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L'oceano e il pianerottolo
Di Simona (del 31/07/2009 @ 15:15:51, in I miei articoli su Fixing, letto 1100 volte)
“Oh! più felice, quanto più cammino
mi era d'innanzi; quanto più cimenti,
quanto più dubbi, quanto più destino!”
Alexandros, da Poemi conviviali, Giovanni Pascoli
...

 “In qualche punto lungo il tragitto sapevo che ci sarebbero state
ragazze, visioni, tutto; in qualche punto lungo il tragitto mi sarebbe stata donata la perla”.
 
 
Non basta attraversare l’oceano per staccarsi dal proprio pianerottolo. Bisogna andare al di là delle abitudini, dei pregiudizi e di tutto ciò che crediamo di sapere senza aver conosciuto mai. Tra tante cattedrali, ci sono piccole chiese nascoste in strade senza nome. Ragazzi in kilt che si girano verso di te e ti sorridono da sotto la cornamusa. Piazze in cui la gente canta, ti dedica una canzone e se ne va. Ci sono paesaggi che nelle foto sembravano proprio belli, che dal vivo ti tolgono il fiato e il sonno. Ci sono colori, odori e gusti che ci devi affondare gli occhi, il naso e la lingua per credere che esistano davvero. Persone che non avresti mai sperato di incontrare e ponti altissimi che non avresti mai sospettato di attraversare. Ci sono vertigini, umidità, cieli di fuliggine. E strade troppo piccole per le macchine, troppo in salita per i piedi, troppo dolci per pensare che il mondo sia solo cattivo. Basta non fare progetti, dedicarsi al presente, al “qui e ora” degli antichi. Perché non c’è nulla di più eterno del momento che stiamo vivendo.