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Le mille pagine della vigilia di Natale
Di Simona (del 19/12/2013 @ 15:59:06, in I miei articoli su Fixing, letto 1618 volte)

“E' la vigilia di Natale. E' la notte dei desideri. E voi potete incontrare il personaggio di un libro. Per un'ora intera, per un'ora soltanto potete parlare, passeggiare, fantasticare con il personaggio che amate di più. Chi vorreste al vostro fianco? E perché?”.
Ho scritto questa domanda su Facebook, facendo partire un piccolo sondaggio pre-natalizio.
Le risposte sono state così varie, diversificate e ben motivate, da poter tranquillamente dire che questo articolo non l’ho scritto io, ma i lettori. Quindi, grazie a tutti quelli che hanno contribuito a questo pezzo.

Se si potesse vedere a fondo, se si potesse vedere al di là del buio, e poco sopra le stelle, la notte avrebbe altri colori da mostrare, altre visioni da regalare. E se nella notte che attende il Natale, in quella notte in cui l’impossibile diventa possibile, bastasse esprimere un desiderio per incontrare chi non esiste più, chi non è esistito mai, allora lungo le vie della città si vedrebbero personaggi d’altri tempi, d’altri mondi, camminare avvolti nei loro cappotti. Se in quella notte di miracoli i sogni si trasformassero in incontri, vedremmo il ramponiere Quequeg uscire dalle pagine di Melville, lasciare il Pequod e la sua disperata caccia a Moby Dick, per aggirarsi – scuro e possente – tra le luci natalizie, accanto a un lettore che non teme la sua collezione di teste essiccate. Li vedremmo parlare. Sentiremmo i nomi di Achab e Ismaele ripetersi qua e là. E loro, tutti presi da discorsi di fiocine e balene, passerebbero incuranti davanti a un angolo tetro, a fianco di un palazzo antico, senza accorgersi di Iago, l’insidioso alfiere shakesperaino, pronto a raccontare – o tramare – nuovi inganni.
L’aria dicembrina verrebbe affumicata dalla pipa di Sherlock Holmes. E il cielo sarebbe sorvolato da Ruth, l’unico drago bianco del ciclo di Pern (di Anne Mc Caffrey). Risuonerebbero per la piazza la voce forte de “Lo hobbit” Bilbo Baggins, gli incantesimi di Gandalf, i passi irrequieti di Jo March, seguita dalle altre”Piccole donne”, e la musica sola e struggente del violinista Jeno Verga mentre suona la Ciaccona di Bach in “Canone inverso” (di Paolo Maurensig).
In questa notte di visioni e incontri impossibili, l’illusionista Celia Bowen porterebbe una lettrice ad accendere una candela all'albero dei desideri e visitare “Il circo della notte”(di Erin Morgenster). E anche se è buio, ed è inverno, non stupitevi di vedere due uomini camminare con un asciugamano al collo, sono solo Ford Prefect - di “Guida galattica per autostoppisti” - e un lettore che sa bene quanto un asciugamano possa essere fondamentale, e addirittura salvifico, in certi momenti della vita. Donne appassionate e commoventi attraverserebbero la vostra strada, la nostalgica Amaranta Buendìa di “Cent’anni di solitudine”, l’intensa Moll Flanders, la selvaggia e misteriosa Morgana, sorella di Artù in “Le nebbie di Avalon” di Marion Zimmer Bradley.
Alcuni lettori invece non li troveremmo lungo vie conosciute. Non farebbero comparire qui i loro beniamini, ma andrebbero loro a trovarli. Lettori circondati dalle montagne, a scaldarsi davanti al fuoco insieme a Heidi e suo nonno. Lettori immersi nella foresta vergine accanto a Mowgli de “Il libro della giungla”, a imparare la lingua e le usanze di un luogo così lontano da tutto. Lettori pronti a un “Viaggio al centro della terra”, a volare su una mongolfiera con il mago di Oz o a chiudersi in una soffitta con Bastiano de “La storia infinita” e sognare Fantàsia. Lettori costretti a salire su una nave per incontrare T. D. Lemon “Novecento”, perché se vuoi sapere come il pianista folle e geniale creato da Baricco vede il mondo, allora devi salire sulla sua nave, perché lui da lì non è mai sceso. Lui da lì non scenderà mai.
Alcuni, invece, vorrebbero incontrare autori che non ci sono più. Sedersi a un caffè con Hemigway. O fare domande a Saint Exupery.
Personalmente, vorrei incontrare non l’autore ma l’aviatore del “Piccolo principe”, l’uomo che nella disperazione del deserto, schiacciato da sabbia e vento, è riuscito ad accorgersi di quel bambino dai capelli biondi e a innamorarsi delle stelle.

Da Fixing n. 46