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La moda dell'anno
Di Simona (del 27/01/2017 @ 10:05:29, in I miei articoli su Fixing, letto 301 volte)

Niente buoni propositi di inizio anno: una volta dichiarati sembra che tutto remi contro la loro realizzazione e hanno la spiacevole tendenza a trasformarsi in macigni sulle spalle. Ma guardandosi intorno, e rovistando nell’armadio della propria quotidianità e del proprio spirito di sopravvivenza, si può intuire che cosa potrebbe andare di moda in questo nuovo anno.
Si potrebbe partire con l’allegria. Mark Twain suggerisce un metodo infallibile per raggiungerla: “Il miglior modo per stare allegri è cercare di rallegrare qualcun altro”. Del resto anche Hemingway stima chi la possiede: “A rifletterci bene, i migliori sono sempre allegri. È molto meglio essere allegri, ed è anche il segno di qualche cosa: è come avere l’immortalità mentre si è ancora vivi. Una cosa complicata” (“Per chi suona la campana”).
Di gran moda - ma purtroppo una prerogativa di pochi - l’imperturbabilità. Lo diceva già Orazio, nel 30 a.C., nelle sue Odi: “Nei momenti difficili ricordati di conservare l’imperturbabilità, e in quelli favorevoli un cuore assennato che domini la gioia eccessiva”. Non facile mantenere un animo sereno mentre la pioggia arriva addosso costante e scrosciante, come sulla tegola di un tetto. Eppure, a forza di acquazzoni, potrebbe arrivare la forza di dire “chi se ne importa” e finalmente liberarsi da quel guinzaglio che spinge a lamentarsi, a essere insoddisfatti, a non sopportare chi si ha intorno, solo perché le situazioni non vanno come si vuole.
A questo si ricollega un’altra capacità che dovrebbe trovare spazio in questa stagione: la raffinata arte di cogliere il lato positivo delle persone e delle situazioni. Dato che il negativo salta subito agli occhi, il nuovo obiettivo è diventare abili ad afferrare ciò che è (tanto, a volte quasi troppo) nascosto. Ma c’è. Ha solo bisogno di essere scovato, in alcuni casi con uno sforzo degno di un commissario. Proprio come ci insegnano i gialli, è necessario andare al di là dell’apparenza e delle facili soluzioni, per scoprire la verità.
E poi c’è la pazienza, ma questa non è una scoperta di oggi: l’hanno dichiarata “santa” a furor di popolo tanto tanto tempo fa. Lev Tolstoj diceva che “Non c’è nulla di più forte di quei due combattenti là: il tempo e la pazienza”. Ormai è giunto il momento in cui senza di lei non si riesce più a fare nulla, nemmeno a trovare il parcheggio in centro.
Bisogna, però, ammettere che allegria, imperturbabilità e pazienza non sono abiti - abitudini - facili da confezionare, anche se alla moda. Mentre si lavora per realizzare capi(saldi) così regali, si può intanto indossare qualcosa di semplice, immediato, e fiducioso, come le parole di Schulz, il papà di Charlie Brown e Snoopy: “Ama l’imperfetto tuo prossimo con l’imperfetto tuo cuore”.

Simona Bisacchi
dal settimanale "Fixing"