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Il resto vi verrà chiaro lungo il cammino – aggiunse in fretta il vecchio – Leon, ricordati che il Cuore ama, non condanna. Matt, la Mente sa fare giuste domande ma raramente trova buone risposte. Joshua, la Fantasia non deve mai dimenticare la realtà. E tu Sfaira, tu sarai l’unica in grado di comprendermi”.

Setalux
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Simona (del 27/02/2010 @ 18:43:22, in Laboratori e Incontri, letto 600 volte)

Incontrare i ragazzi per parlare del mio lavoro è un piacere. Sentire i loro commenti e le loro curiosità è uno spasso. Lo avrò già detto mille volte, lo so. Ma non posso fare a meno di ripeterlo dopo l’incontro che ho avuto con due classi delle medie, nella luminosa biblioteca di Cesenatico. In realtà questa volta i ragazzi sono stati piuttosto silenziosi. MI ha colpito la loro timidezza. E il loro rispetto. Partecipi e zitti allo stesso tempo. Fantastici. Fantastici anche quelli che non sembravano particolarmente interessati all’incontro ma che non hanno fatto niente per distrarre i compagni, li hanno lasciati ascoltare senza disturbarli. Conosco miriadi di adulti che non sarebbero stati in grado di fare altrettanto.
E poi le prof. Le prof quando amano il loro lavoro sono uno spettacolo. Riescono in cose incredibili. Perché accompagnare gli adolescenti nel loro crescere quotidiano, rispettando le loro capacità, l'impegno e i limiti, è tra i più fondamentali dei compiti. Come si fa a non fare la ola per una professoressa che confida che ci sono dei giorni in cui non vede l’ora di tornare a casa per poter leggere i temi dei suoi alunni? La trovo una dichiarazione d’amore in piena regola. Amore per il proprio lavoro e per i ragazzi, che hanno un bisogno totale di essere ascoltati. Amore per le parole, che aiutano a raccontare qualcosa di noi, idee o dubbi, paure e soddisfazioni. Perché niente di quello che abbiamo dentro è buffo o maldestro. E perché non bisogna mai vergognarsi di fare domande. Che si vergognino quelli che non chiedono mai, perché credono di sapere già tutto!
E allora grazie per la giornata di ieri. Grazie alle bibliotecarie. Ai ragazzi. Alle prof. E grazie a Elisa Mazzoli, che ha organizzato tutto. E che subito dopo mi ha svelato il mondo avventuroso del Museo della Marineria di Cesenatico. Rifugio di alti velieri feriti ma ancora vivi. Di bauli antichi e foto di spose. Di àncore, fari e occhi segreti. Rifugio di storie passate. E di storie ancora da raccontare.

 

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Di Simona (del 12/02/2010 @ 11:52:51, in Flying on line, letto 655 volte)

Flying. E cioè “volando”. E’ il modo migliore per vedere le cose da un punto di vista differente. Il punto di vista dei ragazzi di Giornalisti in Erba, corso che ho tenuto insieme a Loris (al Laboratorio di Myriam di Rimini) e da cui è nato il primo numero di questa rivista, sfogliabile on line.
Il nome della testata è stato proposto e “disegnato” interamente dai ragazzi, che hanno scelto gli argomenti di cui scrivere seguendo il proprio gusto e i propri interessi.
In questo numero di Flying oltre agli articoli che vedete nei richiami in copertina – dedicati a parkour, vacanze studio, moda e animali – troverete rubriche di videogiochi e libri.
Cliccando sull’immagine (o sul link) si “entrerà” nel giornale: potete sfogliarlo on line come fosse di carta, cliccando col mouse sull’angolo della pagina e trascinandolo. Per ingrandire o ridurre gli articoli basta un clic, occorre solo qualche secondo di pazienza per permettere al programma di caricare la pagina desiderata. Si può anche scaricare il giornale in un file formato pdf.
Sia io che Loris siamo curiosi di sapere cosa ne pensate. A questo punto non resta che augurarvi buona lettura!

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Di Simona (del 10/02/2010 @ 15:28:22, in I miei articoli su Fixing, letto 511 volte)

“Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l'autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira”
J. D. Salinger, “Il giovane Holden” (Einaudi)

Holden Caufield è un ragazzo che viene cacciato dalla scuola e che cerca di rimandare il più possibile il momento in cui dovrà confessare tutto ai suoi genitori. Così torna nella sua città natale, New York, ma non a casa, non dai suoi, e  se ne va in giro, alla larga dalla famiglia e dalle convenzioni. Una storia semplice, datata (è stata pubblicata nel 1951) ma raccontata in maniera così originale e grandiosa da conquistare ogni anno migliaia di lettori, fino a raggiungere i 60 milioni.
A raccontarla è Jerome David Salinger. E la racconta con un linguaggio diretto, scocciato, attraverso immagini oniriche, disarmanti, tra insofferenza e jazz, fino a costruire un universo così saturo e in movimento da far dimenticare chi lo ha creato. Salinger è morto lo scorso 28 gennaio, aveva 91 anni e da quasi 50 non si faceva vedere. Si era ritirato nel New Hampshire, a Cornish, facendo perdere le proprie tracce, tanto che qualcuno si è stupito non per la morte ma per il fatto che fosse ancora vivo. Forse in pochi pensavano a Salinger, allo scrittore, al personaggio controverso che ha scelto l’isolamento, il non apparire, in maniera quasi ossessiva. Ma il suo giovane Holden non ha perso un grammo di fascino, spicca come nuovo nelle librerie, riposa sui comodini, è difficile da trovare in biblioteca e le sue frasi più belle sono sottolineate da matite di tutto il mondo. Salinger se ne è andato. Holden è vivo. Ma non solo: Holden è giovane. È giovane non di età, ma nella sua rabbia, nel modo di pensare, nelle “cose da matti” che gli succedono, come se avesse compiuto diciassette anni l’altro giorno, lui che è figlio di un tempo che a raccontarlo oggi sembra una bugia.

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