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Benvenuto nel blog di Simona B. Lenic
WebLog

È affidato a un pacchetto di Nazionali il compito di accogliere i lettori di “Dizionario delle cose perdute” di Francesco Guccini. Il marchio delle sigarette è proprio in copertina, quasi a dirci che un tempo si poteva fumare dove si voleva. Era un tempo in cui il letto si scaldava con il prete. Per tenere le cose al fresco non c’era il frigo, che produce ghiaccio, ma la ghiacciaia, dove il ghiaccio dovevi metterlo tu. Per le strade si girava con la topolino. Ci si conosceva a ritmo di un ballo in balera, ci si baciava nel buio del cinema, e si aveva freddo, a volte. “Non ho scritto questo libro con nostalgia, forse c’è un certo rimpianto che è rimpianto della giovinezza… Ma fino a un certo punto! – ha spiegato il cantautore modenese ... Continua a leggere...
Tre guardie del corpo già posizionate. Teatro degli Atti di Rimini pieno, e non solo di ragazzi. Con una puntualità ammirevole – e del tutto insperata – entra lui, Christopher Paolini, un ragazzone con occhiali e camicia ben infilata nei jeans a vita alta. Si accomoda nella sua postazione sul palco e scatta una foto al pubblico in delirio. Esordisce con un ciao, che sprigiona un ulteriore fragoroso applauso, si dichiara felice di vedere così tante persone e – con genuina onestà - rivela che spera di firmare un sacco di libri. Inizia così lo show di Christopher Paolini...
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A Marco Bianchini, attore e regista teatrale di Rimini, che ci ha lasciati lo scorso 29 aprile, a soli 43 anni.
Si apre il sipario. Potrebbe essere uno degli infiniti atti di una commedia così ben fatta da replicare per anni e anni. Ma non questa volta. Questa volta è l’ultimo atto. Non si muove nulla. Solo un sorriso appena sotto una testa riccia. Solo un sorriso appena sotto gli occhiali. Non dice nulla l’attore. Prepara le valigie, con discrezione. Si dice che un attore abbia tante vite quanti sono i personaggi che interpreta. Tante vite che scorrono sul palco sorrette da un uomo solo, da un attore che le fa pulsare tutte. Dentro la sua valigia... Continua a leggere...
Di Simona (del 28/04/2012 @ 17:50:35, in Appunti, letto 51 volte)

Ho ascoltato Guccini raccontare il suo Dizionario delle cose perdute in mezzo a circa 200 persone, seduta sul davanzale (interno, fortunatamente) di una finestra, ridendo davanti all’espressione di uno che stava decisamente pensando che “Non c’è niente da ridere in un mondo sobrio”. Sono andata ... Continua a leggere...
 Un monastero visto dall’alto è il simbolo del marchio Montebello, un marchio che porta con sè una storia da pionieri della coltura biologica in Italia, un marchio che si trova su confezioni di pasta, farina, legumi, e racchiude la storia di un uomo, il suo fondatore, Gino Girolomoni, già fondatore della cooperativa Alce Nero. Gino Girolomoni è venuto a mancare il 16 marzo scorso, ma non ha lasciato solo un marchio, ha lasciato una famiglia – la sua famiglia – a portare avanti un modo di lavorare e operare che aveva come scopo principale il produrre alimenti senza avvelenarli (e senza avvelenarne i fruitori). Un pensiero così semplice e primario, da risultare innovativo... Continua a leggere...

La redazione Under 16 di Flying è in viaggio. Chi viaggia aggrappandosi alla sua curiosità. Chi vorrebbe ritrovarsi “Sulla strada” di Kerouak... Continua a leggere...
Pangea, tutta la terra, un nome simbolico per una collana editoriale che raccoglie piccole perle di letteratura sparse per il mondo. Un progetto portato avanti dal Gruppo Viator – che ha assorbito e oggi gestisce la casa editrice Servitium, fondata da padre David Maria Turoldo e proprietà dei Servi di Maria – e curato da Paolo Brera, scrittore e traduttore. Suo il compito di scegliere e di tradurre racconti e romanzi brevi, da ben otto lingue (inglese, francese, spagnolo, portoghese, tedesco, russo, polacco e serbo). Un’impresa ardua che a oggi ha portato alla luce quattro volumi: “Sull’acqua” di Guy de Maupassant, “La cartomante” di Joaquim Machado De Assis (il più grande romanziere brasiliano dell’Ottocento), “La illustre fregona” di Miguel de Cervantes e – fresco di stampa – il romanzo breve “Primo amore” di Ivan Turgenev. Tra tanti capolavori stranieri compariranno anche autori italiani, tra cui Camillo Boito e il suo “Senso”, novella che ispirò il celebre film di Luchino Visconti. Come è partito il progetto Pangea? “L’idea – racconta Paolo Brera – è nata da una personale forma di follia...
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Questa sera andrò a teatro con la giovanissima redazione di Flying.
Andremo a vedere “Sogno di una notte di mezza estate”, la commedia di Shakespeare nella versione diretta da Gioele Dix, con alcuni attori comici di Zelig e i Musica Nuda, duo composto da Petra Magoni (voce) e Ferruccio Spinetti (contrabbasso), che suoneranno e canteranno dal vivo.
Gioele Dix ha rispettato la storia originale restituendole quella connotazione comica che inizialmente aveva, ma sia l’ambientazione – il locale di una periferia post industriale – sia i ritmi, il linguaggio, saranno contemporanei.
Insomma, sulla carta sembra davvero un’ottima occasione per avvicinare i ragazzi a Shakespeare... Continua a leggere...

Tra i miei ricordi universitari, il professor Stefano Benassi spicca come un faro. Era il mio insegnate all’Università di Bologna. Il professore con cui mi sono laureata. Quello che mi ha concesso di scrivere la tesi su un pittore, anche se frequentavo filosofia. Quello che a diciannove anni mi ha insegnato che scrivere non è solo tenere un diario o redigere tesine, scrivere è anche narrativa, è inventare storie, osando, raccontare non solo quello che vediamo ma anche quello che immaginiamo, con la chiarezza che dobbiamo a un lettore. Il mio professore è scomparso nel 2008, troppo presto. Ha portato via con sé la sua pazienza, la sua voce sottile, la delicatezza dei suoi modi e quella penna rossa che non lesinava. Ma ha lasciato la voglia di continuare a scrivere, non solo a me... Continua a leggere...

“Credo di parlare di cose che stanno a cuore alla gente. Credo di fare la stessa cosa che fa la poesia a un livello superiore. Lo faccio per l’uomo della strada. Metto l’accento su cose che in genere le persone comuni percepiscono solo confusamente. Definisco emozioni. Un esempio perfetto per ciò che intendo dire è quando qualcuno dice Oggi mi sento proprio come Charlie Brown. Non deve aggiungere nient’altro. Perché sai benissimo come si sente”. Charles Schulz
Capita a tutti di sentirsi piccoli come noccioline. E capita a tutti, una volta o l’altra, di assomigliare tanto a un personaggio dei Peanuts, le noccioline più famose del mondo del fumetto, pubblicate per l’ultima volta il 13 febbraio del 2000, il giorno dopo la morte del loro autore. Un universo fatto di bambini... Continua a leggere...

Prendete un giorno, non uno qualsiasi, ma uno che per voi ha un significato. Quel giorno che ha irrimediabilmente cambiato tutto. Allora non lo sapevate, ma a distanza di tempo quel giorno ha dettato il ritmo al resto della vostra vita. È un giorno speciale, a pensarci ora, ma non lo avete mai considerato un giorno da celebrare. Era uno come tanti, a cui non avete dato peso ma oggi dovete ammettere che lì è iniziato tutto, gioia o dolore che sia, ha avuto lì il suo preludio. Come succede in “Un giorno” (Neri Pozza editore) di David Nicholls. L’autore racconta la storia di Emma e Dexter, che passano una sola notte insieme, quando hanno poco più di vent’anni, e non sanno ancora cosa fare della loro vita, sanno però che quella mattina scozzese del 15 luglio potrebbe essere l’ultima volta che si vedono, o forse no... Continua a leggere...
Articoli scritti da ragazzi, per i ragazzi. Questo è l’obiettivo di Flying, magazine on line frutto del lavoro di una piccola redazione Under 16. Da tre anni, insieme a Loris Pironi, tengo un corso di giornalismo dedicato ai ragazzi, presso l’associazione culturale Laboratorio di Myriam di Rimini, e da questo corso è nato Flying, che ha anche un blog e una pagina facebook gestiti dai ragazzi. La redazione sta crescendo e il giornale con loro, come dimostra il nuovo numero di Flying. Il giornale si apre con una riflessione – a tratti ironica - sulle gioie e le difficoltà di avere dei fratelli. Si prosegue poi con il ritratto di Bill Hicks...
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“Scrooge divenne il migliore degli amici, il migliore dei padroni, il migliore degli uomini della vecchia città, di ogni altra vecchia città, paese o borgo del buon vecchio mondo. Qualcuno rise di questo mutamento, ma egli lo lasciò ridere e non ci fece caso, perché era abbastanza saggio da sapere che nulla di buono succede su questa terra, senza che qualcuno, sulle prime, si prenda il gusto di riderne… Del resto anche il suo cuore era tutto un sorriso, e ciò era per lui più che sufficiente.
Non ebbe più nulla a che fare con gli spiriti, ma visse sempre secondo i dettami della temperanza integrale e sempre si disse di lui che sapeva festeggiare degnamente il Natale, se mai creatura vivente può attribuirsi questo vanto”.
Charles Dickens, Canto di Natale
Saper far festa è un’arte. Un’arte che s’impara, come è successo al vecchio Scrooge di Dickens, per cui si sono dovuti scomodare ben tre spiriti – del Natale presente, passato e futuro - per fargli imparare la lezione in tempo. Del resto, è un’arte di cui non si può far a meno, se non si vuole correre il rischio di inaridirsi.
I libri di favole raccontano di feste con abiti sfarzosi, spartiti d’orchestra e cibo raffinato. Ma se lo sguardo si sposta dal salone principale, se scavalca la finestra e si butta giù in strada, si può vedere l’intero mondo danzare... Continua a leggere...

Abbiamo tutti bisogno di sogni. Non fughe, non scappatoie, ma il bisogno di concentrare le nostre forze in qualcosa in cui crediamo. In qualcosa che a volte solo noi vediamo, solo noi consideriamo davvero importante. Svegliarsi la mattina e avere uno scopo, un obiettivo che vada al di là delle necessità primarie, qualcosa che fa intuire che noi siamo anche altro. Non siamo solo... Continua a leggere...
Di Simona (del 24/10/2011 @ 17:23:26, in Appunti, letto 394 volte)

"Quello che si prova non si può spiegare qui hai una sorpresa che neanche te lo immagini... Continua a leggere...
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