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Il resto vi verrà chiaro lungo il cammino – aggiunse in fretta il vecchio – Leon, ricordati che il Cuore ama, non condanna. Matt, la Mente sa fare giuste domande ma raramente trova buone risposte. Joshua, la Fantasia non deve mai dimenticare la realtà. E tu Sfaira, tu sarai l’unica in grado di comprendermi”.

Setalux
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Benvenuto nel blog di Simona B. Lenic

WebLog
 
Di Simona (del 11/04/2013 @ 12:12:01, in I miei articoli su Fixing, letto 50 volte)

Non c’è giorno dell’esistenza in cui non chiediamo qualcosa.
Ma chiedere non è così semplice. Non è semplice per l’orgoglioso, per il vanitoso, per chi crede di possedere già tutto e per chi non ha nessuna voglia di imparare altro.
Ogni giorno si chiede il sale, un numero di telefono, o il permesso.
Alcuni – ma mai abbastanza – si chiedono quale sia l’atteggiamento più corretto davanti a una persona o a una situazione, giusto per rispettare un po’ anche agli altri oltre a se stessi.
A volte si chiede ma poi la risposta non piace.
A volte non si chiede, si pretende...

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Di Simona (del 26/03/2013 @ 18:24:55, in I miei articoli su Fixing, letto 132 volte)

Ho scoperto cosa fosse un haiku leggendo “Neve” di Maxence Fermine.
Il protagonista di questo romanzo, piccolo e delicato come una favola, è uno scrittore di haiku, brevi poesie composte da tre versi e diciassette sillabe. Ne scrive di bellissimi. Ma sono tutti troppo bianchi. Le sue parole sono accurate, i suoi versi perfetti, ma su di loro incombe una meraviglia sbiadita, pallida. La sua avventura inizia così. Alla ricerca di un colore che non aveva dentro e non riusciva ad appoggiare fuori.
Tre versi. Diciassette sillabe. E nemmeno un colore.
È più che sufficiente per dare inizio a un viaggio...

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Di Simona (del 20/02/2013 @ 09:46:42, in I miei articoli su Fixing, letto 126 volte)

È abitudine assai comune svegliarsi al mattino e chiedersi cosa sarà.
Potrebbe essere un effetto della crisi, o forse è solo il naturale tentativo dell’uomo di andare un po’ più in là, dove tutto sembra sempre migliore.
Ma quando il futuro diventa così incerto, e chiedersi cosa sarà provoca una smorfia più che un sollievo, allora il presente diventa tutto...

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Di Simona (del 17/02/2013 @ 17:43:46, in I miei articoli su Fixing, letto 123 volte)

Compie due anni il concorso internazionale di narrativa Premio Stefano Benassi, promosso da Università Aperta Giulietta Masina e Federico Fellini di Rimini e aperto a tutti i maggiorenni – di ogni nazionalità - che hanno un racconto in testa o nel cassetto. Cinquemila battute e una piccola quota d’iscrizione (10 euro) permetteranno di partecipare a questa iniziativa, che rende omaggio a un uomo che amava la parola scritta, i libri e i lettori...

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Di Simona (del 29/01/2013 @ 11:52:33, in I miei articoli su Fixing, letto 149 volte)

Un anno vissuto narrativamente lascia dietro di sé pagine e pagine di avventure, finali inaspettati, delusioni anche, ma anche grandi attese finalmente soddisfatte.
Ma nella libreria del tempo, cosa rimarrà sullo scaffale 2012?
Sicuramente verranno messi agli atti il premio Campiello vinto da Carmine Abate con “La collina del vento” (Mondadori) e lo Strega assegnato ad Alessandro Piperno e il suo “Inseparabili. Il fuoco amico dei ricordi” (Mondadori).
A livello internazionale, il 2012 sarà ricordato come l’anno del premio Nobel all’autore cinese Mo Yan, o come l’anno in cui il premio Pulitzer per la narrativa non venne assegnato? Quale dei due esiti rappresenta meglio il panorama letterario mondiale?...

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Di Simona (del 19/12/2012 @ 18:32:15, in I miei articoli su Fixing, letto 194 volte)

Quando si era piccoli a scuola si preparava il lavoretto di Natale per i genitori, che – si sa - per contratto devono amare i disegni fatti con il pirografo e le sculture di pasta di sale.
Ma il regalo-fai-da-te non è più appannaggio esclusivo della gioventù, e sotto l’albero si moltiplicano marmellate fatte in casa, candele e saponette per i più audaci, decoupage e origami per chi ha manualità da vendere.
Per un dono fatto in casa si è pronti ad affrontare la colla vinilica, varcare le porte di una ferramenta per una pinza a becco piatto, o far sciogliere cera nel pentolone dove di solito si cuociono gli spaghetti. Ma raramente viene l’idea di prendere in mano una penna, se non per scrivere buon Natale sui bigliettini (sempre che non abbiano gli auguri prestampati).
Si utilizzano carta, truciolato e stoffa, ma non si pensa a un regalo fatto di parole. Un racconto personalizzato, dedicato all’amica o al consorte. Una favola per i bambini. Un ricordo spiritoso messo nero su bianco per i nonni...

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Di Simona (del 09/11/2012 @ 16:22:03, in I miei articoli su Fixing, letto 256 volte)

La notte.
È il momento del “chissà cosa accadrà”.
È un odore, di aria e cielo.
È un libro letto d’un fiato.
La notte sono i riassunti delle giornate precedenti.
Sono le stelle condite da desideri.
Sono milioni di coscienze che si prendono in esame.
La notte è il rimandare a domani. Il non pensarci ora, perché tanto è inutile, perché tanto non puoi far niente. Tutto è chiuso di notte: i negozi, gli uffici, gli occhi. Rimangono aperti fino a tardi solo i pub, e qualche intenzione.
Ci sono notti che finiscono presto sotto le coperte o su un divano.
E ci sono notti lunghe e ognuno le spezza come può. Posti in cui bere, tavoli su cui ballare, brutte trasmissioni, poesie lette con un filo di voce.
La notte è il letto del giorno, il sonno della luce. Il rimuginare della testa...

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Di Simona (del 26/10/2012 @ 17:27:20, in I miei articoli su Fixing, letto 206 volte)
Guido Ceronetti entra in sala appoggiandosi a un bastone.
Questo personaggio così amato, e discusso, fine drammaturgo, ma anche sagace giornalista, ha più di 80 anni e uno sguardo da bambino. Ben vestito, con un cappello da artista in testa, entra quasi di soppiatto in una sala piena di persone che lo aspettano, per un’informale serata di poesia organizzata da amici. Cammina curvo sulle gambe forti e appena la gente lo intravede si alza un applauso.
Lui continua a camminare, guarda davanti a sé, a terra, ma sorride.
Si siede su una sedia, gli occhiali grandi sul viso minuto, sul tavolo i libri, una borsa, un bicchiere d’acqua (non fredda!).
“Leggere poesia non è come leggere narrativa – spiega lo scrittore - Oggi la lettura è silenziosa, in antichità nessuna lettura era fatta soltanto da muta. Non è male che oggigiorno si moltiplichino letture di poesie ma la riuscita dipende sempre da chi legge...

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Di Simona (del 13/10/2012 @ 11:17:31, in Letture e spettacoli, letto 249 volte)


“E MER” Storie del nostro mare
Sabato 13 e domenica 14 ottobre, ore 21 – Mulino d’Amleto di Rimini

FOGLIO DI SALA
“Si crede che il tempo vada sempre e solo avanti.
Ma nelle notti di burrasca il mare sale e scende, tutto si mescola e il tempo impazzisce.
Spunta tra le onde la ninna nanna della Seppia, la serenata di Pnel per la sua Maria, una risata… Un canto d’osteria.
Il rumore che sentite quando il mare è in tempesta sono le grida delle donne che chiamano i pescatori, sono i bombardamenti, sono una musica arrivata dall’America per farci ballare.
Il mare fa andare il tempo su e giù...

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Di Simona (del 25/09/2012 @ 18:03:35, in Flying on line, letto 234 volte)

Riparte il laboratorio di giornalismo vietato ai maggiorenni!

Il corso - che terrò con Loris Pironi e che ha portato alla creazione di Flying, un magazine on line scritto da e per i ragazzi - partirà giovedì 18 ottobre...

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Di Simona (del 24/09/2012 @ 18:47:47, in I miei articoli su Fixing, letto 301 volte)

La parola libraio porta in sé qualcosa d’altri tempi, un’aura leggendaria, sfumature romantiche.
Si dice libraio e si pensa a qualcuno rinchiuso tra quattro mura stipate di volumi, con scaffali al posto delle pareti e un amore così smisurato per i libri da conoscere i nomi di tutti, uno per uno, come fossero figli.
Una figura quasi mitica, che però non si è estinta nel corso degli anni.
Nell’epoca degli e-book e delle librerie on line, i librai fatti di carne e ossa ancora esistono e si muovono dentro librerie fatte di mura e carta, al servizio di lettori che gironzolano tra gli scaffali, sfogliano i volumi, e si fanno un’idea del libro leggendo qualche pagina, oltre al retro di copertina o all’incipit scaricabili da internet.
In un’epoca in cui se acquisti on line ti fanno pure lo sconto, e in cui sembra che si legga pochissimo, i librai non solo esistono ma fanno un mestiere in cui competenza e preparazione contano anche più della simpatia.
Che sia la piccola bottega in cui i libri sfiorano il soffitto, che sia un ambiente ampio e pratico...

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Di Simona (del 07/08/2012 @ 09:42:39, in I miei articoli su Fixing, letto 350 volte)

Cosa spinge un ex prete a trasferirsi dalla natia Rimini alla fredda Milano, per diventare custode di un palazzo? E cosa spinge questo stesso custode a proteggere un uomo, un dottore, che non ha mai incontrato prima ma che improvvisamente diventa per lui così importante?
Inizia come un noir l’ultimo romanzo dello scrittore riminese Marco Missiroli, che a soli trent’anni è entrato nella cinquina dei finalisti del Premio Campiello con Il senso dell’elefante (Guanda). Ed è proprio l’autore a raccontarci – con grande gentilezza e precisione - questo libro intenso, che racchiude temi esistenziali in una struttura thrilling.
Come è stato affrontare argomenti così complessi come la paternità, l’eutanasia? Quale sforzo ha comportato non solo come scrittore, ma anche come uomo? ...

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Di Simona (del 03/08/2012 @ 17:36:10, in Laboratori e Incontri, letto 312 volte)

Moby Cult è una rassegna di incontri con l’autore che si svolge a Rimini e a cui sono particolarmente affezionata, sia per motivi professionali che motivi personali.

Domani, sabato 4 agosto, alle 21.30, nella Vecchia Pescheria, in Piazza Cavour, Moby Cult avrà inizio, e ci sarò anch’io.

Per una volta non sarò l'intervistatrice dell'autore ospite, ma avrò il piacere di fare gli onori di casa, al posto della vera padrona di casa, fondatrice e direttrice artistica della manifestazione, Manola Lazzarini...

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Di Simona (del 08/07/2012 @ 15:20:57, in I miei articoli su Fixing, letto 385 volte)

 Chi ama il mare ha qualcosa di speciale che scorre all’altezza degli occhi. Ha un modo diverso di sorridere. Come l’autore svedese Bjorn Larsson, sbarcato a Rimini per partecipare al festival Mare di libri, dove ha presentato La vera storia del pirata Long John Silver (Iperborea), uno dei suoi romanzi più amati in Italia. E in un pomeriggio di sole e brezza – da vera città di mare – abbiamo parlato di pirati, mare, scrittura e gialli.
Long John Silver è un emblema della letteratura, il pirata de L’isola del tesoro di Stevenson, come è riuscito a ricostruire la vita di un mito?
“Ho dovuto rispettare il carattere e approfondire il personaggio con lealtà verso Stevenson. Ho unito gli indizi che avevo a disposizione, mettendolo però in una realtà storica, e in certi casi inventando un po’ la filologia (sorride, ndr). Stevenson ha letto Storie di pirati di Daniel Defoe per scrivere L’isola del tesoro ma in quel libro nessuno dei personaggi somiglia a Silver. È diventato il simbolo del pirata per eccellenza anche se lo stesso Stevenson diceva che era un pirata atipico”.
A cosa è legato il fascino imperituro dei pirati?
“La letteratura e il cinema hanno costruito il mito dei pirati. In realtà non erano molto affascinanti...

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Di Simona (del 08/07/2012 @ 14:48:43, in Taccuino ripieno, letto 323 volte)

Questo blog per me è come se fosse un vero e proprio sito.

Lo utilizzo per archiviare gli articoli e le interviste che scrivo, per condividere progetti o incontri riguardanti il mio lavoro.

Così per raccogliere tutto quello che qui non trova posto, ho inaugurato un nuovo blog...

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