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Da Mare di Libri consigli per chi ama scrivere
Di Simona (del 03/07/2011 @ 21:14:34, in I miei articoli su Fixing, letto 917 volte)

C’è chi ama scrivere ma non trova ispirazione. C’è chi ha tante storie in testa, ma non sa da dove cominciare per buttarle giù o si blocca a metà strada. E c’è chi vorrebbe fare il grande salto che porta da scrivere a pubblicare, ma non sa da dove iniziare.
A Mare di Libri, festival dedicato alla letteratura per ragazzi che da poco si è svolto a Rimini, tre affermati scrittori italiani - Fabio Geda, Cecilia Randall e Beatrice Masini - hanno raccontato il loro modo di vivere e vedere la scrittura, dando indicazioni e consigli che possono tornare utili anche ad aspiranti scrittori.
Per l’autore di “Nel mare ci sono i coccodrilli”, Fabio Geda, scrittura e quotidianità sembrano creare un naturale intreccio. “Le mie storie nascono dalla mia vita, dal fare cose, dall’incontrare gente – rivela lo scrittore torinese – Ho lavorato come educatore occupandomi di disagio minorile per dieci anni e mi sono accorto che avevo vicino storie straordinarie, così ho cominciato a raccontarle. Mi sono scontrato con delle storie”. Esattamente come è accaduto con Enaiatollah Akbari, il ragazzo afghano protagonista del suo ultimo romanzo: l’autore lo ha conosciuto durante la presentazione di un suo precedente libro, sono diventati amici e a tre anni da quel primo incontro è uscito il libro.
Per Cecilia Randall, autrice della saga fantasy “Hyperversum”, scrivere significa invece creare mondi e personaggi fantastici, e mentre scrive ha un suo metodo per non incappare nel cosiddetto punto morto. “Comincio a scrivere dalla prima scena che mi viene in mente, che il più delle volte è il clou della storia, lo scontro – svela l’autrice - Mentre lavoro sui personaggi mi rendo subito conto se c’è uno sbocco. Se non c’è mi fermo e accantono la storia. Ma se l’entusiasmo rimane, allora vado avanti e faccio un riassunto con tutta la trama. Quando hai una trama da seguire non subisci più alcun blocco”.
Un aspirante scrittore però non cerca solo storie da raccontare, ma da pubblicare. Cosa occorre a un manoscritto per interessare un editore? Beatrice Masini, scrittrice amatissima – il suo “Bambini nel bosco” è stato il primo libro per ragazzi a rientrare nella rosa del Premio Strega – ma anche editor per la casa editrice Rizzoli, dà una risposta semplice e immediata: “Quello che cerchiamo in una storia è soprattutto l’onestà. Cerchiamo autori che conoscano quello di cui parlano”. C’è una particolare attenzione ai problemi di oggi, trattati con un linguaggio chiaro, con uno stile diretto, ma è anche importante che il dramma non dimentichi la speranza.”Oggi si ha molta voglia di storie con un lieto fine – spiega Beatrice Masini – C’è bisogno di tirare un sospiro di sollievo, perché la realtà è già troppo drammatica”.

Da Fixing n. 26