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E'Mer. Il mare racconta la sua storia
Di Simona (del 25/02/2014 @ 10:33:04, in I miei articoli su Fixing, letto 4747 volte)

Prima che il mare diventasse Riviera, la spiaggia era solo sabbia, il porto era un approdo non scontato per i pescatori, e l’orizzonte svelava il destino delle donne, che lo scrutavano in attesa dei loro marinai. Erano gli anni che precedevano la Seconda Guerra Mondiale. Le pescivendole aspiravano a fare la cameriera per una ricca signora. Le balie dovevano spostare i bambini dal letto quando arrivavano i loro babbi a dormire. Ma già in quegli anni qualcuno immaginava una vita diversa, dove per lavorare non bisognava solcare il mare e non essere mai certi del ritorno. Una vita dove il mare si poteva guardare con i piedi nella sabbia, vendendo l’ombra ai bagnanti. Inizia così la storia di “E’ Mer. Storie del nostro mare”, portato in scena da ExtraQ Teatro per la regia di Stefania Succitti.
Lo spettacolo – a cui ho avuto il piacere di collaborare scrivendo alcuni monologhi - prende ispirazione dagli scritti di Gualtiero Gori, autore dei libri “Se dormi svegliati. Serenate, canti d’amore, di nozze e balli tradizionali”, “La barcàza” e “La società dei marinai”(Panozzo editore). La fisarmonica di Cesare Succi, le musiche originali del gruppo Uva Grisa, e due poesie di Raffaello Baldini arricchiscono come perle questo progetto dedicato alla tradizione marinara e non solo.
Di tutti i sogni che un ragazzo degli anni Trenta poteva avere, il pescatore Pnel sceglie quello di diventare bagnino. Sogna di mettere due seggiole in riva al mare, dare l’ombrellino alle signorine e preparare i sardoncini ai clienti. Ma la realtà è solo nebbia nelle ossa, un mare che ogni notte decide la tua sorte, e quelle donne a gridare il tuo nome sulla palata. Poi le notti di tempesta svaniscono nei canti dell’osteria, nelle risate ubriache, nella calma ninna nanna della balia che cresce i figli di tutti, e nelle serenate d’amore. Si smorza la malinconia e arriva l’allegria, con una partita a briscola o con due confidenze scambiate dopo aver venduto tutto il pesce. I sogni però restano. E vengono trafitti dai bombardamenti, che infilzano il cielo e le vite. Ma quella guerra che fa smettere tante esistenze, non ferma i sogni di Pnel. E arriva il tempo in cui Pnel è diventato grande, ha una spiaggia da gestire, una moglie con cui litigare e un debole per le belle donne. Č il tempo della rinascita, del sacrificio e della determinazione. Il tempo del birro, che beve zabaione a colazione, e non riesce a conquistare la “svizzerotta”. Il tempo delle sorelle Mascalzoni che della loro casa bombardata sono riuscite a fare una pensione con giardino, dove ospitano addirittura una diva del cinematografo. Č il tempo di Cagnina che vende uva candita sulla spiaggia, e dell’ingegner Calvi venuto a costruire villette dove c’erano solo dune. Il tempo in cui cameriere e gran signori si ritrovano tutti sulla spiaggia o in balera. “Una vita che a uno gli passa la voglia di morire” ammette uno sfaticato custode.
Ma i sogni di Pnel dove sono finiti oggi? I ricordi dei nonni, i loro racconti hanno lasciato un’eco più forte della loro voce? Pnel cammina sulla riva. Č anziano. Raccoglie i cannelli. E ha ancora fiato per un altro incontro…

“E’ mer. Storie del nostro mare” torna in scena sabato 1° marzo alle 21 e domenica 2 marzo alle 17, al teatro Astra di Bellaria.
Regia e adattamento teatrale di Stefania Succitti. Monologhi originali Simona Bisacchi Lenic. In scena Lara Balducci, Simona Bisacchi, Emanuela Ceccarini, Andrea Cenni, Francesco Conti, Stefano Della Rosa, Federica Fabbri, Antonella Gelsomini, Filippo Molari, Niccolò Montini, Emanuela Neri, Loris Pironi, Maurizio Vettraino.
Alla fisarmonica Cesare Succi. Tecnico luci Antonio Vanzolini. Tecnico audio Nicola Succi.
Con il Patrocinio del Comune di Bellaria e Igea Marina Ingresso € 10 Bambini fino ai 10 anni € 5 (sotto i 5 anni ingresso libero)
Per Prenotazioni Teatro Astra tel 339.4355515.

Da Fixing n. 5