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Discorso intorno ai protagonisti di un libro
Di Simona (del 14/06/2010 @ 15:55:14, in Setalux e i suoi protagonisti, letto 1038 volte)

Avere a che fare con ragazzi svegli tieni in allenamento il pensiero e la capacità di riflettere.
Negli ultimi dieci giorni, due ragazzi – che hanno età diverse e che nemmeno si conoscono – mi hanno fatto delle domande sui personaggi di Setalux, il mio primo libro.
Due domande semplici, che mi hanno fatto ricordare come sono nati Joshua, Matt, Leon e Sfaira.
Un ragazzo mi diceva che non capiva perché avevo fatto parlare i personaggi subito all’inizio, perché avevo permesso loro di raccontare tanto di sé, prima ancora che la storia iniziasse.
La ragazza – una delle ragazze della redazione di Flying, del corso di giornalismo – mi ha chiesto come mai Sfaira era descritta come una magrolina, carina ma non bellissima.
I personaggi hanno una propria vita. Si presentano con una loro storia. Non sempre la capisci subito. A volte è necessario un po’ di dialogo attraverso le pagine per capire davvero chi hai tra le mani. E spesso i personaggi si vedono in un modo che non corrisponde proprio a come sono veramente.
Setalux comincia con un preludio a quattro voci perché ognuno dei quattro protagonisti è convinto di sapere tutto di sé. Ognuno di loro crede che nulla lo farà mai cambiare, perché il mondo intorno sarà sempre lo stesso e in quel mondo loro non riusciranno mai a sentirsi diversi da così. Alla ricerca della felicità sì, ma sempre un po’ fuori posto. Li ho lasciati fare, li ho lasciati raccontare, innanzitutto perché non puoi metterti tra il personaggio e la sua storia o finisci per trasformarlo in un burattino che fa solo quello che vuoi tu e questo non è proprio permesso. I personaggi devono andare per la loro strada, anche quando a te – autore - sembra la strada peggiore. Anche se ti dispiace tanto che a volte si comportino come degli imbecilli, non puoi farci niente. Non puoi mentire per loro. Né metterti al loro posto. Li devi lasciare andare.
Inoltre, quello che i personaggi di Setalux raccontano all’inizio fa capire meglio quanto cambieranno nelle duecento pagine successive.
Per rispondere alla domanda della mia giovane allieva di giornalismo, invece, come (le) ho già detto i personaggi bisogna buttarli giù così come si presentano, con bellezze e difetti. Se ti si presentano belli da mozzare il fiato, saranno belli da mozzare il fiato. Ma se ti si presentano carini, imperfetti, imprecisi, adorabilmente umani, affascinanti proprio nelle loro imperfezioni, così li devi accettare e riportare. E aggiungo una cosa. Sfaira si descrive in un modo che nelle pagine successive… Be’, qualcuno le dirà che lei non è esattamente così… Ma a quindici anni non viene spontaneo guardarsi allo specchio e trovarci qualcosa di bello.