Immagine
 copertina... di Admin
 
"
Il resto vi verrà chiaro lungo il cammino – aggiunse in fretta il vecchio – Leon, ricordati che il Cuore ama, non condanna. Matt, la Mente sa fare giuste domande ma raramente trova buone risposte. Joshua, la Fantasia non deve mai dimenticare la realtà. E tu Sfaira, tu sarai l’unica in grado di comprendermi”.

Setalux
"
 
\\ Home Page : Articolo
La parola del dialetto
Di Simona (del 20/04/2017 @ 16:34:44, in I miei articoli su Fixing, letto 108 volte)

 

Il patrimonio di un popolo risiede nelle sue capacità di esprimersi e raccontarsi.
Quando manca questa capacità, l’uomo è destinato al silenzio.
Conoscere una lingua straniera sembra, oggi, fondamentale.
Trascurare la propria lingua sembra, oggi, abituale.
Mentre i dialetti sono diventati, oggi, appannaggio di autori e registi che colgono la loro forza espressiva, ma rimangono sconosciuti - o addirittura bistrattati - da molti.
Abbiamo abbandonato il dialetto perché non è abbastanza raffinato, è brusco, grossolano. Lo abbiamo messo da parte e chiuso in soffitta, come i ricordi dei nonni, la loro storia. Lo abbiamo accantonato perché è fuori moda. E lo abbiamo rimpiazzato con uno slang contemporaneo fatto di termini anglofoni di cui - quasi - nessuno conosce il significato autentico.
Ci si riempie la bocca di “brunch”, si mettono insieme le idee in un “brain storming”, si immortalano momenti in un “selfie”, e si pretende un’esistenza “all inclusive”. Fino a perdersi in un fatuo linguaggio da villaggio globale, dove tutti usano gli stessi termini e non dicono niente.
“Quand’è che finisce il gergo e comincia un nuovo dialetto? - si chiede la giornalista statunitense Constance Hale - Dov’è la linea tra neologismo e iperbole? Come possiamo tenere il passo con la tecnologia senza impiantarci nei tecnicismi? È possibile scrivere di macchine senza perdere il senso dell’umanità e della poesia?”.
Umanità e poesia di cui i dialetti sono ricolmi.
La lingua italiana ha unito un popolo, diviso da troppi dialetti che ostruivano il dialogo. Ma ora che il dialogo è possibile, e il dialetto non è più divisione ma cultura - cultura di una regione, cultura di radici e generazioni - appare tutto troppo provinciale. Ci si finge cittadini del mondo rimanendo fermi davanti alle nostre “chat”, ai nostri “sms”, che danno la sensazione di essere dappertutto, mentre si è solo - e soli - davanti a uno schermo.
Non si fa fatica a parlare il dialetto, si fa semplicemente fatica a parlare, perdendo concretezza sia nel linguaggio che nel pensiero.
“La parola del dialetto è sempre incavicchiata alla realtà, per la ragione che è la cosa stessa, appercepita prima che imparassimo a ragionare”, questa definizione dello scrittore Luigi Meneghello spiega con immensa semplicità perché ci sono termini dialettali che sono intraducibili in italiano. Sono parole nate dalla quotidianità, dal lavoro, non filtrate da libri o professori, solo vissute. Le parole dialettali non definiscono concetti ma dipingono la realtà. Perché “Tutti i dialetti sono metafore e tutte le metafore sono poesia” (Gilbert Keith Chesterton).

Simona Bisacchi , da Fixing

Articolo Articolo  Storico Storico Stampa Stampa
 
Nessun commento trovato.

Testo (max 1000 caratteri)
Nome
e-Mail / Link


Inserire il codice AntiSpam This Is CAPTCHA Image


Disclaimer
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.

Ci sono 86 persone collegate

Bookmark and Share


< ottobre 2017 >
L
M
M
G
V
S
D
      
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
         

Cerca per parola chiave
 

Titolo
Breve bio (1)
Diario (18)
Flying on line (13)
I miei articoli su Fixing (109)
Laboratori e Incontri (34)
Letture e spettacoli (20)
Progetti per le scuole (3)
Setalux e i suoi protagonisti (7)
un po' di rassegna stampa... (8)

Catalogati per mese:
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017

Gli interventi più letti

Ultimi commenti:
If some one desires ...
14/10/2017 @ 21:55:11
Di ray ban sunglasses sale
Meraviglia Simo!Graz...
30/06/2017 @ 17:38:53
Di Loretta
Mi piace molto il tu...
09/02/2017 @ 07:05:18
Di Omar Vulpinari

Simona B. Lenic
Simona B. Lenic
Crea il tuo badge

diventa fan di Simona Lenic

Titolo
copertina (1)

Le fotografie più cliccate

Titolo
Ti piace questo blog?

 Fantastico!
 Carino...
 Così e così
 Bleah!





20/10/2017 @ 09:00:23
script eseguito in 43 ms