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Libri vintage ovvero come fare regali in tempo di crisi
Di Simona (del 05/12/2010 @ 11:29:20, in I miei articoli su Fixing, letto 1928 volte)

Fare regali a volte è più bello che riceverne. Almeno secondo alcuni… Ma come si fa a fare regali in un Natale che arriva nel bel mezzo di una crisi? Ci si potrebbe, per esempio, buttare sul vintage.
Il mercato dell’usato ma tenuto bene va molto di moda anche tra i libri, tanto che dal 5 all’8 dicembre a Milano si svolgerà la Fiera del libro usato, dedicato a tutti quei romanzi, saggi o fumetti fuori commercio ma non per questo meno amati.
Per chi non riuscirà ad andare a Milano le soluzioni, comunque, non mancano. Si può ricorrere alle bancarelle che nelle piazze delle città o dei paesi mettono in mostra libri vecchi e ingialliti, quelli che hanno un odore al limite del fastidioso ma che racchiudono storie, aneddoti e saggezze da riscoprire. Se la polvere e la copertina consumata non vi sembrano abbastanza dignitosi per un regalo, allora andate tranquillamente in libreria, dove non ci sono libri usati ma sconti, offerte e tascabili che racchiusi con pacchettino e fiocco (di cui di solito si occupano i librai) fanno una bella figura.
E tra le letture vintage – libri che non sono usciti ieri ma che rimangono sempre di gran moda - non c’è che l’imbarazzo della scelta. Ci sono fumetti d’annata come Calvin e Hobbes di Bill Watterson, un autore straordinario che attraverso le avventure di Calvin, un bimbo di sei anni iperattivo, e del suo migliore amico Hobbes, una tigre di peluche che diventa viva solo quando sono soli, conduce i lettori in un mondo di spensieratezza, dove i bambini commettono piccoli disastri perché sono curiosi e ingenui, non perché hanno già imparato l’odio.
E dato che siamo tutti un po’ pirati, esploratori e corsari in un mondo che sembra piatto e cementato ma nasconde più insidie di tutti i sette mari messi insieme, ci si può buttare sui grandi classici dell’avventura senza paura di essere fuori tempo. Se vedessero a quali lotte e imprese dobbiamo far fronte ogni giorno, anche Salgari e Verne sarebbero fieri di noi.
E poi ci sono i libri di quei grandissimi che riescono a raccontare chi siamo, o chi siamo stati, servendosi della comicità e dell’ironia come Adams Douglas e Beppe Severgnini. Un’arte rara, difficile, che richiede sensibilità e umiltà, perché come disse il maestro Mario Monicelli: “È un destino crudele quello di far ridere, se ci riesci sei un buffone, se non ci riesci sei ridicolo. Ma in entrambi i casi non sarai mai considerato una persona seria”.

Da Fixing n.46