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Il resto vi verrà chiaro lungo il cammino – aggiunse in fretta il vecchio – Leon, ricordati che il Cuore ama, non condanna. Matt, la Mente sa fare giuste domande ma raramente trova buone risposte. Joshua, la Fantasia non deve mai dimenticare la realtà. E tu Sfaira, tu sarai l’unica in grado di comprendermi”.

Setalux
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Benvenuto nel blog di Simona B. Lenic

WebLog
 
Di Simona (del 25/09/2014 @ 10:41:20, in I miei articoli su Fixing, letto 230 volte)

Tu leggi? Provate a fare questa domanda a un amico. Riformulatela a vostro piacimento a parenti e conoscenti. Vi accorgerete come una domanda semplicissima possa produrre risposte al limite dell'insidia.
Il "lettore abituale" per lo più non avrà problemi a rispondere con un sì, rivelandoti il suo genere preferito, l'ultimo libro letto e lasciandosi pure andare a qualche – non richiesto – consiglio di lettura. Le risposte più originali arriveranno, però, dai non-lettori. Alcuni ti diranno semplicemente che no, non amano leggere, perché – come è lecito – preferiscono fare altro. Ma altri no, non si limiteranno a darti una risposta: ti daranno una loro versione dei fatti...

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Di Simona (del 24/09/2014 @ 14:44:02, in Diario, letto 73 volte)

Ogni tanto su Facebook ti propongono di compilare qualche lista. Dalle canzoni che hanno accompagnato la tua esistenza ai cartoni animati che ti hanno cambiato la vita. Qualche tempo fa sono stata invitata a stilare la classifica dei miei libri prediletti. Convinta di averne lasciati fuori mille e di doverne rileggere alcuni, ecco la lista – rigorosamente a casaccio - di alcuni dei miei libri “preferiti”...

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Di Simona (del 21/07/2014 @ 16:25:00, in I miei articoli su Fixing, letto 127 volte)

Mestieri affascinanti. Lavori comuni. Attività illecite. Incarichi improbabili.
I romanzi abbondano di personaggi dalle professioni più disparate.
Chi non ha mai desiderato, almeno una volta nella vita, di diventare un disegnatore di fiordi norvegesi, nonché di pianeti su ordinazione, come Slartibartfast in “Guida galattica per autostoppisti” di Douglas Adams? E chi non si è mai sentito un degno concorrente di Benjamin Malaussene, professione capro espiatorio?...

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La potenza della parola dipende dal grado di esperienza che contiene. Quanto sarebbe scandalosa una morale praticata, invece che solo proclamata. E quale forza potrebbe contenere la trasgressione se non fosse solo ostentazione, ma ricerca effettiva di una nuova strada.
“Personalmente sono un poeta, quindi comincio a trasgredire tutte le leggi facendo della poesia. Ora sono vecchio e allora non rispetto più che le leggi della vecchiaia” così spiegava la sua personalissima trasgressione Giuseppe Ungaretti al microfono di Pierpaolo Pasolini, in “Comizi d’amore”...

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Di Simona (del 25/02/2014 @ 10:33:04, in I miei articoli su Fixing, letto 3941 volte)

Prima che il mare diventasse Riviera, la spiaggia era solo sabbia, il porto era un approdo non scontato per i pescatori, e l’orizzonte svelava il destino delle donne, che lo scrutavano in attesa dei loro marinai. Erano gli anni che precedevano la Seconda Guerra Mondiale. Le pescivendole aspiravano a fare la cameriera per una ricca signora. Le balie dovevano spostare i bambini dal letto quando arrivavano i loro babbi a dormire. Ma già in quegli anni qualcuno immaginava una vita diversa, dove per lavorare non bisognava solcare il mare e non essere mai certi del ritorno. Una vita dove il mare si poteva guardare con i piedi nella sabbia, vendendo l’ombra ai bagnanti. Inizia così la storia di “E’ Mer. Storie del nostro mare”...

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Di Simona (del 17/02/2014 @ 17:17:50, in I miei articoli su Fixing, letto 302 volte)

Sono giorni di neve. Di gente che vola, scivola e cade. Giorni in cui si mastica oro, e ghiaccio. E poi trionfi, catastrofi, velocità, imprese, occasioni perdute. Le Olimpiadi invernali sono un grande romanzo, dall’ambientazione esotica e la trama inverosimile.
La storia narra di un tempo - breve ma ciclico – in cui 88 nazioni si riuniscono all’ombra di cinque cerchi, armate solo di sci, pattini e scope (nel caso del curling). Il suo teatro è il mondo. Il suo protagonista è l’atleta. Nel breve intervallo di tempo e spazio che va dalla pista al podio, si svolgono le loro gesta imprevedibili, bizzarre ed epiche.
Tra le pagine dei Giochi di Sochi, capita di incontrare ...

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Di Simona (del 03/02/2014 @ 14:48:40, in I miei articoli su Fixing, letto 443 volte)

 Ogni favola ha una sua morale. Anche Pinocchio ha la sua. Qualcuno potrebbe obiettare che Pinocchio non è esattamente una favola. In realtà, non lo è per niente. È più che altro il viaggio del singolo alla conquista della sua umanità. Il percorso di un individuo - burattino degli eventi e del destino - che cerca la dignità di uomo. Ma poi c’è quell’elemento fantastico, quel pezzo di legno che urla quando viene levigato, quel naso che si allunga al suono di ogni bugia, e quella fata che si trasforma ma rimane sempre turchina... E allora si pensa che queste siano pagine per bambini, che la realtà sia decisamente più in là, che la vita vera sia tutta un’altra storia, non certo quella di Pinocchio. L’elemento fantastico rende sempre tutto più leggero e surreale, e permette di non spaventarsi anche se quel gatto e quella volpe ci ricordano tanto qualcuno che abbiamo incontrato. Anche se tante volte ci siamo sentiti appesi per il collo. Anche se dentro la pancia di quel pescecane abbiamo perso la speranza e siamo rinati mille volte...

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Di Simona (del 19/12/2013 @ 15:59:06, in I miei articoli su Fixing, letto 561 volte)

“E' la vigilia di Natale. E' la notte dei desideri. E voi potete incontrare il personaggio di un libro. Per un'ora intera, per un'ora soltanto potete parlare, passeggiare, fantasticare con il personaggio che amate di più. Chi vorreste al vostro fianco? E perché?”.
Ho scritto questa domanda su Facebook, facendo partire un piccolo sondaggio pre-natalizio.
Le risposte sono state così varie, diversificate e ben motivate, da poter tranquillamente dire che questo articolo non l’ho scritto io, ma i lettori. Quindi, grazie a tutti quelli che hanno contribuito a questo pezzo.

Se si potesse vedere a fondo, se si potesse vedere al di là del buio, e poco sopra le stelle, la notte avrebbe altri colori da mostrare, altre visioni da regalare. E se nella notte che attende il Natale, in quella notte in cui l’impossibile diventa possibile, bastasse esprimere un desiderio per incontrare chi non esiste più, chi non è esistito mai, allora lungo le vie della città si vedrebbero personaggi d’altri tempi, d’altri mondi, camminare avvolti nei loro cappotti. Se in quella notte di miracoli i sogni si trasformassero in incontri, vedremmo...

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Di Simona (del 21/11/2013 @ 12:25:51, in I miei articoli su Fixing, letto 285 volte)

Le barriere rendono vulnerabile chi le costruisce, non solo chi rimane chiuso fuori.
Eppure, se non costruisci un recinto il tuo bestiame scapperà, un lupo entrerà, un ladro si avvicinerà.
Ma quante sono le barriere costruite per proteggersi? E quante quelle costruite per non essere messi in discussione, per non dover fare i conti con qualcosa – o qualcuno – di diverso?
Quante sono le barriere che difendono la nostra terra?
E quante, invece, quelle che limitano i nostri pensieri? ...

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Di Simona (del 25/10/2013 @ 16:47:43, in I miei articoli su Fixing, letto 2796 volte)

Sono milioni, nel mondo, i libri che ogni giorno giacciono dimenticati sui comodini.
Copertine che collezionano polvere. Segnalibri addormentati a pagina cinquanta da tempi immemorabili. Volumi che su quel comodino hanno visto alternarsi romanzi, saggi o fumetti, tutti però solo di passaggio, perché – a differenza loro – quei libri venivano iniziati e finiti.
Quante pagine non verranno sfogliate.
Quanti capitoli non verranno mai svelati.
Quanti personaggi vivranno l’illusione di essere scelti, amati, senza sapere che ben prima della fine verranno abbandonati.
Ma queste pagine, questi capitoli, questi personaggi, a chi appartengono?
Quale libro hai iniziato e mai terminato? ...

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Di Simona (del 23/09/2013 @ 08:29:59, in I miei articoli su Fixing, letto 323 volte)

Incontrare un poeta non è un’esperienza comune. Avere la sensazione di aver assistito a un incontro memorabile lo è ancora meno.
Eppure, in una notte d’agosto, nella Vecchia Pescheria di Rimini, Sergio Zavoli ha raccolto tutti intorno alla sua poesia come intorno a un fuoco, per raccontare una dimensione così intima di sé e del suo percorso umano, prima ancora che professionale, da trasformare il pubblico in compagni di viaggi, testimoni. Fosse anche solo per una notte.
“L’infinito istante” è il titolo della raccolta di poesie che il giornalista, senatore a vita, è venuto a presentare alla rassegna Moby Cult, diretta da Manola Lazzarini. Testimonial della serata lo scrittore riminese Piero Meldini...

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Di Simona (del 06/08/2013 @ 16:17:41, in I miei articoli su Fixing, letto 480 volte)

Sarà la voglia di spensieratezza. Sarà che ciò che non c’è più provoca sempre un po’ di nostalgia. Il fatto è che dopo averli bistrattati, derisi, e nascosti in soffitta come un paio di imbarazzanti spalline, gli anni Ottanta stanno rientrando nella vita delle persone, sia di quelle che li hanno vissuti sia di chi non era nemmeno nato. Trasmissioni che ricordano “come eravamo”, serate a tema, blog, spazi radiofonici e un lento ritorno dei pantaloni a vita alta confermano che gli anni Ottanta sono “i nuovi Sessanta”: un ricettacolo di malinconie, risate, commozione e possibilità mancate. Se a Red Ronnie venisse voglia di farci un programma, il passaggio di testimone sarebbe ufficiale...

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Di Simona (del 28/07/2013 @ 08:53:17, in Flying on line, letto 532 volte)

Il valore della bellezza.
Il lato oscuro dell'umorismo.
L'aspetto comico - ma non sempre - del fare la baby sitter.
Il fascino senza tempo dei giochi di prestigio.
E tra le rubriche di libri, videogiochi, film, fumetti, ricette e sport, un nuovo spazio dedicato ai telefilm
Anche questa volta la redazione Under 18 di Flying si è data da fare ...

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Di Simona (del 24/07/2013 @ 08:22:13, in I miei articoli su Fixing, letto 442 volte)

Allontaniamoci dal mappamondo. E apriamo un libro come una mappa, puntando il dito sui luoghi citati, così come abbiamo puntato l’immaginazione sui volti dei personaggi.
Prendiamo “Il paziente inglese” – il libro di Michael Ondaatje (Garzanti), non il film di Anthony Minghella – e aggiriamoci per l’Italia. Cerchiamo le opere d’arte nascoste in santuari dimenticati. La chiesa gotica di Arezzo, gli affreschi di Piero della Francesca, la regina di Saba che conversa con il saggio re Salomone. E poi Monterchi, Cortona, Urbino, Sansepolcro, Anghiari, “cittadine-fortezze arroccate su alti promontori contese in battaglia sin dall’ottavo secolo ora (1944-1945 ndr) assalite, come niente fosse, dagli eserciti di nuovi re”. Fissiamo l’orizzonte di Gabicce Mare, come fece l’artificiere Kip, che invece del nemico vide emergere dalle onde la statua della Vergine Maria, portata da una barca - come un relitto, come un tesoro – e poi accompagnata tra le vie della città da un’orchestra muta. Seguiamo ancora Kip, il suo turbante, la sua storia di Sikh a servizio della corona inglese, e arriviamo fino a Roma, e nella Cappella Sistina cerchiamo il viso del profeta Isaia, la sua espressione “simile a una lancia, saggia e implacabile”. O entriamo nella Galleria Borghese, in silenzio davanti a “Davide con la testa di Golia” di Caravaggio, “la giovinezza che giudica la vecchiaia, il giudizio della propria mortalità”...

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Di Simona (del 21/07/2013 @ 08:36:18, in Flying on line, letto 375 volte)

La redazione Under 18 di Flying varca i confini dell'universo, dedicando l'undicesima uscita della rivista alla fantascienza, con tanto di omaggio all'immortale Doctor Who, e ponendosi la grande domanda su quale sia il rapporto tra scienza e fede...

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