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Lezioni di immaginazione
Di Simona (del 02/10/2017 @ 13:56:16, in I miei articoli su Fixing, letto 11 volte)

Non può esserci teatro, se non c’è immaginazione.
Sali sul palcoscenico per dar vita a un personaggio che non sei tu, ma che ha bisogno di te per esprimere se stesso e la sua storia.
Devi spostare i riflettori dalla tua esistenza e mettere tutto te stesso a disposizione di quella Desdemona, di quel Faust, o di quella Nora che si è stancata di essere trattata come una bambola.
Non c’è tempo per riorganizzare l’agenda, per chiamare in riunione i tuoi collaboratori o per preoccuparti che sta per piovere e hai lasciato i panni sul terrazzo.
Devi fermare la logica, accettare che le regole consuete che governano il tuo mondo non valgono sulla scena. E prendere in considerazione che l’impossibile abbia forti possibilità di riuscita.
Quando non si è in grado di guardare al di là della cronaca dei fatti, quando si è così ingabbiati nelle opinioni più di moda da non capire più qual è la propria, allora è il momento di prendere lezioni di immaginazione.
Potete fare un corso di teatro. Ma che sia un teatro capace di appoggiare i piedi sulla realtà e spiccare il volo per guardarla da un po’ più in alto, da un po’ più distante, da dove è possibile intuire un nuovo significato.
Oppure immaginatevi. Immaginate voi stessi, in modo differente. Guardate la vostra giornata, il vostro lavoro, il vostro modo di sopportare o arrabbiarvi, e immaginate qualcosa di diverso - di più bello, di più forte - per produrre qualcosa di diverso, di più bello, di più forte.
Seguite le indicazioni di quel genio di Albert Einstein che ancora ci suggerisce che “La logica vi porterà da A a B. L’immaginazione vi porterà dappertutto”.
E se il vostro unico credo è la scienza, ammettete che “Ogni grande progresso scientifico è scaturito da una nuova audace immaginazione”, come sottolinea il filosofo John Dewey.
A chi invece è convinto che la vera arte nasca solo dalla sofferenza, scriva sulla lavagna del proprio studio che “L’immaginazione a volte dispiega ali grandi come il cielo in un carcere grande come una mano”, parola dello scrittore romantico Alfred de Musset.
Non c’è evoluzione che non passi dall’immaginazione.
Prendete lezioni di immaginazione dai vostri figli che guidano uno scatolone e parlano con gli animali. Dalle maestre che chiedono ai propri alunni di inventare favole. Dai fiori che nascono sui marciapiedi. Dai vostri amici che vi immaginano migliori di quanto voi siate, altrimenti non si spiegherebbe perché vi vogliano così bene.
Prendete lezioni di immaginazione dall’anziana che si dondola su un’altalena del parco.
Da chi - come Joseph Conrad - sta lavorando guardando fuori dalla finestra.
Dai nonni che hanno creduto in un futuro migliore del loro.
Dai genitori che hanno pensato per voi una vita.
Non c’è limite all’immaginazione se qualcuno ha fatto di tutto per farvi capire che l’impossibile può diventare possibile, nonostante tutto.

Simona Bisacchi, da Fixing