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Da Mare di Libri: incontro con Beatrice Masini
Di Simona (del 23/06/2010 @ 17:47:21, in Letture e spettacoli, letto 2422 volte)

 “Le storie fanno miracoli” scrive Beatrice Masini. E lei un piccolo miracolo lo ha fatto davvero. Quest’anno il suo “Bambini nel bosco” – edito da Fanucci - è stato candidato al Premio Strega. Una vera e propria impresa: il primo libro per ragazzi nella storia a rientrare nella rosa dei dodici finalisti.
E questa “scrittrice che fece l’impresa” è stata tra i protagonisti a Rimini della terza edizione di “Mare di libri”, il festival dedicato alla letteratura per ragazzi (non bambini, ma adolescenti!), organizzato dalla libreria Viale dei Ciliegi 17. A intervistarla la sua amica e collega Lodovica Cima, che è partita proprio chiedendo qualche impressione sull’esperienza allo Strega. “L’ho presa come un’avventura totalmente imprevista. È stato un divertimento ma non mi sono mai fatta illusioni” ha confessato Beatrice Masini. L’attenzione è stata poi rivolta interamente a quel mondo azzerato, come lo ha definito Lodovica Cima, il mondo senza passato e senza futuro tratteggiato nel romanzo.
“La prima immagine che ho avuto di questa storia è stata un gruppo di bambini sporchi, vestiti approssimativamente, che facevano giochi ripetitivi. Ci ho impiegato cinque anni per scrivere questo libro: ha avuto tutto il tempo di crescere e prendere la sua strada”.
Protagonista della storia è Tom. “All’inizio Tom assomiglia ai personaggi dei miei libri precedenti: solitario, in confronto con se stesso più che con gli altri. Poi decide di aprirsi e di diventare il capo. Un capo che vuole sostenere e aiutare, non essere un tiranno. Così diventa un eroe che si mette a servizio degli altri”.
Anche gli adulti hanno però un ruolo fondamentale. “In realtà non ne escono molto bene. Ci sono bambini sopravvissuti a una catastrofe, bambini che sono il futuro, ma gli adulti non sanno come trattarli, li tengono rinchiusi in un campo aspettando che qualcuno decida cosa farne. Tra questi adulti c’è Jonas che ha il compito di controllarli attraverso una telecamera. Ma a un certo punto si affeziona ai ragazzi, smette di sorvegliarli e comincia a osservarli. Quando scappano li asseconda e a distanza cerca di aiutarli, perché si accorge che lì dentro si stavano perdendo. È anche grazie a lui che ci potrà essere qualcosa di nuovo”.
L’oggetto magico di questa vicenda è un libro di fiabe.
“Qui le fiabe diventano uno strumento di salvezza: le letture di Tom sono un momento di condivisione, di affetto. Poi Tom smetterà di leggere e comincerà a raccontare, perché tutti abbiamo delle storie da raccontare, storie che fanno bene sia a chi le racconta che a chi le ascolta. Le storie curano, medicano”.
E per chi si chiede se questo libro che parla di tredicenni sia adatto ai tredicenni, riporto il commento di una ragazza di questa età che si è alzata dal pubblico cacciando ogni dubbio: “Questo libro è come un puzzle: ogni pezzo ti fa venire voglia di scoprire qual è il pezzo successivo”.