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Un anno vissuto narrativamente
Di Simona (del 29/01/2013 @ 11:52:33, in I miei articoli su Fixing, letto 1147 volte)

Un anno vissuto narrativamente lascia dietro di sé pagine e pagine di avventure, finali inaspettati, delusioni anche, ma anche grandi attese finalmente soddisfatte.
Ma nella libreria del tempo, cosa rimarrà sullo scaffale 2012?
Sicuramente verranno messi agli atti il premio Campiello vinto da Carmine Abate con “La collina del vento” (Mondadori) e lo Strega assegnato ad Alessandro Piperno e il suo “Inseparabili. Il fuoco amico dei ricordi” (Mondadori).
A livello internazionale, il 2012 sarà ricordato come l’anno del premio Nobel all’autore cinese Mo Yan, o come l’anno in cui il premio Pulitzer per la narrativa non venne assegnato? Quale dei due esiti rappresenta meglio il panorama letterario mondiale?
Addio sarà una delle parole chiave di questo anno appena concluso. L’addio a Ray Bradbury, il geniale autore di “Fahrenheit 451” e “Cronache marziane” scomparso nel giugno scorso. E l’addio di Gabriel Garcia Marquez alla scrittura, annunciato dalle persone più vicine all’autore. Un annuncio che ha sottratto al mondo quel suo realismo magico, quella poesia fatta di terra e calore.
E mentre queste due grandi stelle della letteratura salutano i loro lettori, altri autori ricompaiono sulla scena. Il 2012 è stato l’anno del nuovo libro di Paolo Giordano “Il corpo umano” (Mondadori) e il ritorno – a lungo atteso – di Piero Meldini con il suo romanzo “Italia” (Mondadori). Ma è stato anche l’anno in cui la Rowling ha affrontato il mondo narrativo senza più Harry Potter al suo fianco, senza più giovani lettori ad attenderla, buttandosi nelle librerie di tutto il mondo con “Il seggio vacante” (Salani).
Per duemilioni di italiani (e per 37 milioni di lettori nel mondo) l’anno appena concluso rimarrà segnato da cinquanta sfumature di grigio, rosso o nero. La saga erotica della scrittrice E. L. James ha sostituito il vuoto – seriale – lasciato dal candore a lieto fine di Twilight e Harry Potter, estirpando al maghetto anche il record di libro più venduto nella storia.
Il 2012 ha portato anche alla riscoperta de “Lo hobbit”di John Tolkien, grazie a un film che ci ricorda che basta snaturare un gioiellino della letteratura – trasformando le sue trecentosessanta pagine in una trilogia – per fare incassi milionari.
Migliaia i titoli proposti, le copertine esposte, le pagine sfogliate.
E intanto cresce l’attesa per le novità dell’anno appena iniziato. Attesissimo in questo 2013 l’abbasso dei prezzi dei libri (che vengono decisi dagli editori, non dagli autori), perché sono davvero pochi i libri che meritano una spesa di più di 20 euro. Attesa anche la riscoperta di vecchi libri di qualità, senza l’intervento di Hollywood. Attesa la fine degli instant book, i libri nati per raccontare le tragedie appena accadute: la suddetta tragedia non fa in tempo ad accadere che qualcuno è già lì a venderne copie. Ed è atteso, attesissimo, il piacere della lettura. Non per scovare una storia indimenticabile, o scovare per forza il libro che un giorno diventerà un capolavoro, ma per prendersi una boccata d’ossigeno tra tutti i problemi che ogni anno irrimediabilmente porta con sé. Un momento dedicato a se stessi – che sia un’ora, che siano cinque minuti prima di addormentarsi – e per un momento solo, per un momento almeno, dimenticarsi in che anno ci troviamo.

Da Fixing n.1