\\ Home Page : Articolo : Stampa
Intervista a Stefania Succitti
Di Loris (del 21/12/2009 @ 09:37:42, in un po' di rassegna stampa..., letto 1402 volte)

di Leonardo Agolanti

L’acqua è il filo conduttore dello spettacolo teatrale “Nato da donna” che farà il debutto assoluto sabato 19 dicembre al Mulino di Amleto di Rimini (ore 21, con replica domenica 20 dicembre ore 16 e ore 21), all’interno della rassegna “La nube di Oort”. L’acqua come principio femminile, che sgorga dal mito, che scorre e non si lascia afferrare, che non oppone resistenza ma può essere irresistibile. Uno spettacolo che è il culmine di un lungo lavoro sulla simbologia e sulla poesia. Che proietta ai giorni nostri quattro archetipi di donna dell’antichità.
“Nato da donna” è ideato e diretto da Stefania Succitti.
“Lo spettacolo parte dal presupposto di raccontare quattro personaggi femminili dell’antica Grecia – racconta la regista – Se queste donne antiche vivessero ai giorni nostri , ci siamo chieste, come vivrebbero? Cosa sentirebbero? Penelope aspetterebbe comunque il suo sposo, Cassandra avrebbe ancora le sue crisi esistenziali nell’anelito di modificare se stessa e il suo destino? E Polissena sarebbe ancora una seduttrice a cui interessa solo avere in pugno l’uomo? E poi Teti: quali tentativi, quali errori, compirebbe per far emergere le potenzialità, la divinità, di suo figlio Achille?”.
Il messaggio che c’è dietro “Nato da donna” è profondo. Da dove nascono i testi?
“C’è stata una ricerca approfondita sui libri dietro questi personaggi, e il testo di Teti in particolare è stato creato dal nulla dalla scrittrice Simona B. Lenic. Mi piace pensare che il cambiamento, il nuovo pensiero, siano rappresentati dal parto, quindi da un principio femminile. E questo spettacolo è un vero e proprio parto che nasce da una lunga gestazione, durata due anni, durante i quali tutti i personaggi sono cambiati radicalmente. Hanno collaborato tante persone, ciascuna ha dato qualcosa e poi ha preso la sua strada. Quindi si è formato un gruppo che ha finito per dar voce ai rispettivi archetipi”.
Cosa possiamo ritrovare oggi di Penelope, Polissena, Cassandra, Teti?
“Le sfaccettature di queste donne del mito ci sono ancora tutte. C’è la donna in carriera, la seduttrice, la madre, c’è la donna che attende l’uomo della sua vita. Ciò che mi piace è che tutte le nostre donne non subiscono il proprio destino: per esse c’è una svolta dietro l’angolo, e riescono a prendere in mano la loro esistenza. Confrontandosi con i propri mostri, i propri limiti, con tutto quello in cui la società le vorrebbe trasformare”.
Lo spettacolo s’intitola “Nato da donna”, regista e attrici sono tutte donne. Ma c’è spazio per l’uomo, almeno in platea?
“A parte il fatto che dietro le quinte c’è un lavoro preziosissimo svolto dagli uomini, a partire dal nostro tecnico audio e video Maurizio ‘Muro’ Vettraino, il fatto che voglio sottolineare è che dove ci sono tutte donne, gli uomini sono assolutamente essenziali. Noi vogliamo platee maschili. Perché i cambiamenti innescati dalle donne mettono in movimento cambiamenti ancora più significativi nell’uomo. E questo rappresenta la crescita”.
In scena un cast interamente al femminile: ci saranno la stessa Stefania Succitti (a reinterpretare Penelope), Julia Alimasi (Polissena), Emanuela Neri (Cassandra) e Simona Bisacchi (Teti) con il contraltare di Lara Balducci a simboleggiare la società

Dal free press Chiamami Città
http://www.chiamamicitta.net/1000/1904/notizie/RIMINI/Agolanti_Leonardo/articolo/Nato_da_donna_dall’acqua_dal_mito.html