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A chi pensa che l’alba arrivi di sera
Di Simona (del 08/07/2015 @ 18:19:16, in I miei articoli su Fixing, letto 996 volte)

Scorrono i giorni sul calendario.
Corrono gli uomini dietro le ore.
E ancora più forte corrono i pensieri. Così, oggi è fatto di talmente tanti “domani devo”, “tra un anno accadrà”, “un giorno farò”, che se non ci fosse la data sull’agenda non sapremmo nemmeno più in che anno viviamo. Eppure anche un bambino con la testa rotonda come Charlie Brown sa che “La vita è più facile se si teme soltanto un giorno alla volta”.
Ma non è nella paura del domani il valore dei giorni. Né nella fretta. Né negli anniversari.
E allora dove si nasconde quel valore?
A volte sembra che il significato più profondo del tempo sia nell’imprevisto.
Tutto ciò che non riusciamo a calcolare, a prevedere, a meditare è ciò che ci svela a che punto del nostro viaggio siamo. Le reazione che abbiamo davanti alle situazioni imponderabili raccontano di noi più di quanto possano fare oroscopi e aneddoti d’infanzia.
E poi ci sono gli altri. Le persone che incontriamo, le persone a cui dedichiamo uno sguardo o un gesto: sono le persone che ci permettono di rendere vita il nostro tempo. È il tempo che impieghiamo a salutare, a far ridere qualcuno, a guardarlo negli occhi che permette di trasformare in perle i minuti, e spogliarsi delle spine di impazienza e frenesia che ci conficchiamo nella testa.
“Quale tempo ci regala in più Dio? Quello che noi regaliamo e doniamo agli altri, che ci torna indietro decuplicato. ‘Cerca dentro di te i giorni che non credevi di avere, cercali… Io te li ho dati’” (Roberto Benigni ne “I dieci comandamenti”).
E anche quando il calendario sembra segnare sempre lo stesso giorno, perché il tempo pare essersi fermato, e si ha l’impressione di svegliarsi continuamente in un giorno già vissuto, non bisogna lasciarsi confondere. Bisognerebbe ricordarsi che “Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno. Ma quello che accadrà in tutti i giorni che verranno può dipendere da quello che farai tu oggi” (Ernest Hemingway, “Per chi suona la campana”).
C’è chi confonde i giorni. Chi pensa che l’alba arrivi di sera. Ma non c’è sole che non sorga al mattino. Non c’è notte che non venga mozzata dall’aurora. E non c’è calendario che possa contenere il tempo.