, autrice di “Al di qua del muro. Berlino 1989” e Pierdomenico Baccalario, autore di “Lo spacciatore di fumetti” (Sala dell’Arengo, ore 18).
Bisognerà invece aspettare le 23 e recarsi al Ponte di Tiberio per immergersi nella notte del festival, “Sulle tracce del Divoratore”. Un appuntamento riservato ai più temerari, per scoprire il lato misterioso – e alquanto inquietante – di questa città dall’apparenza solare ma che assume tinte ben diverse ne “Il divoratore” romanzo – e vero e proprio caso editoriale - della riminese Lorenza Ghinelli.

Da San Marino Fixing

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Di Simona (del 17/06/2011 @ 15:12:42, in I miei articoli su Fixing, letto 1463 volte)

 

Manca pochissimo al taglio del nastro di Mare di Libri, il festival dei ragazzi che leggono, in scena nel centro storico di Rimini dal 17 al 19 giugno.
Una rassegna annunciata su Facebook da un vero e proprio calendario dell’avvento, che ogni giorno proponeva ad amici e fan piccoli estratto dai libri presenti al festival. E stralcio dopo stralcio, il gran giorno è arrivato portando con sé grande fermento nella città, ma soprattutto grande emozione e aspettative tra i ragazzi che finalmente potranno incontrare i loro idoli e scoprirne magari di nuovi.
“Un eroe del nostro tempo” inaugurerà il festival: l’evento dedicato a Giovanni Falcone vedrà protagonisti Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso nella strage di Capaci,e Luigi Garlando autore di “Per questo mi chiamo Giovanni”, presentati dal giornalista Carlo Annese (venerdì 17 giugno, ore 15, Teatro degli Atti). Sempre nel pomeriggio di oggi si svolgerà l’unico incontro interamente rivolto agli adulti, “Ti racconto il presente”, una tavola rotonda dedicata alla capacità che la narrativa per ragazzi odierna deve avere di raccontare la realtà, affrontando anche le storie più tragiche, più scomode, senza trascurare la sensibilità e la passione dei loro giovanissimi interlocutori. Interverranno Anna Antoniazzi, Paola Capriolo, Fabio Geda, Beatrice Masini (Sala dell’Arengo, ore 17). Un appuntamento rivolto ai ragazzi ma che potrebbe ottenere un grande successo anche tra chi ragazzo non lo è più da un bel po’ è “Capitano, mio Capitano!”, dove l’esperto di letteratura per ragazzi Antonio Faeti e l’illustratore Fabian Negrin si confrontano sulla figura e l'opera del sempre amatissimo Emilio Salgari (Castel Sismondo, ore 16.30).
Grande attesa per lo spagnolo Jordi Sierra i Fabra e il suo “Kafka e la bambola viaggiatrice” (Museo della Città, Sala del Giudizio, ore 18), e per la nostrana Cecilia Randall, l’autrice della saga “Hyperversum” e di “Gens Arcana”, un fantasy ambientato nella Firenze di Lorenzo il Magnifico (cortile della biblioteca, ore 18).
E tra cacce al tesoro, aperitivi con gli autori e mostre, la prima giornata del festival si concluderà con un reading – o meglio, una maratona di lettura – a tutto fantasy nel suggestivo cortile di Castelsismondo (ore 22.30). Tutti “Stregati dalla luna” in attesa di un altro giorno a Mare di Libri.

Il programma completo dell'evento lo trovate qui

Da San Marino Fixing

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La Storia antica non si impara solo su manuali e annali. La Storia a volte diventa un romanzo. E quando l’autore ama l’epoca di cui scrive, quando l’autore conosce benissimo il tempo di cui scrive, si può permettere di inventare personaggi, mettere in primo piano situazioni marginali – fittizie o indimostrabili ma che potevano esistere tra le innumerevoli pieghe della grande storia - e attraverso piccole fantasie farci entrare nello spirito dell’epoca, nella sua ideologia, nel suo dramma più profondo, per dimostrare a tutti che la storia non è una placida lista di eventi accaduti troppo tempo fa.
L’Anabasi di Senofonte può trasformarsi da fucina di versioni di greco, da far tradurre agli studenti del classico, a una grande avventura piena di passioni e intrighi, se si pensa che all’epoca di Ciro - e dei tremila mercenari da lui assoldati - Senofonte aveva vent’anni, era bello come un dio greco, capace di innamorarsi perdutamente, di combattere senza risparmiare una goccia di sangue, ed era anche capace di tradire, miseramente. Ed è così che lo racconta Valerio Massimo Manfredi che con L’armata perduta riscrive l’Anabasi con uno stile leggero, quasi cinematografico, e la riscrive per mano di una donna che in una notte decide il suo destino, lascia tutto per seguire Senofonte senza nemmeno sapere la sua lingua, e lo accompagna e lo sostiene fino alle estreme conseguenze. L’Anabasi diventa così un viaggio epico, testimonianza di un mondo, di una maniera di vivere e scegliere, che coinvolge anche chi con la Storia ci ha sempre litigato. Il fascino della Storia non è contenuto nella guerra, non si placa nei patti e nelle alleanze. Il fascino della Storia non è solo nelle sue conseguenze, nei suoi modelli, ma anche nelle sue intenzioni, nei suoi imprevedibili risvolti, nella sua umanità. La Storia ci racconta che ci sono stati giorni in cui un milione di persiani erano polvere davanti a trecento spartani se a comandare i trecento c’era Leonida. La battaglia delle Termopili è un’impresa che mozza il fiato e non è meno potente se contenuta in un buon romanzo invece che in un saggio. Ne Le porte di fuoco Steven Pressfield non tradisce il suo valore storico ma con un sapiente intreccio tra verità storica e fiction ne sottolinea l’eccezionale portata, rendendola fruibile e permettendo di coglierne il profondo valore anche a chi non è mai stato un appassionato di storia. Perché la Storia è di tutti, anche di chi non ricorda le date, anche di chi non deve insegnarla, anche di quelli che non sono obbligati a studiarla.

Da Fixing n. 22

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Di Loris (del 23/05/2011 @ 17:27:23, in Flying on line, letto 1257 volte)


Finalmente è on line il numero 5 di Flying, il giornale "che esce solo quando ne ha voglia" realizzato interamente dai ragazzi del laboratorio "giornalisti in erba" (sempre meno in erba, numero dopo numero). In copertina questa volta la musica, in tutte le sue declinazioni.
Come sempre cliccate sulla copertina per sfogliare il giornale. Buona lettura!
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Di Simona (del 13/05/2011 @ 15:45:30, in Diario, letto 1707 volte)
Questo post contiene – assolutamente e senza alcuna vergogna – messaggi promozionali.
Il fatto è che la golosità è il vizio più dolce in cui si può cadere. E tra tutte le cose golose a disposizione su questa terra, io scelgo pizza e gelato (e piada naturalmente, o mi tolgono la cittadinanza riminese).
Ora, si dà il caso che due miei amici si sono armati di coraggio, latte e farina, per aprire un panificio e una gelateria bio. Considerando la simpatia degli imprenditori, considerando che venderanno le mie golosità preferite, io non posso non fare pubblicità. Quindi, prendete penna e taccuino, l’iPhone o il palmare, e segnate bene: domenica 15 maggio, alle 18, al Borgo Sangiuliano di Rimini ci sarà una bella festa con buffet e gelato per l’inaugurazione di Crosta e Muliga e di Dolceneve Bio. Se avete voglia di una merenda ci vediamo lì, così potete provare delle cose buone, scoprire (se già non lo sapete) che salute e golosità non sono nemici, e conoscerete pure dei ragazzi che si danno davvero da fare.
Quante cose in una sola domenica…
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Di Simona (del 10/05/2011 @ 20:36:33, in I miei articoli su Fixing, letto 1351 volte)

I libri sanno cosa sia la realtà. Si servono di idee, storie, indagini per mostrare l’andamento di un tempo sempre più confuso: il nostro. Forse è sempre stato così. Forse non esiste nulla di più difficile da comprendere di quello che si sta vivendo. Eppure bisogna tentare. Solo capendo – comprendendo, come in un grande abbraccio – si può davvero risolvere. O meglio, si può intraprendere un cammino che porti alla soluzione. Non è quindi un caso che uno dei temi portanti del 24° Salone internazionale del libro di Torino – in programma al Lingotto dal 12 al 16 maggio - sia il “futuro prossimo”, ovvero “questioni irrisolte che richiedono analisi rigorose”.
Giornalisti, scrittori, filosofi affronteranno i grandi punti interrogativi che segnano (e sfregiano) la contemporaneità, nel tentativo di capire l’oggi e dall’oggi partire per una semina di nuovi gesti e nuove consapevolezze, che daranno frutto domani.
Il procuratore antimafia Pietro Grasso parlerà di crimine organizzato, Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo – autori di “Vandali. L’assalto alle bellezze d’Italia” (Rizzoli) punteranno i riflettori sulle ombre nella gestione dei beni culturali, mentre Lorenzo Pinna partendo dal suo “Autoritratto dell’immondizia” (Bollati Boringhieri) affronterà la scottante questione dei rifiuti. Ma non solo, ci saranno incontri dedicati alla scuola con Paola Mastrocola (autrice di “Togliamo il disturbo”, Guanda), alla situazione degli operai nei tempi della crisi con il giornalista Antonio Sciotto, all’immigrazione con il magistrato Paolo Borgna (autore di “Clandestinità”, Laterza), e alla fuga dei cervelli con il sociologo canadese Derrick De Kerckhove, a testimonianza di una cultura che non vive sospesa in una torre d’avorio ma che impasta le sue mani nella realtà per indagare, informare, proporre spunti di riflessione e per non permettere a nessuno di poter dire “ma io non lo sapevo”.
Le tematiche messe in gioco dal Salone del libro non riguardano solo i lettori più o meno accaniti, non riguardano un circolo eletto di intellettuali, né si rivolgono a vecchi dandy nostalgici dal vocabolario forbito. Queste tematiche riguardano tutti, per il semplice fatto di essere membri di una società caratterizzata – inevitabilmente – anche da queste problematiche.
Leggere non significa solo appassionarsi a un romanzo. Leggere significa appassionarsi alla realtà, sentirsi parte della realtà, e procurarsi gli strumenti giusti – conquistare un nuovo modo di pensare e agire - per arrivare un giorno a cambiarla questa realtà.

Da Fixing n. 18

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Di Simona (del 20/04/2011 @ 17:09:25, in Laboratori e Incontri, letto 1411 volte)

“Anite nella vita e nella letteratura” questo è il nome dalla serata a cui parteciperò domani, giovedì 21 aprile, a Cesenatico. Devo ammettere che quando l’organizzatrice Elisa Mazzoli mi ha invitato ho pensato che mi volesse tra il pubblico e non vicino a due scrittrici come Lia Celi e Paola Zannoner. Invece sarò proprio insieme a loro, per parlare dell’indimenticabile Anita Ribeiro da Silva e di tutte quelle donne che nemmeno se ne accorgono ma le assomigliano tanto.
Informazioni, tempi e luoghi dell’incontro si trovano qui

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Di Simona (del 13/04/2011 @ 15:35:28, in I miei articoli su Fixing, letto 1930 volte)
Nell’ultimo mese sono stata molto a scuola. In particolare, un laboratorio di scrittura creativa mi ha riportata alle elementari.
Tutto ha avuto inizio con un articolo scritto per Fixing, dedicato agli anziani nel mondo della letteratura. Un articolo che ha spinto una maestra di Cattolica a contattarmi per un laboratorio dedicato alla memoria e ai suoi custodi a noi più vicini, i nostri anziani, i nonni dei bambini.
Nel caso qualcuno avesse dei dubbi, confermo che a scuola si va sempre per imparare qualcosa, anche quando non hai più l’età per essere uno scolaretto, e anche quando stai dalla parte opposta della cattedra rispetto a quando avevi nove anni. E se le maestre sono la guida dei bambini, i bambini sono gli insegnanti di tutti i maggiorenni che entrano in classe. E devo ammettere che il più delle volte sono insegnanti spassosi, perché se non fosse per loro certe realtà rimarrebbero del tutto sconosciute a noi adulti. Se non fosse per loro non avrei scoperto che ci sono nonni più saggi di google. Ci sono anziani che – per il solo fatto di essere anziani – non possono avere difetti. Ci sono persone uniche come tesori in fondo al mare. Ma soprattutto ci sono bambini con una grande voglia di raccontarsi, perché a volte anche se si è molto giovani si hanno già storie importanti sulle spalle e nel cuore, e sarebbe un peccato non metterle nero su bianco, perché una volta adulti quegli stessi ricordi avranno altre sfumature, altri contorni. Crescendo si rischia di dimenticare con quali occhi si guardava il mondo da bambini, e si perde per sempre cosa pensavamo di nostro nonno, e cosa combinava di buffo la nonna. La donna che è stata bambina non si ricorda più di quando il nonno la chiamava amore della mia vita e non si ricorda della risatina che le scappava quando la nonna la incolpava dei piccoli pasticci che lei – e non la bambina – faceva in cucina.
E il bambino diventato uomo si dimentica di quanto fosse divertente stare steso sul divano col babbo e la mamma a guardare il nonno che imitava Fantozzi, tirandosi i pantaloni su su fin quasi alle ascelle. Nello stesso modo si perdono i racconti dei nonni, che sono una memoria orale che non durerà per sempre, se non ci sarà qualcuno a tramandarla. Sono preziose le parole dei nostri anziani perché ci parlano di un tempo che noi non abbiamo conosciuto e che - anche se possiamo leggerlo sui libri - acquista tutto un altro sapore quando a descrivercelo è chi lì c’era per davvero. I ricordi dei nonni sono testimonianze di un mondo che non abbiamo vissuto. I ricordi di un bambino sono il seme di un futuro che non possiamo prevedere. La scrittura non può modificare il passato e non può salvaguardare il futuro, ma può ricordarci chi siamo stati per un certo periodo e chi ci ha accompagnati per un tratto del viaggio. Azioni e conclusioni, poi, non spettano alla penna.

Da Fixing n. 13
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