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Tommaseo e il desiderio
Di Simona (del 14/12/2015 @ 21:37:48, in I miei articoli su Fixing, letto 809 volte)

Dicembre. Ultimo mese dell’anno.
Ci si guarda indietro e ci si chiede se quest’anno ha portato tutto ciò che si desiderava, se ci si è dati abbastanza da fare per realizzarlo, e se si è ancora in tempo per quello che si era lasciato indietro.
Difficile che ogni desiderio si sia avverato, un po’ perché questi non sono tempi dove i sogni hanno vita facile, e un po’ perché per quanto evoluti, dentro al progresso e proiettati nel mondo, ancora non abbiamo imparato a desiderare.
“Il desiderio affretta l’avvenire e crea”, Niccolò Tommaseo è molto chiaro su questo punto.
Il che significa che questo presente e questo mondo, così come li vediamo oggi, sono la realizzazione del desiderio di qualcuno. Desiderare è quindi una grande responsabilità, qualcosa da fare con attenzione, e rispetto. Allo stesso tempo, se un desiderio crea, un desiderio nuovo può creare qualcosa di diverso.
“Ogni preghiera si può ridurre a ciò: riconoscere il limite, e chiederne l’allargamento”, questa è una preghiera di due secoli fa, è il desiderio espresso da Tommaseo, ed è un pensiero che si rinnova generazione dopo generazione in chi vuole crescere, non solo esistere. Alla conquista di una libertà che sia rispetto dell’altro. “Libertà è conoscere i limiti propri e altrui; questi e quelli difendere”.
Due frasi, una rivoluzione. Tommaseo ci spinge a guardare il mondo da tutto un altro punto vista. Non ci chiede di fissare lo sguardo su un infinito lontano. Ci chiede di cercarlo nella vita di tutti i giorni, tentando di scovarlo, un passo dopo l’altro, nelle miserie umane. Sia quelle che ci appartengono, e non abbiamo voglia di ammettere. Sia quelle che scorgiamo in chi ci sta accanto, e che spesso utilizziamo per sentirci meglio, un po’ più salvi, un po’ più al sicuro. Il buon vecchio Niccolò ci spinge a guardare i nostri piedi, le nostre mani, i passi che siamo in grado di fare, e quelli che riteniamo impossibili solo perché costano una fatica immane.
Perché c’è un altro aspetto del desiderio che non viene tenuto molto in considerazione: il suo prezzo. Ogni desiderio ha un costo. Più grande è, più costa. È così nella materia. Ed è così nella vita. Nei cuori. Più si desidera essere forti, più questa forza sarà messa alla prova per aumentarla, come in un allenamento. Più si custodisce un bene prezioso, più tenteranno di afferrarlo, e gettarlo nel fango. I desideri che contengono in se stessi un valore - un valore umano, di condivisione e rispetto - sono merce rara. Richiedono impegno. “Non è coraggio senza pazienza, non è gioia senza fatica, non è forza senza dolcezza, senza umiltà non è gloria”, e lo dice un uomo che ha unito un popolo attraverso un dizionario. Ha presentato gli italiani agli italiani. Ha desiderato che gli uomini divisi in dialetti potessero essere una nazione, grazie alla loro lingua. Ha desiderato che le parole fossero dialogo, condivisione, comprensione.
E adesso, esprimi un desiderio.

Da Fixing