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"Nato da donna" a teatro
Di Simona (del 17/12/2009 @ 09:51:22, in Diario, letto 1202 volte)
Ho scritto un testo per uno spettacolo teatrale. Un testo dedicato alla figura di Teti, madre di Achille. Un breve testo che si inserisce in un progetto più vasto intitolato “Nato da donna”, ideato, curato e diretto da Stefania Succitti, la quale partendo dalla figure di Penelope, Cassandra e Polissena ha dato vita a una storia sospesa tra mito e realtà.
Penelope; Cassandra, Polissena; Teti. Sono acqua che sorge dal mito e che scorre anche ai giorni nostri. Sono acqua che scorre per far conoscere gesti antichi, per scoprirne di nuovi, per svelare segreti e sfatare credenze. Sono quattro personaggi femminili ancora innegabilmente attuali. Antiche memorie si fondono a immagini del presente, in un incontro-scontro tra la quotidianità e gli archetipi che queste donne rappresentano. Donne che si spogliano delle vesti di dee e eroine epiche per diventare donne mortali, per affrontare una quotidianità che pretende coraggio per essere affrontata, per affrontare i problemi e le speranze di un mondo lontano da favole antiche.

C’è Penelope, la sposa di Ulisse, simbolo della fedeltà coniugale e della caparbietà della fede, che attende suo marito. E nell’attesa racconta la sua storia di moglie e amante, ma anche di caparbia lavoratrice, di amministratrice dei beni. Una regina che difende la sua terra, che non si lascia annullare dal dolore ma decide di rimanere padrona. Prima di tutto di se stessa.

E poi c’è Cassandra, la profetessa a cui nessuno crederà.
“Volli a tutti i costi il dono della veggenza”, dice.
Un desiderio formulato non con l’intenzione di comprendere ma di comandare. In un mondo fatto da maschi, una donna infatti deve riuscire a vedere un po’ più in là per emergere. Ma una volta svelato il futuro, conosciuta la verità, Cassandra non riesce più a convivere con la falsità e con la menzogna. Tuttavia, negli abissi del mito come nella contemporaneità, chi vive nella menzogna non è pronto per ascoltare verità così scomode, e la giovane veggente diventa un’emarginata, una pazza. Attraverso un duro percorso interiore Cassandra giungerà a cogliere il senso profondo della veggenza, come consapevolezza di sé e non come potere da esercitare sugli altri. E solo allora sceglierà la verità e la vita.
Percorso inverso compirà Polissena, pronta a tutto per scappare dall’emarginazione, ossequiosa verso il potere, amata per la sua allegria e la sua spregiudicatezza, desiderata per la sua sensualità. Anche lei cerca il potere e usa la sua bellezza per soggiogare gli uomini. Ma un amore sbagliato la segnerà per sempre, obbligandola allo stesso destino tanto disprezzato della sorella.

E infine c’è Teti, un personaggio tra mitologia ed epica, la madre di Achille.
Teti ama a tal punto suo figlio da volerlo rendere un dio. Ma le sue attenzioni, il suo impegno per crescere un Uomo vero non le impediscono un unico, grande e fatale errore: Teti non lascia libero suo figlio, lo lega a sé, lo stringe così forte al tallone da non lasciarlo andare più. Riesce a formare un eroe, coraggioso e sprezzante, ma non un uomo capace di staccarsi dalla madre, non un uomo capace di resistere a una donna. Achille sa sconfiggere il più forte dei guerrieri ma non affrontare l’inganno di una donna. Con un unico, piccolo, all’apparenza insignificante gesto, Teti segnerà il destino di suo figlio.

Nel ruolo di Penelope la stessa Stefania Succitti. Nel ruolo di Cassandra Emanuela Neri, in quello di Polissena Julia Alimasi. Nei panni di Teti troverete me con il contraltare della Società interpretata da Lara Balducci. Tecnico audio e video l’indispensabile Maurizio Muro Vettraino.

In scena al Mulino di Amleto di Rimini sabato 19 dicembre (ore 21) e domenica 20 dicembre (ore 16 e ore 21) all’interno della rassegna “La nube di Oort. Transiti di nuovo teatro”.
Info e prenotazioni tel. 0541.752056 – info@banyanteatro.com


Qui, su Fixing.com, trovate il foglio di sala dello spettacolo "Nato da donna"