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Librerie e librai
Di Simona (del 24/09/2012 @ 18:47:47, in I miei articoli su Fixing, letto 1925 volte)

La parola libraio porta in sé qualcosa d’altri tempi, un’aura leggendaria, sfumature romantiche.
Si dice libraio e si pensa a qualcuno rinchiuso tra quattro mura stipate di volumi, con scaffali al posto delle pareti e un amore così smisurato per i libri da conoscere i nomi di tutti, uno per uno, come fossero figli.
Una figura quasi mitica, che però non si è estinta nel corso degli anni.
Nell’epoca degli e-book e delle librerie on line, i librai fatti di carne e ossa ancora esistono e si muovono dentro librerie fatte di mura e carta, al servizio di lettori che gironzolano tra gli scaffali, sfogliano i volumi, e si fanno un’idea del libro leggendo qualche pagina, oltre al retro di copertina o all’incipit scaricabili da internet.
In un’epoca in cui se acquisti on line ti fanno pure lo sconto, e in cui sembra che si legga pochissimo, i librai non solo esistono ma fanno un mestiere in cui competenza e preparazione contano anche più della simpatia.
Che sia la piccola bottega in cui i libri sfiorano il soffitto, che sia un ambiente ampio e pratico, la libreria di fiducia è il luogo in cui sai che puoi trovare ciò che cerchi, ma anche che puoi contare su un essere umano in grado di indirizzarti o darti un consiglio.
Avere una libreria di fiducia vuol dire poter girare liberamente, per tutto il tempo che si ritiene necessario, senza che nessuno ti osservi diffidente: il lettore vaga tra gli scaffali come un palombaro in fondo al mare, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, consapevole che non può conoscere tutto ma può almeno farsi un’idea.
Avere una libreria di fiducia significa mettersi nell’angolo dei classici, sprofondare su una sedia e leggere qualche pagina, per poi comprare tutt’altro, o anche niente.
I librai, quelli in gamba, sanno esattamente dove si trova il libro che stai cercando anche se arrivi con il titolo sbagliato. A loro non serve l’autore o la casa editrice, puoi andare da loro anche solo con un’idea, un’ambientazione, un argomento, e loro ti metteranno davanti una rosa di possibilità.
Non è facile essere librai preparati, appassionati lettori, e rimanere anche commercianti. Si corre il pericolo di trovare un buon commerciante senza passione per i libri, o ritrovarsi davanti a una libreria chiusa perché il proprietario era un gran lettore ma un pessimo commerciante.
Parlando di librerie, Antonio Castronuovo afferma che “le cose migliori le trovi negli scantinati” (Se mi guardo fuori, La mandragora editrice, 2008). Ma quando le due anime si sposano e troviamo un libraio competente, che organizza eventi per avvicinare lettori e autori, e che spende energie per un mercato che tanti danno per morto, allora – come dice Jean-Luc Nancy, in Del libro e della libreria (Cortina Raffaello, 2006) – “La libreria è una profumeria, una rosticceria, una pasticceria: un’officina di sentori e di sapori attraverso i quali si lascia indovinare, supporre, presentire qualcosa come una fragranza o come un aroma del libro”.

Da Fixing n.34