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Leggere, futuro prossimo
Di Simona (del 10/05/2011 @ 20:36:33, in I miei articoli su Fixing, letto 1376 volte)

I libri sanno cosa sia la realtà. Si servono di idee, storie, indagini per mostrare l’andamento di un tempo sempre più confuso: il nostro. Forse è sempre stato così. Forse non esiste nulla di più difficile da comprendere di quello che si sta vivendo. Eppure bisogna tentare. Solo capendo – comprendendo, come in un grande abbraccio – si può davvero risolvere. O meglio, si può intraprendere un cammino che porti alla soluzione. Non è quindi un caso che uno dei temi portanti del 24° Salone internazionale del libro di Torino – in programma al Lingotto dal 12 al 16 maggio - sia il “futuro prossimo”, ovvero “questioni irrisolte che richiedono analisi rigorose”.
Giornalisti, scrittori, filosofi affronteranno i grandi punti interrogativi che segnano (e sfregiano) la contemporaneità, nel tentativo di capire l’oggi e dall’oggi partire per una semina di nuovi gesti e nuove consapevolezze, che daranno frutto domani.
Il procuratore antimafia Pietro Grasso parlerà di crimine organizzato, Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo – autori di “Vandali. L’assalto alle bellezze d’Italia” (Rizzoli) punteranno i riflettori sulle ombre nella gestione dei beni culturali, mentre Lorenzo Pinna partendo dal suo “Autoritratto dell’immondizia” (Bollati Boringhieri) affronterà la scottante questione dei rifiuti. Ma non solo, ci saranno incontri dedicati alla scuola con Paola Mastrocola (autrice di “Togliamo il disturbo”, Guanda), alla situazione degli operai nei tempi della crisi con il giornalista Antonio Sciotto, all’immigrazione con il magistrato Paolo Borgna (autore di “Clandestinità”, Laterza), e alla fuga dei cervelli con il sociologo canadese Derrick De Kerckhove, a testimonianza di una cultura che non vive sospesa in una torre d’avorio ma che impasta le sue mani nella realtà per indagare, informare, proporre spunti di riflessione e per non permettere a nessuno di poter dire “ma io non lo sapevo”.
Le tematiche messe in gioco dal Salone del libro non riguardano solo i lettori più o meno accaniti, non riguardano un circolo eletto di intellettuali, né si rivolgono a vecchi dandy nostalgici dal vocabolario forbito. Queste tematiche riguardano tutti, per il semplice fatto di essere membri di una società caratterizzata – inevitabilmente – anche da queste problematiche.
Leggere non significa solo appassionarsi a un romanzo. Leggere significa appassionarsi alla realtà, sentirsi parte della realtà, e procurarsi gli strumenti giusti – conquistare un nuovo modo di pensare e agire - per arrivare un giorno a cambiarla questa realtà.

Da Fixing n. 18