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Il resto vi verrà chiaro lungo il cammino – aggiunse in fretta il vecchio – Leon, ricordati che il Cuore ama, non condanna. Matt, la Mente sa fare giuste domande ma raramente trova buone risposte. Joshua, la Fantasia non deve mai dimenticare la realtà. E tu Sfaira, tu sarai l’unica in grado di comprendermi”.

Setalux
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Benvenuto nel blog di Simona B. Lenic

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Di Simona (del 05/05/2015 @ 10:05:39, in I miei articoli su Fixing, letto 44 volte)

È solo un francobollo da 60 centesimi. Di quelli che usi per spedire una cartolina.
C’è un viso disegnato. Un uomo di un altro secolo. Colpiscono subito i folti baffi. Ma ancora di più colpiscono gli occhi fieri e sognanti, puntati verso l’alto, a scrutare un mondo che solo lui riesce a vedere così, ma che in tutti i modi ha cercato di raccontarci. Due gabbiani in volo, un mare agitato e un antico veliero illustrano quel mondo sul francobollo dedicato al genio di Emilio Salgari, per i cento anni dalla sua scomparsa, avvenuta nel 1911.
L’antieroe capace di creare eroi.
L’uomo costantemente indebitato che scriveva come un forsennato, per onorare i pagamenti.
L’uomo che morì suicida, in un boschetto vicino a casa.
Quell’uomo era lo stesso che entrava in una biblioteca civica e si ritrovava a vagare tra i serpenti e le paludi della giungla nera...

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Di Simona (del 27/04/2015 @ 18:59:10, in I miei articoli su Fixing, letto 60 volte)

Se il mondo diventasse muto, gli uomini continuerebbero comunque a raccontare le loro vicende. Armati di penne e di pennelli, l’avventura dell’umanità non smetterebbe di essere tramandata.
Il poeta greco Simonide sosteneva che “La pittura è poesia silenziosa e la poesia è pittura che parla”. Ogni pittore racconta una storia. E una storia, a volte, non è che un dipinto tradotto in parole.
Succede in “Oceano mare” di Alessandro Baricco. Le voci di Savigny e Thomas - i personaggi a cui lo scrittore affida il racconto del naufragio della nave francese Alliance e della sorte che colpì i quindici superstiti, a cui non rimase che un barcone a cui aggrapparsi - sembrano alzarsi direttamente da “La zattera della Medusa” di Theodore Gericault, da quel cumulo scomposto di corpi dipinti nell’Ottocento. Il “ventre del mare” narrato da Baricco ha i colori, il dramma e la perdizione del quadro custodito al Louvre. Su quella zattera, tra cadaveri e terrore, sembra di scorgere il giovane marinaio Thomas giurare vendetta...

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Di Simona (del 16/03/2015 @ 17:17:31, in I miei articoli su Fixing, letto 63 volte)

Arriva il momento in cui lo spettacolo finisce. Si svuota la platea al suono di un chiacchiericcio. Si spengono i fari che hanno illuminato la scena. E si accende una lampadina in un camerino dietro le quinte. L’attore si sveste di chi è stato, indossa i panni di chi è, e prepara la valigia per la prossima replica. Ma se quell’attore potesse abbandonare tutti i costumi di scena sulla sedia – sicuramente sdrucita – e potesse lasciare trucchi e maschere davanti allo specchio – sicuramente opaco - allora finalmente in quella valigia potrebbe infilare tutte le parole di cui ha bisogno. Via i tulle e i cappelli. Spazio ai libri e alle storie.
Nella pancia rettangolare della sua valigia, l’attore metterebbe quello da cui tutto ha avuto inizio. E tutto, sempre, ha inizio dalla poesia...

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Di Simona (del 16/03/2015 @ 17:04:58, in I miei articoli su Fixing, letto 123 volte)

La poesia sembra possedere le chiavi dell’universo. C’è davvero qualcosa che la poesia non sa? Esiste un sentimento, un paesaggio, una guerra che la poesia non conosca?
In tre versi Ungaretti ci racconta la prima guerra mondiale e tutte le guerre che verranno, e tutte le guerre che ogni giorno combattiamo: “Si sta come/ d’autunno/ sugli alberi le foglie” (“Soldati”).
Perché la poesia non è un mero intellettualismo. È azione. È gesto. È esperienza.
“Dove sono i poeti? Non c’erano poeti sotto le mura di Troia e nemmeno sulle navi con le quali ho solcato i mari. Se uno ha combattuto un solo giorno può raccontare mille storie di guerra. Se uno ha amato anche una sola donna può raccontare mille storie d’amore. Ma chi non è vissuto con amore e con dolore non può inventare nulla se non parole vuote e aride come la cenere”. In “Itaca per sempre” di Luigi Malerba, Ulisse diventa il poeta della sua Odissea, vivendola.
Perché la poesia conosce vivendo...

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Di Simona (del 30/01/2015 @ 17:04:06, in I miei articoli su Fixing, letto 196 volte)

 

Quando si entra in una chiesa si è sempre alla ricerca di qualcosa.
Si cerca una bellezza dell’arte, dell’architettura. Si cercano risposte. O semplicemente silenzio.
Quando non si sta svolgendo una messa, quando non ci sono turisti d’assalto che parlottano o gruppi che pregano, l’assenza di rumore regna incontrastata tra le navate. Qualcosa di surreale. Saranno i muri spessi. Gli alti soffitti a volta. Ma quello che c’è dentro una cappella è un silenzio che rimbomba da quanto è forte e profondo. Seduti su una panca, davanti all’altare vuoto, nella luce debole del tramonto che filtra dai rosoni, si può intuire come sia venuta a Giovannino Guareschi l’idea di quel crocefisso che parla con Don Camillo, nel suo “Mondo piccolo”.
E ci teneva Guareschi a sottolineare che se i preti si sentivano offesi per via di Don Camillo potevano rompergli un candelotto in testa. Se i comunisti si sentivano offesi per via di Peppone potevano rompergli una spranga sulla schiena. “Ma se qualcun altro si sente offeso per via dei discorsi del Cristo, niente da fare; perché chi parla nelle mie storie, non è il Cristo, ma il mio Cristo: cioè la voce della mia coscienza. Roba mia personale, affari miei interni. Quindi: ognuno per sé e Dio per tutti”...

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Di Simona (del 22/01/2015 @ 17:00:38, in I miei articoli su Fixing, letto 222 volte)

Costruire pensieri con la stessa cura e attenzione con cui si costruiscono palazzi. Costruire gesti che abbiano il gusto della gentilezza. Abitudini che siano momenti di condivisione.
Le città degli uomini hanno bisogno anche di questo. Perché – come sostiene l’architetto Renzo Piano - “la bellezza cambia il mondo e lo cambia una persona alla volta”. Ogni uomo è un architetto di quotidianità, di giornate spese sulla propria pelle. È ingegnere di ponti che costruisce con le persone che ama, e – se è un ingegnere di quelli bravi – anche con le persone che scarsamente sopporta.
Ogni pensiero è un disegno...

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Di Simona (del 02/12/2014 @ 16:34:25, in I miei articoli su Fixing, letto 317 volte)

“Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare” John Belushi, nei panni di Bluto, lo dichiara con passione nel film “Animal House”, del 1978. Perché se per i bambini il gioco è il contatto che hanno con il mondo, il loro modo per imparare e conoscere, per gli adulti è lo stato mentale con cui affrontarlo questo mondo.
Ogni giorno bisogna saltare la cavallina per imparare che non serve a niente evitare gli ostacoli. Quando l’ostacolo è davanti a te meglio rischiare di inciamparci sopra, e cadere, e rialzarsi, piuttosto che far finta che non ci sia. E puoi giocare a nascondino per tutto il tempo che vuoi, ma anche i bambini lo sanno che poi bisogna uscire dal proprio nascondiglio, e gridare “Tana per me” e tentare un “Tana libera tutti”, e liberare se stessi e gli altri dalla gabbia di un rifugio che non può essere casa. Per nessuno.
E i giorni passano troppo veloci, e a volte così lenti, e pensi che quando eri bambino bastava buttare un sassolino su un disegno di gesso per percorrere tutta la settimana...

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Di Simona (del 25/09/2014 @ 10:41:20, in I miei articoli su Fixing, letto 525 volte)

Tu leggi? Provate a fare questa domanda a un amico. Riformulatela a vostro piacimento a parenti e conoscenti. Vi accorgerete come una domanda semplicissima possa produrre risposte al limite dell'insidia.
Il "lettore abituale" per lo più non avrà problemi a rispondere con un sì, rivelandoti il suo genere preferito, l'ultimo libro letto e lasciandosi pure andare a qualche – non richiesto – consiglio di lettura. Le risposte più originali arriveranno, però, dai non-lettori. Alcuni ti diranno semplicemente che no, non amano leggere, perché – come è lecito – preferiscono fare altro. Ma altri no, non si limiteranno a darti una risposta: ti daranno una loro versione dei fatti...

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Di Simona (del 24/09/2014 @ 14:44:02, in Diario, letto 262 volte)

Ogni tanto su Facebook ti propongono di compilare qualche lista. Dalle canzoni che hanno accompagnato la tua esistenza ai cartoni animati che ti hanno cambiato la vita. Qualche tempo fa sono stata invitata a stilare la classifica dei miei libri prediletti. Convinta di averne lasciati fuori mille e di doverne rileggere alcuni, ecco la lista – rigorosamente a casaccio - di alcuni dei miei libri “preferiti”...

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Di Simona (del 21/07/2014 @ 16:25:00, in I miei articoli su Fixing, letto 419 volte)

Mestieri affascinanti. Lavori comuni. Attività illecite. Incarichi improbabili.
I romanzi abbondano di personaggi dalle professioni più disparate.
Chi non ha mai desiderato, almeno una volta nella vita, di diventare un disegnatore di fiordi norvegesi, nonché di pianeti su ordinazione, come Slartibartfast in “Guida galattica per autostoppisti” di Douglas Adams? E chi non si è mai sentito un degno concorrente di Benjamin Malaussene, professione capro espiatorio?...

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La potenza della parola dipende dal grado di esperienza che contiene. Quanto sarebbe scandalosa una morale praticata, invece che solo proclamata. E quale forza potrebbe contenere la trasgressione se non fosse solo ostentazione, ma ricerca effettiva di una nuova strada.
“Personalmente sono un poeta, quindi comincio a trasgredire tutte le leggi facendo della poesia. Ora sono vecchio e allora non rispetto più che le leggi della vecchiaia” così spiegava la sua personalissima trasgressione Giuseppe Ungaretti al microfono di Pierpaolo Pasolini, in “Comizi d’amore”...

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Di Simona (del 25/02/2014 @ 10:33:04, in I miei articoli su Fixing, letto 4127 volte)

Prima che il mare diventasse Riviera, la spiaggia era solo sabbia, il porto era un approdo non scontato per i pescatori, e l’orizzonte svelava il destino delle donne, che lo scrutavano in attesa dei loro marinai. Erano gli anni che precedevano la Seconda Guerra Mondiale. Le pescivendole aspiravano a fare la cameriera per una ricca signora. Le balie dovevano spostare i bambini dal letto quando arrivavano i loro babbi a dormire. Ma già in quegli anni qualcuno immaginava una vita diversa, dove per lavorare non bisognava solcare il mare e non essere mai certi del ritorno. Una vita dove il mare si poteva guardare con i piedi nella sabbia, vendendo l’ombra ai bagnanti. Inizia così la storia di “E’ Mer. Storie del nostro mare”...

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Di Simona (del 17/02/2014 @ 17:17:50, in I miei articoli su Fixing, letto 546 volte)

Sono giorni di neve. Di gente che vola, scivola e cade. Giorni in cui si mastica oro, e ghiaccio. E poi trionfi, catastrofi, velocità, imprese, occasioni perdute. Le Olimpiadi invernali sono un grande romanzo, dall’ambientazione esotica e la trama inverosimile.
La storia narra di un tempo - breve ma ciclico – in cui 88 nazioni si riuniscono all’ombra di cinque cerchi, armate solo di sci, pattini e scope (nel caso del curling). Il suo teatro è il mondo. Il suo protagonista è l’atleta. Nel breve intervallo di tempo e spazio che va dalla pista al podio, si svolgono le loro gesta imprevedibili, bizzarre ed epiche.
Tra le pagine dei Giochi di Sochi, capita di incontrare ...

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Di Simona (del 03/02/2014 @ 14:48:40, in I miei articoli su Fixing, letto 759 volte)

 Ogni favola ha una sua morale. Anche Pinocchio ha la sua. Qualcuno potrebbe obiettare che Pinocchio non è esattamente una favola. In realtà, non lo è per niente. È più che altro il viaggio del singolo alla conquista della sua umanità. Il percorso di un individuo - burattino degli eventi e del destino - che cerca la dignità di uomo. Ma poi c’è quell’elemento fantastico, quel pezzo di legno che urla quando viene levigato, quel naso che si allunga al suono di ogni bugia, e quella fata che si trasforma ma rimane sempre turchina... E allora si pensa che queste siano pagine per bambini, che la realtà sia decisamente più in là, che la vita vera sia tutta un’altra storia, non certo quella di Pinocchio. L’elemento fantastico rende sempre tutto più leggero e surreale, e permette di non spaventarsi anche se quel gatto e quella volpe ci ricordano tanto qualcuno che abbiamo incontrato. Anche se tante volte ci siamo sentiti appesi per il collo. Anche se dentro la pancia di quel pescecane abbiamo perso la speranza e siamo rinati mille volte...

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Di Simona (del 19/12/2013 @ 15:59:06, in I miei articoli su Fixing, letto 883 volte)

“E' la vigilia di Natale. E' la notte dei desideri. E voi potete incontrare il personaggio di un libro. Per un'ora intera, per un'ora soltanto potete parlare, passeggiare, fantasticare con il personaggio che amate di più. Chi vorreste al vostro fianco? E perché?”.
Ho scritto questa domanda su Facebook, facendo partire un piccolo sondaggio pre-natalizio.
Le risposte sono state così varie, diversificate e ben motivate, da poter tranquillamente dire che questo articolo non l’ho scritto io, ma i lettori. Quindi, grazie a tutti quelli che hanno contribuito a questo pezzo.

Se si potesse vedere a fondo, se si potesse vedere al di là del buio, e poco sopra le stelle, la notte avrebbe altri colori da mostrare, altre visioni da regalare. E se nella notte che attende il Natale, in quella notte in cui l’impossibile diventa possibile, bastasse esprimere un desiderio per incontrare chi non esiste più, chi non è esistito mai, allora lungo le vie della città si vedrebbero personaggi d’altri tempi, d’altri mondi, camminare avvolti nei loro cappotti. Se in quella notte di miracoli i sogni si trasformassero in incontri, vedremmo...

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28/05/2015 @ 15.50.42
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