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Il resto vi verrà chiaro lungo il cammino – aggiunse in fretta il vecchio – Leon, ricordati che il Cuore ama, non condanna. Matt, la Mente sa fare giuste domande ma raramente trova buone risposte. Joshua, la Fantasia non deve mai dimenticare la realtà. E tu Sfaira, tu sarai l’unica in grado di comprendermi”.

Setalux
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Simona (del 08/07/2012 @ 15:20:57, in I miei articoli su Fixing, letto 1163 volte)

 Chi ama il mare ha qualcosa di speciale che scorre all’altezza degli occhi. Ha un modo diverso di sorridere. Come l’autore svedese Bjorn Larsson, sbarcato a Rimini per partecipare al festival Mare di libri, dove ha presentato La vera storia del pirata Long John Silver (Iperborea), uno dei suoi romanzi più amati in Italia. E in un pomeriggio di sole e brezza – da vera città di mare – abbiamo parlato di pirati, mare, scrittura e gialli.
Long John Silver è un emblema della letteratura, il pirata de L’isola del tesoro di Stevenson, come è riuscito a ricostruire la vita di un mito?
“Ho dovuto rispettare il carattere e approfondire il personaggio con lealtà verso Stevenson. Ho unito gli indizi che avevo a disposizione, mettendolo però in una realtà storica, e in certi casi inventando un po’ la filologia (sorride, ndr). Stevenson ha letto Storie di pirati di Daniel Defoe per scrivere L’isola del tesoro ma in quel libro nessuno dei personaggi somiglia a Silver. È diventato il simbolo del pirata per eccellenza anche se lo stesso Stevenson diceva che era un pirata atipico”.
A cosa è legato il fascino imperituro dei pirati?
“La letteratura e il cinema hanno costruito il mito dei pirati. In realtà non erano molto affascinanti: non avevano ideali da difendere, scopi da raggiungere, e non è vero che scavavano a terra per nascondere il tesoro perché spendevano tutto e al più presto”.
C’è un punto di contatto tra lei e Long John Silver?
“La libertà. Ho cercato di scoprire perché Silver piacesse tanto nonostante fosse così cattivo. E credo che il suo successo sia legato proprio alla sua libertà. Però Silver non vede l’amicizia, l’amore, e uno così non lo vorrei nella mia ciurma”.
Che cos’è per lei la libertà?
“Per me la libertà è una barca pagata, un po’ di soldi in banca per navigare due o tre anni, nessuno che mi aspetti all’orizzonte e nessuno che mi rimpianga quando parto. Quando ho detto questo a Roma, un uomo alla fine dell’incontro mi ha detto che è bellissimo che nessuno mi aspetti all’orizzonte ma che nessuno mi rimpianga è inaccettabile! E questo è un problema dell’Italia: c’è desiderio di libertà, ma poi si è legati al cibo, alla mamma, e non si parte più”.
Quanti libri serviranno ancora per raccontare il suo rapporto con il mare?
“Per me il mare è indispensabile. Passo metà della vita in barca, ma non voglio scrivere solo romanzi dedicati al mare. Mare significa essenzialità, vivere vicino alla natura, concentrarsi, ma non ha nulla a che fare con il romanticismo di certi film o pubblicità: per raccontare il mare bisogna rompere gli stereotipi. La poesia può parlare bene del mare, ma il nocciolo della letteratura sono i personaggi e i personaggi devono scendere a terra. Per scrivere inoltre non basta l’esperienza: non sempre scrivere di ciò che hai vissuto risulta più autentico. È necessario saper scrivere.”.
Il suo ultimo romanzo I poeti morti non scrivono gialli è finalista al premio Bancarella. Non si tratta però dell’ennesimo giallo svedese…
“È un falso giallo, una critica al genere. Il giallo racconta la vita attraverso la criminalità ma la vita è anche altro: la moda del giallo svedese è destinata a scemare”.
E alla domanda se preferisce scrivere o navigare, Bjorn Larsson risponde senza esitazioni.
“Scrivere un romanzo è un’avventura frustrante perché non puoi prevedere come reagiranno i lettori, a volte è noioso e paga poco. Bisogna farlo per passione, per vocazione. Navigare, invece, è un piacere. E il piacere che dà il navigare, lo scrivere non lo dà praticamente mai”.

Foto di Roberto Grassilli

Da Fixing n. 27

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Di Simona (del 08/07/2012 @ 14:48:43, in Taccuino ripieno, letto 1120 volte)

Questo blog per me è come se fosse un vero e proprio sito.

Lo utilizzo per archiviare gli articoli e le interviste che scrivo, per condividere progetti o incontri riguardanti il mio lavoro.

Così per raccogliere tutto quello che qui non trova posto, ho inaugurato un nuovo blog, più personale e meno professionale: Il taccuino ripieno.

Come sempre grazie a Loris, che mi ha suggerito il titolo del nuovo blog e ha ideato e scattato la foto che lo accompagna.

 

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Di Simona (del 07/07/2012 @ 19:36:01, in Flying on line, letto 946 volte)

Quando arriva l’estate i ragazzi di Flying vanno al mare, suonano all’aperto, giocano a baseball, fanno vacanze studio, fanno stage di cucina, forse un pochino leggono, ma soprattutto si godono ogni singolo giorno senza scuola.
Prima di buttarsi appieno nelle loro vacanze, però, i ragazzi di Flying hanno preparato il nono numero della rivista.
Tra sport, videogiochi, cucina e libri, la nostra redazione Under 16 ci spiega cosa c’è di bello nella matematica, qual è la moda dell’estate, come nascono i miti e perché ancora oggi bambini – e adulti – di tutto il mondo si appassionano alle figurine.
Sul blog di Flying anche il resoconto dell'incontro che li ha visti protagonisti a Mare di Libri.
Buona lettura, magari sotto l’ombrellone!

 

Flying nasce dal corso di giornalismo dedicato a ragazzi delle medie e superiori che io e Loris Pironi teniamo presso l'associazione culturale Laboratorio di Myriam di Rimini.
Per informazioni
simonalenic@libero.it

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